Il sindaco di Brenta scrive agli studenti: “Preparatevi a incontrare gli altri”

In occasione della ripresa delle lezioni, Gianpietro Ballardin lancia un appello a ragazzi e genitori per combattere il bullismo e costruire una comunità serena e collaborativa

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera del sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin indirizzata a studenti e genitori in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico


Tra pochi giorni ricomincerà la scuola.

Per tanti bambini sarà il primo giorno alla scuola primaria di Brenta su cui abbiamo investito come amministrazione in questi anni notevoli risorse economiche e operative, sia nella condizione di rinnovo complessivo delle parti interne ed esterne dell’edificio, sia di messa in sicurezza statica e antisismica di tutto l’immobile scolastico, sia nella creazione del nuovo locale mensa molto ampio e capace di rispondere alle molteplici esigenze della refezione scolastica.

Per altri inizierà la scuola secondaria in nuovi plessi scolastici, con nuovi compagni, nuovi insegnanti e soprattutto con un’età nella quale il giudizio del gruppo sul singolo potrebbe avere un peso enorme.

Per questo vorrei rivolgere un appello ai genitori e attraverso loro agli alunni e alle alunne.

In questi giorni non prepariamo soltanto zaini, quaderni, astucci e vestiti. Prepariamo anche i nostri figli a incontrare gli altri. Parliamo con loro. Spieghiamo che non si prende in giro un compagno magari perché non ha lo zaino firmato.

Che non si ride di chi non indossa le scarpe più in voga in questo momento o che ha un astuccio comprato al supermercato, o di chi magari indossa più volte gli stessi vestiti.

Sentirsi accettati, riconosciuti come facenti parte di una comunità scolastica è un fattore importante per creare una condizione positiva nei ragazzi/e. Per questo una battuta sull’abbigliamento, sulle scarpe o sullo zaino può sembrare insignificante all’adulto, ma può essere vissuta da un bambino come un’umiliazione che può incidere in negativo sul suo percorso di crescita.

IL BULLISMO non nasce necessariamente da un’aggressione fisica. Può iniziare da una risata. Da un soprannome.

Può iniziare quando un gruppo decide che un bambino vale meno di un altro perché possiede meno. Ed è qui che noi adulti abbiamo una responsabilità educativa enorme.

Dobbiamo insegnare ai nostri figli, ai nostri nipoti, che non tutte le famiglie hanno le stesse possibilità economiche e che dietro uno zaino da pochi euro può esserci un genitore che ha fatto sacrifici enormi per acquistarlo.

Dobbiamo insegnare anche qualcosa di ancora più importante: possedere di più non significa valere di più. Un bambino non è migliore perché ha cose costose e non è inferiore perché non può permettersele.

Insegniamo ai nostri figli ad avere il coraggio di dire: «Basta». Ad avvicinarsi a chi rimane solo. A non partecipare alla risata collettiva. A raccontare ad un adulto quello che hanno visto o quello che hanno vissuto. Anche questi atteggiamenti concorrono alla prevenzione del bullismo.

Ricordiamoci sempre che i nostri bambini ci guardano, ci osservano, imparano da noi a formarsi nella loro educazione quotidiana; nelle parole che utilizziamo in casa e soprattutto nell’esempio che diamo anche con il nostro comportamento.

Prima dell’inizio della scuola, facciamo una cosa semplice, cerchiamo di parlare con i nostri figli e spieghiamo loro che quando entreranno in classe dovranno avere rispetto della storia degli altri, perché non sempre si conoscono le difficoltà vissute da una famiglia. Non è facile conoscere la fragilità del tuo compagno di classe e quanto possa fare male una tua battuta.

Spieghiamo loro che se vedono qualcuno che viene preso in giro, non devono diventare parte del gruppo che ride e che il coraggio lo si dimostra nel non seguire il “branco”, nel calpestare i diritti dei più deboli.

Insegniamo loro il rispetto dei ruoli che la nostra società ha definito, riconoscendo e accettando i compiti, i limiti e le responsabilità assegnati a ogni persona in un determinato contesto, evitando di sovrapporsi o interferire con il lavoro degli altri.

I docenti: hanno il compito di guidare, insegnare e trasmettere non solo nozioni, ma anche senso critico e valori morali.

Gli studenti: hanno il dovere di impegnarsi, ascoltare e riconoscere il ruolo autorevole dell’insegnante come figura di riferimento.

Le famiglie: hanno il compito di collaborare con la scuola sostenendo il percorso educativo, supportando il percorso formativo rivolto al rispetto delle regole.

Se tutti assieme, come collettività riusciremo a coordinare gli sforzi per raggiungere questi obiettivi, che mi rendo conto non sono facili ma fondamentali nell’ambito di un positivo percorso di crescita, potremmo aiutare la scuola a mantenere un ambiente sereno ed efficiente, in particolare nell’ambito educativo, utile alla formazione dei ragazzi e delle ragazze.

BUONA SCUOLA

Il Sindaco del comune di Brenta
Gianpietro Ballardin

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Pubblicato il 31 Agosto 2026
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