A Casciago la vendemmia più anticipata di sempre: la storia (e il caldo record) dietro i vini di Roberto Bianchi
A Casciago, tra il lago di Varese e il Sacro Monte, la vendemmia 2026 è iniziata il 7 agosto: quasi un mese in anticipo rispetto alla norma. È la storia di Roberto Bianchi, giardiniere di professione e viticoltore per passione, che da undici anni coltiva le sue viti sulle colline casciaghesi
Il 7 agosto sono stati raccolti i primi grappoli di Kerner, con quasi un mese di anticipo sulla norma. Dietro l’annata più precoce di sempre, l’azienda agricola di Roberto Bianchi, che in undici anni ha trasformato una passione in un piccolo “regno” di viti tra il lago di Varese e il Sacro Monte.
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A Casciago la vendemmia 2026 è iniziata con quasi un mese di anticipo. Il 7 agosto sono stati raccolti i primi grappoli di Kerner, il 9 agosto le uve Syrah nella vigna di Roberto Bianchi, sulle colline che guardano il lago di Varese da un lato e il Sacro Monte dall’altro.
«Fine agosto, primi di settembre», racconta Bianchi, «è quando di solito iniziavamo, per arrivare con il Syrah addirittura fino al 20-25 settembre. Quest’anno invece siamo in anticipo di due, tre settimane su tutta la linea».

Un’annata segnata dal caldo
A determinare l’anticipo è stato un’estate fuori dal comune: da oltre due mesi le temperature nella zona restano sopra i 30 gradi. Nonostante questo, riferisce Bianchi, l’annata si sta rivelando buona, con un’uva sanissima e senza tracce di peronospora, la malattia fungina che più spesso mette in difficoltà i vigneti della zona. Il caldo eccessivo, però, ha comunque messo sotto stress soprattutto le piante più giovani, con un apparato radicale meno sviluppato.
Il calendario della raccolta 2026, dopo il Kerner, ha visto la vendemmia dell’uva Syrah base spumante domenica 9 agosto, seguito a ruota dallo Chardonnay subito dopo Ferragosto. Il Syrah destinato al vino fermo, invece, resterà sulla pianta ancora qualche settimana, in attesa che salga di grado zuccherino: la raccolta è prevista tra fine agosto e i primi di settembre, ma potrebbe essere anticipata anche quella. 
Da giardiniere a viticoltore: una passione nata undici anni fa
La storia di Roberto Bianchi con il vino comincia nel 2015, quando l’idea di piantare le prime viti nacque osservando i vigneti del Ticino e delle zone di Ghemme e Gattinara, in Piemonte. Casciago, all’epoca, non aveva vigneti propri: fu proprio questa assenza, unita a una passione personale per il vino coltivata fin da giovane, a spingerlo a recuperare un terreno che secoli fa – come raccontato negli “aratori vitati” della tradizione contadina locale – ospitava filari sparsi tra i campi.
Le prime 4.000 piante di Chardonnay furono messe a dimora nel terreno dietro l’attuale vigneto; negli anni successivi l’azienda si è allargata al lotto attuale, dove oggi convivono Chardonnay, Pinot Nero, Syrah e Kerner. Una scelta, quella di puntare su bianchi e rosati senza produrre rossi, dettata dalle caratteristiche del territorio: «All’inizio la zona non aveva le stagioni calde necessarie per portare a maturazione un rosso», spiega Bianchi.

Il territorio tra lago e Sacro Monte
La vigna si trova a Casciago inferiore, in una posizione esposta al sole per l’intera giornata, tra il lago di Varese e il Sacro Monte. Un microclima che negli anni ha permesso all’azienda di sviluppare una propria identità enologica, sempre più riconosciuta: nel dicembre 2025 il podcast “Chi l’avrebbe mai detto” di Radio Materia aveva dedicato un episodio proprio alla storia di Bianchi e della sua azienda, Emotion Green.
I vini e i loro nomi, tra affetti e fatica
Dietro le etichette dei vini di Bianchi ci sono storie personali. Gaia, lo Chardonnay 100% in versione ferma, e Ines, lo spumante 100% Syrah, portano i nomi delle sue due figlie. Luca’s, il Syrah 100% vinificato in rosato fermo, prende invece il nome dall’agronomo che per primo ha suggerito questa lavorazione. Infine Eracle, lo spumante blend all’85% Chardonnay e 15% Pinot Nero, deve il proprio nome alla fatica e al tempo necessari per realizzarlo.

Il sogno della cantina propria
Il grande progetto per il prossimo futuro è la costruzione di una cantina propria a Casciago, negli spazi vicini alle vigne, che si trovano all’interno del Parco Campo dei Fiori, con la necessità di rispettare le regole imposte dall’area protetta. Un progetto che punta ad aprire una nuova strada verso l’enoturismo, con degustazioni e aperitivi organizzati direttamente in vigna.
La vendemmia, ancora una festa
Nonostante la crescita dell’azienda, la vendemmia resta un momento conviviale, affidato ad amici e parenti: «Rimane una festa, come una volta», racconta Bianchi, ricordando come soprattutto il padre, insieme a qualche amico, gli ha da subito dato una mano della raccolta. Un momento di festa che richiede comunque un’attenzione particolare riservata al modo in cui si raccoglie l’uva, per evitare che i colpi durante la raccolta e il trasporto ne compromettano la qualità.

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