Carcere di Varese, 96 detenuti per 53 posti: la visita della Camera Penale fotografa il sovraffollamento

Presenti anche i rappresentanti della Magistratura di Sorveglianza e della Procura. Attivi corsi professionali, progetti per i legami familiari e percorsi per detenuti fragili, ma mancano educatori e agenti

Alessandro Alfieri e Lia Quartapelle al carcere dei Miogni di Varese

Si è svolta questa mattina la visita alla Casa Circondariale di Varese nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”, promossa dalla Camera Penale.
Insieme al presidente di Camera Penale Elisabetta Bertani e al segretario, avvocato Marco Battistini, hanno partecipato l’avvocata Ivana Mombelli, tesoriera del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, le dottoresse Giulia Vassalli e Federica Gentile della Magistratura di Sorveglianza, la dottoressa Camilla Mostardini, giudice del dibattimento, e il dottor Mario Nicolini per la Procura.

Un carcere quasi doppio: 96 detenuti in 53 posti

Il dato più critico riguarda la capienza dell’istituto: a fronte di 53 posti regolamentari, i detenuti presenti al momento del sopralluogo erano 96, tutti uomini, con picchi che nel corso del 2026 hanno toccato quota 109. Alla pressione numerica si somma la complessità della popolazione ristretta: 42 detenuti stranieri, 52 tossicodipendenti (7 in terapia metadonica) e 42 casi psichiatrici. Cresce inoltre il numero di giovani adulti tra i 18 e i 25 anni in ingresso, con bisogni trattamentali specifici legati a polidipendenze e doppia diagnosi. Anche sul fronte del personale si registrano criticità: gli agenti di Polizia penitenziaria effettivamente in servizio sono 52 a fronte di una pianta organica di 67, mentre gli educatori in servizio sono soltanto due.

Il lavoro come argine

Nonostante il quadro, l’istituto mantiene un ampio ventaglio di attività lefoto id=. Sul lavoro sono impegnati sei detenuti in semilibertà alle dipendenze di aziende esterne, quattro ammessi al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario (impiegati presso la Croce Rossa di Varese, il Comune e altre attività) e 23 alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria. Per il 2026 sono previsti corsi di formazione professionale per addetto alle pulizie industriali, lavanderia, barberia, cioccolateria, cucina, addetto mensa e operatore di fitness, con ulteriori percorsi in pasticceria subordinati alla disponibilità di fondi. Attivi anche il laboratorio di ciclofficina, aperto al pubblico grazie a una convenzione con Enaip e Fiab Varese, e il progetto del giardino delle erbe aromatiche, che coinvolge i detenuti in art. 21 nella produzione e vendita di prodotti derivati. A dicembre 2025, grazie a fondi della Cassa delle Ammende, è stato ripristinato l’ex locale cucina della mensa del personale, destinato a future attività interne.

Chi rischia di più

Particolare attenzione viene dedicata ai detenuti più fragili: nel 2025 è stato aggiornato il piano locale di prevenzione del rischio suicidario e ogni lunedì si riunisce lo staff di accoglienza per monitorare i nuovi ingressi. Sono attivi due laboratori per l’utenza psicologicamente fragile, uno ergoterapico-creativo e uno curato dal cappellano. Sul fronte dei legami familiari prosegue il progetto “Officina dei legami“, realizzato con l’associazione Bambini senza sbarre e la Cooperativa Lotta all’Emarginazione: prevede gruppi di parola per genitori, incontri in spazio neutro e iniziative sulla genitorialità. Ai detenuti con figli minori sono autorizzati due colloqui mensili e due telefonate straordinarie, mentre Skype e WhatsApp vengono utilizzati per mantenere i contatti quando gli incontri in presenza risultano difficili.

Generico 03 Aug 2026

I più giovani e i percorsi mirati

Per i giovani adulti, la cui presenza è in aumento, è previsto tra aprile e giugno un corso di rap che si concluderà con la Festa della Musica del 21 giugno, oltre ad attività di sviluppo delle life skills con supporto pedagogico e psicologico. Prosegue anche il percorso per gli autori di maltrattamenti, stalking e violenza domestica – circa un quarto della popolazione detenuta – seguito dal Cipm e collegato al Protocollo Zeus attivo sul territorio.

Tra sport, arte e quattro mura

Completano l’offerta corsi di scultura, chitarra e piano, corsi scolastici Cpia, un laboratorio fotografico, il progetto Cortisonici e attività sportive, tra cui minivolley e il progetto Re Move dedicato alla psicomotricità. L’istituto non dispone di un campo sportivo vero e proprio, ma l’area passeggio è attrezzata con un campo da volley, oltre a una palestra, un’area verde per i colloqui familiari e uno spazio per le pratiche religiose.

Sono stati inoltre autorizzati i lavori di rifacimento del muro di cinta e dell’impianto di illuminazione, mentre resta confermata, senza tempistiche definite, la previsione di un ampliamento dell’istituto tramite l’annessione dell’attuale sede della Polizia municipale.

 

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Pubblicato il 03 Agosto 2026
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