Cosa ci fanno un giornalista, un musicista e un giocatore di burraco nella stessa ex scuola?
La risposta breve è Materia. Quella lunga passa da una redazione, 150 associazioni, corsi, incontri, musica, lavoro e persone che ogni giorno entrano da quella porta per ragioni diverse. Oggi il progetto è tra i cinque finalisti italiani di Future4Cities nella categoria Comunità. Fino al 4 settembre si vota
A Materia di Castronno ci sono momenti in cui basta fermarsi in mezzo al corridoio per capire cosa è diventato questo posto. In agorà sta per cominciare un incontro, nella webtv c’è un corso di teatro, qualcuno sta registrando davanti ai microfoni di Radio Materia e, a pochi metri di distanza, in redazione c’è ancora un giornalista davanti al computer che sta chiudendo un articolo.
La sera dopo lo scenario può essere completamente diverso: i tavoli si preparano per una partita a burraco, arriva un musicista, si presenta un libro, si cena insieme o semplicemente ci si ferma per bere qualcosa e fare due chiacchiere.
È forse questa una delle cose più interessanti successe da quando, il 1° febbraio 2025, l’ex scuola di Sant’Alessandro ha riaperto le porte come Materia Spazio Libero. Il progetto aveva fin dall’inizio un’identità precisa: diventare la nuova casa di VareseNews, ma anche uno spazio aperto al territorio, capace di mettere insieme informazione, cultura, associazioni e occasioni di incontro.
Poi le porte si sono aperte davvero e sono arrivate le persone. E, come spesso accade ai luoghi che vengono vissuti, alle idee iniziali se ne sono aggiunte altre.
Oggi Materia è una redazione, una radio, uno spazio culturale e un luogo di incontro. Ci passano associazioni, studenti, musicisti, volontari, aziende, lettori, ospiti e curiosi. Ma la parte più interessante, forse, non è nemmeno l’elenco delle cose che contiene: è quello che succede quando tutte queste persone finiscono per incrociarsi.
Centocinquanta associazioni davanti a un microfono
Radio Materia è un buon esempio. Quando è nata, il 1° settembre 2025, l’idea era quella di una web radio capace di affiancare all’informazione uno spazio di racconto e di partecipazione.
Una parte importante di quell’esperienza è diventata il rapporto con il terzo settore. Grazie alla collaborazione con CSV Insubria è nato Soci All Time, uno spazio dedicato alle associazioni del territorio che ha portato davanti ai microfoni una realtà diversa ogni giorno, dal lunedì al venerdì. A giugno la trasmissione aveva raggiunto la puntata numero 153 e la collaborazione con CSV Insubria aveva permesso di incontrare circa 150 associazioni.
Dietro quel numero ci sono mondi diversissimi: realtà che si occupano di disabilità e inclusione, cultura e ambiente, sport, salute, giovani e volontariato. Persone che arrivano a Materia per raccontare quello che fanno e che, molto spesso, finiscono anche per conoscere ciò che fanno gli altri.
È un aspetto importante, perché dice qualcosa che i numeri da soli non raccontano: Materia non è soltanto un posto in cui si organizzano eventi. È diventata anche un punto nel quale esperienze diverse del territorio possono raccontarsi, conoscersi e, qualche volta, cominciare a parlarsi.
Da un libro a una partita a carte
Basta poi guardare il calendario per rendersi conto di quanto siano diverse le persone che possono avere un motivo per entrare a Materia. Ad agosto, quando molti spazi rallentano o chiudono, Materia ha scelto di restare aperta con un programma fatto di libri e cucina, conversazioni tra persone che magari non si conoscevano, disegno, musica e perfino partite a burraco.
A settembre si riparte parlando di guerra e pace, hacker e intelligenza artificiale, donne che custodiscono i rifugi di montagna, api, filosofia, emigrazione, sostenibilità, acqua e comunicazione politica. Ci saranno documentari, musica e serate come DovesiCanta, dove la distinzione tra palco e pubblico semplicemente scompare perché a cantare sono tutti.
Non è tanto la quantità degli appuntamenti a raccontare Materia, quanto la loro varietà. Perché ogni proposta porta nello stesso luogo persone diverse, con interessi e storie diverse.
Ed è qui che torna quella scena del corridoio. Chi arriva per un corso passa davanti alla radio, chi viene per un incontro incrocia qualcuno della redazione, un ospite si ferma a bere qualcosa, due associazioni si conoscono perché si trovano nello stesso posto alla stessa ora. Sono cose piccole, difficili da mettere in un programma o da contare in una statistica, ma fanno parte della vita quotidiana di Materia.
Un luogo cambia quando comincia a essere vissuto
In un anno e mezzo Materia è cresciuta anche così. Non soltanto aggiungendo appuntamenti al calendario, ma lasciando spazio a quello che le persone portavano con sé. Una sala diventa il luogo per un nuovo progetto. Un microfono offre a un’associazione l’occasione di farsi conoscere. Da un incontro nasce una collaborazione. Qualcuno entra una prima volta per curiosità e poi torna. Qualcun altro propone un’attività che prima non c’era.
Non tutto questo era scritto nel progetto iniziale e, probabilmente, non avrebbe potuto esserlo. Un luogo può essere progettato; il modo in cui le persone finiranno per viverlo, molto meno.
È anche per questo che oggi, per raccontare Materia, non basta dire che cosa c’è dentro. Bisogna raccontare chi ci passa e che cosa succede quando mondi diversi condividono gli stessi spazi.
Perché tutto questo c’entra con Future4Cities
È proprio la parola “Comunità” a collegare questa storia al riconoscimento arrivato nelle scorse settimane. Materia è stata scelta tra oltre 250 candidature provenienti da tutta Italia ed è uno dei 25 progetti finalisti del Premio Future4Cities 2026. I finalisti sono cinque per ciascuna categoria e Materia concorre, appunto, nella categoria Comunità.
Una parola che rischia facilmente di diventare astratta. A Materia, invece, prende forma nelle persone che ogni giorno arrivano qui per ragioni molto diverse.
C’è l’esperto del territorio che entra nella Web TV per una puntata di Materia del giorno e racconta un tema che tocca da vicino la vita delle persone. C’è un’azienda che sceglie queste aule per fare formazione o riunire i propri collaboratori. C’è chi arriva seguendo la Via delle Api, magari senza sapere bene dove lo porterà, e si ritrova nel giardino di Materia. C’è lo smart worker che passa da un’aula all’altra finché non trova quella giusta per concentrarsi. E c’è una ragazza che, a un tavolo, fa ripetizioni di latino mentre intorno il resto dello spazio continua a vivere.
Sono presenze che spesso non hanno nulla a che fare l’una con l’altra e proprio per questo raccontano bene che cosa è diventata Materia: un luogo che non chiede a tutti di fare la stessa cosa, ma lascia a ciascuno un motivo diverso per esserci.
Forse, allora, la risposta alla domanda del titolo è proprio questa: che cosa ci fanno un giornale, un concerto e un tavolo da burraco nella stessa ex scuola?
Ci stanno perché Materia è diventata un luogo capace di tenere insieme usi, persone e tempi diversi. Adesso c’è un ultimo pezzo da fare, insieme: votare. C’è tempo fino al 4 settembre.
VOTA MATERIA AL PREMIO FUTURE4CITIES
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