Tornano gli esodati del Superbonus: in otto portano il caso all’attenzione dell’Europa
Tra i promotori dell'iniziativa c'è anche un cittadino della provincia di Varese. Il gruppo annuncia di aver depositato e registrato un esposto alla Commissione UE: «Abbiamo scelto una strada diversa rispetto ai ricorsi avviati in Italia»
Eccoli di nuovo in campo. Dopo mesi di silenzio, gli esodati del Superbonus tornano agli onori della cronaca. Questa volta non per una protesta o un appello alla politica, ma per annunciare una nuova iniziativa: un esposto alla Commissione Ue.
L’autore è un gruppo di otto cittadini italiani, tra cui uno della provincia di Varese. «Siamo gli otto esodati del 110 che hanno deciso di percorrere una strada diversa da quella intrapresa finora dagli altri» sottolinea il varesino.
LA PRESCRIZIONE
La convinzione è che le azioni giudiziarie promosse in Italia nei confronti delle amministrazioni pubbliche, dei governi e dei ministri non abbiano prodotto risultati concreti. Secondo gli esodati del Superbonus, negli ultimi anni associazioni di categoria, imprese, general contractor e privati hanno avviato numerosi procedimenti destinati a rimanere impigliati tra ricorsi, controricorsi e diversi gradi di giudizio.
Il rischio, sostengono, è che molti di questi si concludano con la prescrizione o con pronunce di incompetenza. Per questo motivo gli otto cittadini, assistiti dal loro legale, hanno deciso di rivolgersi alle istituzioni dell‘Unione Europea. «Siamo cittadini italiani, ma anche cittadini europei», spiega uno di loro. L’esposto, preceduto da una petizione al Parlamento europeo, è già stato registrato il 29 giugno 2026 (numero di protocollo 93894) e il gruppo si dice fiducioso che possa portare a un pronunciamento favorevole.
LA PROCEDURA DI INFRAZIONE
Gli esodati ritengono che la loro iniziativa possa trovare un punto di forza anche nella procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti di diversi Paesi, tra cui l’Italia, per il mancato adempimento degli obblighi previsti in materia di rendicontazione degli interventi di riqualificazione energetica. A loro giudizio, questo precedente potrebbe rafforzare le ragioni esposte nella documentazione presentata. Parallelamente il gruppo sta lavorando anche all’interruzione dei termini di prescrizione.
CHIEDERE GIUSTIZIA PRIMA ALLA UE E POI ALL’ITALIA
L’intenzione dichiarata è attendere l’esito dell’iniziativa avviata a livello europeo e solo successivamente valutare eventuali azioni nei confronti dello Stato italiano. Alla base dell’esposto, spiegano i promotori, c’è la contestazione delle numerose modifiche apportate alla disciplina del Superbonus, cambiata – secondo i ricorrenti – 38 volte nell’arco di 40 mesi, con conseguenze per chi aveva già avviato gli interventi.
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