Giacomo Ceccone, il ricercatore del Jrc annegato a Ispra che amava la scienza, la musica e il nuoto
Aveva 67 anni ed era molto conosciuto in paese. È morto durante una nuotata nel Lago Maggiore, una delle sue grandi passioni insieme alla musica e alla scienza
Giacomo Ceccone aveva dedicato gran parte della sua vita professionale alla ricerca scientifica, senza rinunciare alle altre sue passioni: la musica, la chitarra e soprattutto il nuoto nei laghi del Varesotto. Il 67enne residente a Ispra, morto lunedì 17 agosto nelle acque del Lago Maggiore, era stato per oltre trent’anni ricercatore al Joint Research Centre della Commissione europea di Ispra.
Nato a Varese l’8 giugno 1959, Ceccone aveva frequentato il liceo scientifico Galileo Ferraris della città prima di proseguire gli studi all’Università di Pavia, dove si era laureato in Fisica. Il suo percorso professionale lo aveva poi portato a Ispra, al centro di ricerca europeo con il quale aveva iniziato a lavorare nel 1990 e dove era rimasto fino al pensionamento, nel 2024.
Al Jrc Ceccone si era occupato in particolare di scienza dei materiali, nanotecnologie, biointerfacce e nanobiotecnologie. Una carriera scientifica costruita attraverso numerosi studi e collaborazioni.
Le sue ricerche avevano trovato spazio anche nella comunità scientifica internazionale: i lavori di Ceccone hanno raccolto complessivamente migliaia di citazioni, soprattutto nell’ambito degli studi sulla caratterizzazione delle superfici e sulle nanotecnologie.
Accanto all’attività professionale c’era però una vita fatta di interessi molto diversi. Ceccone amava la musica, con una particolare predilezione per il folk americano e la West Coast, e suonava nel tempo libero la chitarra acustica.
Un altro elemento importante della sua vita era il rapporto con l’acqua. Ceccone era un nuotatore appassionato e frequentava sia la piscina di Ispra sia le acque libere del territorio. Tra i luoghi nei quali amava nuotare c’erano il Lago Maggiore e il Lago di Monate. Non a caso la sua foto profilo di Facebook lo ritrae a bordo di una barca.
Proprio durante una delle sue nuotate nel Lago Maggiore, davanti a Ispra, lunedì mattina è avvenuta la tragedia. Ceccone si trovava con alcuni amici e si era immerso nelle acque del lago. Quando gli altri nuotatori lo hanno visto in difficoltà, è stato dato l’allarme. I prolungati tentativi di rianimazione da parte, prima di alcune persone a bordo di una barca di passaggio, poi dei sanitari, non sono riusciti a salvarlo. Ceccone era sposato con Manuela Flego, originaria di Trieste e anche lei ricercatrice al Jrc di Ispra.
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