Il Comune di Biandronno rinnova il patto con la Prefettura per il Controllo di Vicinato
La Giunta comunale ha approvato il rinnovo del protocollo d’intesa per il triennio 2026-2029. Il progetto punta sulla collaborazione tra cittadini, Polizia Locale e Forze dell’Ordine, con regole precise
Biandronno rinnova per altri tre anni la propria adesione al progetto di Controllo di Vicinato promosso dalla Prefettura di Varese. La decisione è stata assunta dalla Giunta comunale nella seduta del 6 agosto, con l’approvazione della delibera che conferma la partecipazione del Comune al protocollo d’intesa per il triennio 2026-2029 e autorizza il sindaco Massimo Porotti alla sottoscrizione dell’accordo.
Il Comune aveva già aderito in passato al progetto e ha scelto di rinnovare l’intesa, ormai in scadenza, con l’obiettivo di garantire continuità alle attività di prevenzione e controllo del territorio sviluppate attraverso la collaborazione tra istituzioni e cittadini. Il progetto, nelle intenzioni della Prefettura, si basa infatti sulla partecipazione attiva delle persone che vivono in una determinata zona e sulla cooperazione con Polizia Locale e Forze di Polizia.
Cosa fanno i gruppi di Controllo di Vicinato
Il modello non prevede la costituzione di ronde né assegna ai cittadini funzioni di polizia. Il principio è quello della “sicurezza partecipata”: i residenti aderenti ai gruppi prestano attenzione a ciò che avviene nella propria zona e possono segnalare situazioni considerate rilevanti per la sicurezza urbana o legate al degrado sociale.
Le comunicazioni vengono normalmente raccolte dai coordinatori dei gruppi e trasmesse alla Polizia Locale. Quando invece si verifica una situazione che richiede un intervento immediato, un possibile pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica o una possibile flagranza di reato, l’indicazione è quella di chiamare direttamente il 112, Numero Unico Europeo per le emergenze.
Il protocollo stabilisce confini molto netti all’attività dei cittadini: non sono consentiti pattugliamenti del territorio, indagini, arresti, schedature di persone o iniziative autonome. È inoltre vietato utilizzare uniformi, simboli o segni che possano essere confusi con quelli delle Forze dell’Ordine.
L’obiettivo è piuttosto quello di creare una rete tra vicini, rafforzando la capacità di individuare situazioni anomale e favorendo anche una particolare attenzione verso le persone più vulnerabili.
Il ruolo del Comune e dei coordinatori
Il Comune, insieme alla Polizia Locale, dovrà favorire la costituzione e il funzionamento dei gruppi, individuando uno o più coordinatori tra i cittadini delle zone interessate. I nominativi dei coordinatori dovranno essere comunicati alla Prefettura, che ne verificherà la compatibilità con il ruolo. I cittadini potranno costituire liberamente i gruppi, comunicandone composizione e referente alla Polizia Locale.
Tra gli impegni delle amministrazioni figurano inoltre iniziative di sensibilizzazione sui temi della sicurezza e della legalità, la predisposizione della cartellonistica che segnala la presenza del Controllo di Vicinato e incontri periodici con gli aderenti per verificare il funzionamento del progetto. Il protocollo richiama anche la promozione della cosiddetta sicurezza passiva, attraverso informazioni su sistemi di allarme, serramenti antiscasso e possibilità di collegamento degli impianti al 112.
La Prefettura, dal canto suo, prevede attività di informazione e formazione dei coordinatori, realizzate con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine, della Polizia Locale e delle amministrazioni comunali. Sono inoltre previsti momenti di verifica sull’attuazione del progetto.
Un accordo di tre anni, senza costi per il Comune
Il protocollo avrà durata triennale dalla data della sottoscrizione e prevede una verifica generale congiunta ogni sei mesi, oltre agli eventuali controlli ritenuti necessari durante il periodo di validità.
La Giunta di Biandronno ha approvato il rinnovo all’unanimità e ha stabilito che la deliberazione venga trasmessa alla Prefettura di Varese e alla Polizia Locale. L’atto non comporta nuovi oneri per il bilancio comunale.
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