Simulò di esser stato aggredito: agente della polizia locale di Busto Arsizio condannato in Appello. Dovrà risarcire il Comune
La vicenda aveva fatto scalpore, ma dalle immagini delle telecamere era venuto fuori che il giovane agente aveva inventato tutto, ferendosi da solo. Dopo l'assoluzione a Busto la Corte d'Appello ribalta il verdetto
La Corte d’Appello di Milano ha ribaltato la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado e ha condannato a due anni di reclusione un agente della polizia locale di Busto Arsizio, accusato di aver simulato un’aggressione durante un servizio di controllo della sosta.
I fatti risalgono al primo febbraio 2023 e avvennero in via Travelli. L’agente, oggi 35enne e difeso dall’avvocato Giovanni Creti del Foro di Milano, aveva raccontato di essere stato aggredito da due sconosciuti mentre stava verificando il pagamento dei parcheggi (ne scrissero tutti i giornali, compreso Varesenews).
L’episodio aveva suscitato grande attenzione in città e aveva riaperto il dibattito sulle condizioni di lavoro degli agenti, sulle carenze di organico e sulla dotazione di strumenti e mezzi, temi già sollevati in precedenza da alcune organizzazioni sindacali.
L’inchiesta della Procura di Busto Arsizio, inizialmente aperta per individuare i presunti responsabili dell’aggressione, aveva però portato a una ricostruzione completamente diversa. Secondo l’accusa, ritenuta credibile dai giudici d’Appello, l’agente avrebbe inscenato il pestaggio, procurandosi da solo le lesioni.
Le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza cittadino avrebbero infatti documentato il vigile mentre sfregava la testa, il volto e un ginocchio contro alcuni muri e una colonna, per poi denunciare un’aggressione mai avvenuta. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’episodio sarebbe stato costruito per creare un pretesto utile a riaprire una vertenza sindacale sulle carenze del comando (in effetti la reazione successiva ci fu).
L’agente era imputato per falso, simulazione di reato, truffa ai danni di un ente pubblico e interruzione di pubblico servizio. Il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio, disposto il 5 dicembre 2023 dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Busto Arsizio Stefano Colombo.
Il processo di primo grado si era concluso con l’assoluzione dell’imputato. La Corte d’Appello di Milano ha ora ribaltato quella decisione, pronunciando una condanna a due anni di reclusione.
Il Comune di Busto Arsizio si era costituito parte civile nel procedimento, assistito dall’avvocato Riccardo Piga.
L’imputato è stato condannato al risarcimento dei danni in favore dell’ente, che saranno quantificati in sede civile. I giudici hanno inoltre disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro.
A carico dell’agente anche il pagamento delle spese di costituzione di parte civile, liquidate per entrambi i gradi di giudizio in 9.358 euro.
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