“Tornare in università è come ritrovare un amore”, l’Impresa di Elena Tandin tra lavoro e famiglia
La storia di una studentessa che dopo dieci anni dalle sue prime lauree ha deciso di rimettersi in gioco all'Insubria. Questa volta conciliando gli studi con il lavoro a tempo pieno e una figlia piccola
Tornare sui libri dopo dieci anni dalle sue prime lauree, questa volta con un lavoro a tempo pieno e una famiglia a cui dedicarsi. Può sembrare una sfida impossibile, eppure per Elena Tandin questa scelta è stata una boccata d’ossigeno. Studentessa del corso di laurea magistrale in Linguaggi e competenze per la formazione all’Università dell’Insubria, Elena ha trovato nello studio nuovi stimoli intellettuali e soddisfazioni.
Il 14 luglio, l’Università dell’Insubria festeggerà i suoi nuovi laureati in occasione del “graduation day”. In attesa della celebrazione, VareseNews ha scelto di intervistare alcuni studenti per raccontare le loro storie e conoscere cosa significa veramente frequentare l’ateneo di Como e Varese – Leggi tutte le loro storie
«Nello studio ho scoperto la soddisfazione che mi mancava»
Dopo la laurea triennale in Cattolica e la magistrale alla Statale di Milano, Elena ha cominciato il suo percorso professionale, arrivando a ricoprire ruoli di responsabilità nel settore dell’e-commerce e del marketing digitale. Una carriera solida, che però cominciava a non essere più abbastanza. «Ricopro – spiega – una posizione di “middle management”, ma mi sentivo in una situazione di stagnazione. Attraverso gli studi ho ritrovato la soddisfazione che mi mancava».
Ogni mattino la sveglia alle 5 per studiare, ma «tornare in università è come ritrovare un amore»
Dopo aver ponderato le opzioni, Elena ha scelto l’Insubria con l’obiettivo di acquisire nuove competenze, in particolare per l’insegnamento dell’italiano L2. Conciliare tutto non è semplice: Ogni mattino Elena si alza alle 5 per studiare, prima di affrontare giornate piene di impegni tra il lavoro e la cura di sua figlia di quattro anni. «Tenere insieme tutto è difficile – ammette Elena –, ma riprendere a studiare è stato come ritrovare un amore. Mi sto godendo appieno il percorso».
Ad aiutarla nell’impresa ci sono i nuovi strumenti digitali e il supporto dei docenti. Elena racconta di aver incontrato professori sempre pronti a venire in contro a studenti che – come lei – hanno esigenze specifiche, «Una disponibilità – aggiunge – che non avevo trovato in nessuna delle mie esperienze universitarie precedenti». Per quanto riguarda invece l’aspetto tecnologico, «È tutto molto più veloce, più semplice e digitale – spiega –. Inoltre, non ho mai incontrato problemi logistici o cambi di programma dell’ultimo minuto».
Contro i pregiudizi verso gli atenei “minori”
Superati i primi sei esami, ora Elena punta a laurearsi nell’estate del 2027 e invita gli universitari di domani a guardare oltre i pregiudizi che spesso etichettano gli atenei di provincia come “minori”. «L’università alla fine non la fa la sede, ma la fa il docente che insegna», conclude Elena, convinta che l’Insubria si stia rivelando capace di offrire non solo le competenze che aspira a imparare, ma anche stimoli culturali di alto livello, come i seminari in collaborazione con il Centro Interculturale di Torino, che ha seguito con grande entusiasmo.
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