La nuova frontiera della guerra digitale: Arturo Di Corinto arriva a Castronno
Mercoledì 2 settembre alle 21 a Materia un incontro su hacker, intelligenza artificiale e sovranità digitale a partire dal libro Guerra profonda
C’è una guerra che si combatte sui territori e ce n’è un’altra che attraversa reti, satelliti, algoritmi e dati. È meno immediatamente visibile, ma è ormai parte dei conflitti contemporanei e pone una questione che va ben oltre la sicurezza dei sistemi informatici: chi controlla le tecnologie dalle quali dipendono comunicazioni, informazioni e potere?
È il tema al centro di “Guerra profonda. Hacker, bugie e la nuova frontiera del conflitto”, l’incontro con Arturo Di Corinto in programma mercoledì 2 settembre alle 21 a Materia.
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La serata prende le mosse dal suo ultimo libro, Guerra profonda. Hacker, bugie e l’architettura segreta dei nuovi conflitti, pubblicato nel 2026 da Luiss University Press. Un saggio che indaga la trasformazione della guerra nell’epoca digitale e, in particolare, la battaglia per la sovranità digitale.
Di Corinto conosce da vicino questo mondo. Psicologo cognitivo e studioso di Internet, innovazione e comportamenti sociali, ha insegnato alla Sapienza di Roma, è stato direttore della comunicazione del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI e ha collaborato come giornalista con testate come L’Espresso, Il Sole 24 Ore, Wired, la Repubblica e il manifesto. Oggi è consigliere dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
Il punto di partenza del libro è che il fronte dei conflitti non coincide più soltanto con il campo di battaglia. Nella ricostruzione proposta da Di Corinto entrano in gioco intelligenza artificiale, droni, sorveglianza biometrica, fibra ottica, satelliti e troll farm. E una parte di questa nuova guerra arriva dentro strumenti che appartengono alla quotidianità: smartphone, social network e dati personali.
Non si tratta soltanto di uno scenario teorico. Nel libro Di Corinto prende in esame episodi concreti, tra i quali l’attacco alla rete satellitare Viasat avvenuto nelle ore che precedettero l’invasione russa dell’Ucraina, e affronta il ruolo delle infrastrutture strategiche e delle grandi aziende tecnologiche nei nuovi equilibri di potere.
A cambiare non sono soltanto gli strumenti con cui si combatte. C’è anche una dimensione cognitiva, legata alla capacità di orientare informazioni e percezioni. Secondo la tesi sviluppata in Guerra profonda, l’intelligenza artificiale sta contribuendo a rendere la disinformazione più facilmente producibile e accessibile, trasformando anche la percezione della realtà in un possibile terreno di scontro.
È in questo scenario che assume un significato centrale il concetto di sovranità digitale. Di Corinto guarda a modelli differenti: dalla Russia del RuNet alla Cina del Social Scoring, fino all’Europa, alle prese con la necessità di regolamentare la tecnologia e, allo stesso tempo, con il problema della propria autonomia tecnologica.
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La questione, dunque, non riguarda soltanto hacker, governi o specialisti di cybersicurezza. Il punto sollevato dal libro – e che sarà al centro della serata di Materia – è capire quanto la sicurezza e la libertà delle persone dipendano ormai anche dal controllo della tecnologia e delle infrastrutture digitali.
Perché se una parte sempre più importante della nostra vita passa attraverso reti, piattaforme e dati, comprendere chi li governa significa anche comprendere una delle nuove forme attraverso cui si esercita il potere.
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Materia spazio libero si trova in Via Confalonieri 5 sant’Alessandro Castronno.
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