Nuovo PGT di Varese, il centrodestra chiede il rinvio del consiglio comunale: “Servono almeno 30 giorni”
Istanza formale presentata al Sindaco e al Presidente del Consiglio dai consiglieri di opposizione per slittare la votazione prevista il 1° settembre
I consiglieri comunali dell’opposizione di centrodestra hanno presentato un’istanza formale indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco di Varese per chiedere il rinvio della discussione e dell’adozione del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), fissata al momento per la seduta del prossimo 1° settembre.
La richiesta formalizza il differimento della votazione per un periodo di almeno 30 giorni, affinché sia possibile aprire un tavolo di confronto tecnico con ordini professionali, associazioni di categoria, enti locali e comitati di quartiere prima di procedere all’approvazione del documento in aula. La stessa sollecitazione è stata trasmessa sotto forma di lettera aperta anche ai principali Ordini e Associazioni di Categoria del territorio.
Tra i consiglieri di opposizione non compaiono tra i firmatari dell’istanza i due rappresentanti di Forza Italia, Domenico Esposito e Luca Boldetti, assenti al momento della sottoscrizione poiché attualmente in ferie, ma pienamente in linea con i colleghi della minoranza.
Le motivazioni e le criticità sollevate
I firmatari dell’istanza – Stefano Angei, Barbara Bison, Matteo Luigi Bianchi, Emanuele Monti, Roberto Parravicini, Franco Formato, Eugenio De Amici, Salvatore Giordano, Roberto Puricelli e Simone Longhini ai quali sono da aggiungere Esposito e Boldetti– sottolineano come la delibera di Giunta del 23 luglio e il successivo calendario consiliare abbiano concentrato l’esame del piano durante il mese di agosto, periodo tradizionalmente coincidente con la chiusura delle attività professionali, ordinistiche e degli uffici. Secondo l’opposizione, la complessità dell’impianto urbanistico richiederebbe un tempo maggiore d’analisi per evitare che il testo finisca per penalizzare lo sviluppo locale.
Tra i nodi critici evidenziati nel testo inviato all’amministrazione si citano:
Vincoli e burocrazia: la progressiva decurtazione dei diritti edificatori, l’appesantimento delle procedure burocratiche e la suddivisione in macro-paesaggi, ritenuti parametri capaci di disincentivare gli investimenti privati e bloccare i progetti di rigenerazione urbana.
Posizione degli enti tecnici: le riserve espresse da enti di gestione abitativa come l’ALER e da alcuni ordini professionali in merito all’esiguità delle tempistiche concesse per l’analisi del piano. Rischio contenziosi: il timore che un’approvazione accelerata e priva di concertazione possa innescare una serie di ricorsi al TAR e successive varianti, traducendosi in una paralisi per l’attività edilizia e la pianificazione cittadina dei prossimi anni.
Le richieste al Comune
“Non si tratta di una contestazione ideologica, ma di una forte preoccupazione tecnica”, evidenziano i consiglieri di centrodestra nella nota trasmessa. “Riteniamo che l’approvazione di questo testo, dopo una discussione blindata nel mese di agosto, esporrà la nostra città a un grave rischio di immobilismo. Chiediamo il tempo necessario per avere un vero confronto con il tessuto sociale, analizzare il piano e presentare emendamenti costruttivi. Non riteniamo bastevoli parole d’ordine quali ‘consumo del suolo zero’ e ‘rigenerazione’ se non affiancate da contenuti chiari, semplificatori, ricchi di visione e prospettiva”.
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