Tra ghiacciaie e turismo culturale, la scommessa di Cazzago Brabbia sul lago di Varese

Il sindaco Davide Bossi fa il punto sui flussi in paese e guarda al futuro del bacino: "Turisti di passaggio e comitive organizzate attratti dal Lake Museum. Ora serve potenziare la navigazione e la connessione con l'Isolino Virginia"

Generico 09 Mar 2026

Il turismo sul lago di Varese non vive di sola balneazione, ma si nutre di storia, identità e percorsi culturali capaci di unire le diverse sponde del bacino.

A Cazzago Brabbia l’assenza di un turismo di massa non è un limite, ma il risultato di una precisa linea politica, condivisa dall’attuale amministrazione e da quelle che l’hanno preceduta. Si tratta perlopiù di visitatori di passaggio, ma a fare la differenza sono i gruppi organizzati che arrivano dalle province di Milano e Como per scoprire il patrimonio locale.
Abbiamo fatto il punto sulla stagione con il primo cittadino, Davide Bossi, per capire come si sta muovendo l’accoglienza in questo storico borgo di pescatori.

Che tipo di turismo sta registrando Cazzago Brabbia in questo periodo?
«I turisti sono nella media e molti sono di passaggio, anche perché non abbiamo strutture ricettive in paese su cui farci un’idea precisa. Ci sono però comitive organizzate che vengono con le guide da Milano, Como e dintorni e chiedono espressamente di potere vedere il nostro Lake Museum con le ghiacciaie, il lavatoio con l’acquario dove nuotano i pesci di lago, e naturalmente il Rierun. Di solito questi gruppi si recano anche all’Isola Virginia. Per quest’anno, a memoria, i gruppi così composti da turisti veri con la guida sono stati tre o quattro».

Terminata la casa del rierun a Cazzago Brabbia

Come riuscite a gestire l’apertura e la visita di questi luoghi?
«Tramite i volontari garantiamo le aperture del Lake Museum concordando gli orari. Le guide ci contattano e ci chiedono questa possibilità, io sento i volontari e chiedo la loro disponibilità per aprire i siti. I nostri volontari sono abbastanza preparati e, se la guida esterna non lo è, intervengono direttamente loro. C’è un gruppo dedicato al Lake Museum con persone come Valentina Rossi, il vecchio sindaco Emilio Magni e qualche consigliere. A volte aprono i siti indipendentemente dal fatto che venga qualcuno; l’anno scorso ad agosto si erano organizzati per tenere aperto tutto le domeniche pomeriggio».

Cazzago Brabbia inaugurazione lavatoio 2024

Bodio e Varese puntano sulla balneabilità delle acque, qual è invece la vostra linea?
«L’interesse da noi è chiaramente un altro, ovvero quello paesaggistico e del Lake Museum. Io credo che chi viene sul lago di Varese sia interessato a vedere e a capire un po’ più il sistema lago, e da noi c’è qualcosa di concreto. Sotto l’aspetto del turismo stiamo andando bene. Negli ultimi tre anni, quando mi è stato chiesto se volevo aprire alla balneazione, ho detto di no perché vogliamo mantenere questa vocazione che è diversa, un po’ più culturale».

In questo contesto, quanto conta il legame con gli altri punti di interesse del lago?
«Lo sblocco un po’ è avvenuto anche grazie alla riapertura dell’Isolino Virginia. Mi metto nei panni di queste guide turistiche che ci contattano da Milano, riempiono il pullman con cinquanta persone e partono per il lago di Varese: devono avere una serie di cose da fare, non può essere solo andare a vedere le ghiacciaie.  L’Isolino è stato un collo di bottiglia negli ultimi anni, fin tanto che è rimasto chiuso. Adesso è ripartito, anche se mi sembra faccia solo il weekend ed è un po’ limitato. Servono più cose da fare perché a Cazzago ci si può stare un’ora o un’ora e mezza, ma poi dove vanno quei turisti che arrivano da lontano?».

Quali sono i prossimi passi per fare un salto di qualità definitivo nell’accoglienza?
«Quello che si può fare di più, lo diciamo tutti, è concentrasi sulla navigazione del Lago di Varese. L’ideale sarebbe fare in modo che dall’Isolino arrivino a Cazzago con una barca che abbia le caratteristiche per traghettare tante persone. I limiti attuali non lo concedono e quindi i turisti arrivano e devono fare questi piccoli spostamenti sempre con il pullman. Un pullman grande che deve approdare in paesi piccoli rende tutto un po’ più complesso, per questo il tema della navigazione diventa centrale se vogliamo migliorare la qualità dell’offerta turistica».

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Pubblicato il 13 Luglio 2026
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