Il sindaco di Brenta: “Postamat installato a gennaio, otto mesi dopo ancora non funziona”
Gianpietro Ballardin racconta l'iter durato anni per ottenere il nuovo Postamat, ancora fermo. Nel mirino anche i disservizi su posta e consegne
Il nuovo sportello automatico Postamat di Brenta è fermo da mesi, e nessuno sa dire quando tornerà a funzionare. Lo denuncia il sindaco Gianpietro Ballardin, che ripercorre un iter durato anni per ottenere l’installazione del dispositivo e che ora si trova a fare i conti con un servizio inattivo.
“Nel mese di febbraio dell’anno 2022, come Sindaco, sollecito Poste Italiane, dopo aver scritto a febbraio e dicembre 2021, affinché procedano, nell’ambito del progetto denominato “POLIS ad installare il distruttore automatico ATM quale servizio che si rende necessario all’utenza postale. Dopo continue richieste e su mia continua insistenza, nel gennaio 2026 viene finalmente posizionato il nuovo ATM Postamat”.
“Oggi 5 agosto 2026, dopo 8 mesi dalla sua installazione ancora non funziona e nemmeno gli addetti all’ufficio postale sanno perché – continua il sindaco –
Alle mie continue sollecitazioni di questi mesi/settimane i vari funzionari di turno, sia provinciali, sia nazionali, continuano a rispondere con: “a breve sarà in grado di erogare gli euro all’utenza”. Siamo all’assurdo di una situazione che non si può più sopportare”.
Il sindaco allarga poi la critica ai disservizi che, a suo dire, si ripetono con frequenza nel piccolo comune: cambi del postino che si traducono in ritardi nella consegna della corrispondenza, difficoltà nel recapito delle carte elettroniche e problemi ricorrenti nella distribuzione di lettere e pacchi.
“Ogni giorno assistiamo attraverso la pubblicità televisiva al magnificare delle capacità che Poste Italiane evidenzia all’utenza sulla condizione della capacità di risposta alle esigenze, sulla convenienza degli investimenti, dei servizi on line, sulla modernità dei suoi servizi ecc.; ogni giorno assistiamo a problemi che si verificano nella consegna della posta ogni qualvolta cambia il postino di turno, nel recapito ai comuni delle carte elettroniche, sulla consegna di lettere, pacchi e corrispondenza.
In un’epoca in cui il fattore economico sembra avere una priorità assoluta, conclude il sindaco, il servizio di Poste Italiane nei piccoli comuni, spesso viene posto in difficoltà da una incapacità a risolvere i suoi problemi con danni che riflettono sull’utenza e sulla capacità di un sistema che si pone, almeno a parole, in concorrenza ai gestori che con maggior capacità vivono o si affacciano sul mercato. Ma come ho detto a commento di questa assurda vicenda: prima o poi anche Poste Italiane si accorgerà che “siamo già arrivati sulla Luna”.
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