Donna cerca di entrare al centro estivo di Avigno a Varese: si interviene tra sicurezza dei bambini e una persona in difficoltà
In due occasioni una donna ha cercato di entrare nell’area frequentata dai bambini, senza riuscirci. L’assessora Dimaggio: «Nessun minore è stato toccato». Dopo il secondo accesso in ospedale, è stata ricoverata secondo la procedura del TSO
Sarà rafforzata la vigilanza intorno al centro estivo comunale di Avigno a Varese dopo che, in due occasioni (ieri e oggi, 5 agosto) una donna ha tentato di accedere all’area frequentata dai bambini. In entrambi i casi l’ingresso è stato impedito e sono state avvertite le forze dell’ordine.
A ricostruire quanto accaduto è l’assessora ai Servizi educativi del Comune di Varese Rossella Dimaggio: secondo quanto riferito dall’assessora nel primo episodio, accaduto ieri, sarebbe stata fermata all’ingresso da alcuni genitori. oggi però avrebbe compiuto un nuovo tentativo, rendendo necessaria un’altra richiesta di intervento. «C’è stato tanto spavento ma i bambini non sono stati nemmeno toccati – precisa Dimaggio – La donna ha cercato di entrare nella struttura, ma non c’è riuscita». Dopo le segnalazioni dei genitori, la donna sarebbe stata bloccata dalle forze dell’ordine e infine accompagnata al Pronto Soccorso, dove è stata valutata dai sanitari come non da ricoverare
Per garantire il proseguo delle attività, il Comune ha incaricato il settore Lavori pubblici di controllare la recinzione e verificare che non vi siano aperture attraverso le quali sia possibile accedere all’area. È stato inoltre richiesto un rafforzamento della sorveglianza, anche attraverso una presenza discreta nei dintorni della struttura. Il centro estivo proseguirà così le proprie attività, con la sola consueta interruzione nel periodo di Ferragosto.
«La signora appare come una persona in difficoltà – ha commentato l’assessora – Auspichiamo che possa ricevere l’assistenza necessaria ma che, nello stesso tempo, siano garantite condizioni di sicurezza per tutti».
Quello di Avigno non sarebbe, però, il primo episodio di squilibrio che negli ultimi giorni ha visto coinvolta la stessa donna. Altri comportamenti molesti sono stati segnalati in diversi altri punti della città, suscitando preoccupazione tra le persone presenti, in particolare tra i genitori, a cui si rivolge.
La situazione è stata affrontata anche in un confronto tra gli assessorati ai Servizi sociali e alla Polizia locale. In particolare, l’assessore ai servizi sociali Roberto Molinari riferisce che non risultavano agli assessorati segnalazioni formali né ai Servizi sociali né alla Polizia locale e che tutto quello che sanno della vicenda l’hanno letto sui giornali.
Secondo Molinari però: «Eventuali iniziative spettano alle forze dell’ordine o agli apparati sanitari sulla base dei comportamenti concretamente riscontrati. Auspico che non si arrivi a dover sopportare i tempi di una vicenda simile accaduta a San Fermo un po’ di tempo fa».
In ogni caso non risultano elementi per giustificare un arresto o una privazione della libertà: i reati ipoteticamente contestati rispetto alla condotta della persona non comportano privazione della libertà dal punto di vista penale. Resta comunque alta l’attenzione per gli episodi avvenuti all’esterno del centro e per la necessità di tutelare i minori, le famiglie e la stessa persona coinvolta.
In seguito ad un nuovo accesso avvenuto oggi, i sanitari hanno riscontrato un quadro clinico cambiato, e hanno proceduto al ricovero della donna secondo la procedura del TSO, il trattamento sanitario obbligatorio.
La nota dell’arma
Una nota dei carabinieri diffusa nel tardo pomeriggio spiega anche i provvedimenti presi nei confronti della donna:
“Una volta fermata, i Carabinieri hanno accompagnato la cittadina straniera presso i propri uffici, per valutare le possibili iniziative da intraprendere nei suoi confronti, ai fini della tutela della sicurezza pubblica. Al riguardo, i militari hanno quindi preso immediati contatti con i colleghi dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Varese, per confrontarsi sul possibile operato. Detto personale della Polizia di Stato, valutata la situazione, ritenendo sussistere le condizioni per l’emissione di un Decreto di allontanamento dal territorio nazionale per motivi afferenti la pubblica sicurezza, ha avanzato tale richiesta al Prefetto, che ha conseguentemente emesso l’atto in esame, che prevede il contestuale divieto di rientro in territorio italiano per 5 anni.
Il Decreto di allontanamento è stato poi perfezionato dai Carabinieri, che hanno proceduto alla notifica nei confronti della donna, la quale, laddove non ottempererà nei termini di 10 giorni, verrà allontanata dal territorio nazionale coattivamente. Per tale eventualità, la Questura di Varese ha già preso opportuni contatti con le autorità francesi. Terminata la redazione degli atti, i Carabinieri, alla luce delle condizioni generali della donna, hanno infine ritenuto opportuno richiedere l’intervento dei sanitari, per una propria valutazione al riguardo.
La 49enne, con il supporto del personale sanitario del 118, è stata, quindi, accompagnata presso l’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, ove è stata trattenuta per le necessarie valutazioni cliniche e gli adempimenti sanitari del caso“.
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