Fuochi d’artificio nei quartieri di Gallarate, le segnalazioni dei residenti: “Erano veri spettacoli pirotecnici”
Due episodi di fuochi artificiali a Ronchi e Cascinetta, pare per feste private, e un'accensione di bengala fumogeni in zona stazione. Ma si può fare?
Tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto, in alcuni quartieri di Gallarate sono stati segnalati fuochi d’artificio accesi da privati, in alcuni casi con vere e proprie sequenze pirotecniche durate diversi minuti. Episodi che hanno suscitato proteste e interrogativi tra i residenti, soprattutto per la vicinanza alle abitazioni e alla vegetazione.
Una delle segnalazioni risale alla sera del 28 luglio, all’indomani della festa di Sant’Anna a Cassano Magnago, appuntamento tradizionalmente accompagnato da uno spettacolo pirotecnico (ovviamente autorizzato) molto conosciuto nella zona. Quella sera, però, i fuochi sono comparsi a Cascinetta, nella zona di via Raffaello Sanzio. Secondo quanto raccontato da una residente sui social, ci sarebbe stata una «sparata» articolata in tre diverse sequenze, «molto vicino alle case e agli alberi».
«Al di là del rumore per due sere di fila, ci siamo chiesti come sia possibile che facciano uno spettacolo del genere», ha scritto a VareseNews un lettore. «Non stiamo parlando di fontanelle o razzetti: erano veri fuochi».

Pochi giorni dopo una segnalazione analoga è arrivata dal quartiere Ronchi, nella zona verso il confine con Cuoricino. «Hanno fatto fuochi per venti minuti», ha raccontato una residente. Anche in questo caso, secondo quanto riferito, i fuochi sarebbero stati lanciati da un terreno privato, forse in occasione di una festa.
Si può fare spettacoli pirotecnici in giardino?
Gli episodi pongono una domanda: è possibile organizzare liberamente uno spettacolo pirotecnico in un terreno privato? Il fatto che i fuochi vengano accesi all’interno di una proprietà privata, da solo, non è sufficiente a sottrarli alle norme previste per la sicurezza pubblica.
Il principale riferimento nazionale – conferma la Polizia Locale gallaratese – è l’articolo 57 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), regio decreto 18 giugno 1931 n. 773. La norma stabilisce che senza licenza dell’autorità locale di pubblica sicurezza non possono essere lanciati razzi o accesi fuochi d’artificio, né effettuate in generale esplosioni o accensioni pericolose, «in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa». Essendo una Legge nazionale ha precedenza su ogni altra fonte di diritto.
C’è poi anche l’articolo 703 del Codice Penale, la cui violazione costituisce reato.
A Gallarate c’è poi una disposizione specifica contenuta nel Regolamento comunale di Polizia urbana. Il riferimento corretto è l’articolo 56, dedicato proprio all’«Accensione di polveri, liquidi infiammabili e fuochi artificiali». Il regolamento prevede che, nell’ambito dell’abitato, nessuno possa, senza speciale autorizzazione, accendere fuochi artificiali, polveri o liquidi infiammabili, effettuare il lancio di lanterne luminose, accendere falò o effettuare spari.
La norma comunale, dunque, non distingue semplicemente tra suolo pubblico e proprietà privata: il riferimento è all’ambito dell’abitato. Di conseguenza, anche uno spettacolo organizzato all’interno di un terreno privato può essere soggetto alle autorizzazioni previste, soprattutto quando si tratta di fuochi di dimensioni tali da interessare le aree circostanti.
I bengala fumogeni in zona stazione
Agli episodi di fuochi artificiali in ambito privato nei giorni scorsi si aggiunge anche una segnalazione parzialmente diversa dalla zona stazione, via Beccaria, dove un gruppo di ragazzi ha acceso bengala fumogeni in mezzo alla strada.
L’episodio è stato portato all’attenzione anche all’attenzione della Prefettura da Filiberto Zago, dei Verdi, che ha denunciato «disturbo della quiete pubblica, interruzione della circolazione stradale e animali domestici spaventati». Un comportamento «inaccettabile» insiste Zago.
L’esponente dei Verdi ha ricordato un altro episodio, nello scorso inverno, quando «un razzo lanciato da ignoti causò in uno dei condomini adiacenti agli eventi della scorsa notte un incendio di una parte del terrazzo condominiale», con intervento anche dei vigili del fuoco.
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