Rete gas, l’amministrazione di Gazzada Schianno replica: “La scelta di revocare è frutto di un approfondimento interno”

La maggioranza precisa che il confronto sarebbe iniziato il 27 marzo, su iniziativa del capogruppo Guglielmo Bossi. "Mantenere la proprietà risulta conveniente e la manutenzione resta a carico del gestore"

Gazzada Schianno: i luoghi (inserita in galleria)

L’amministrazione comunale di Gazzada Schianno interviene sulla decisione di revocare in autotutela la delibera che prevedeva la vendita della rete di distribuzione del gas. Una risposta che arriva dopo le dichiarazioni del consigliere di opposizione Francesco Bosco, secondo il quale il ripensamento della maggioranza sarebbe maturato grazie all’iniziativa delle minoranze e ai successivi pareri del segretario comunale e del revisore dei conti.

Il provvedimento sarà esaminato dal consiglio comunale convocato per lunedì 3 agosto. In una nota, l’amministrazione precisa innanzitutto che la delibera numero 3 del 25 febbraio 2026 era stata approvata dopo aver ottenuto i pareri tecnici e contabili favorevoli.

La decisione di alienare la rete, spiega la maggioranza, derivava dalle valutazioni iniziali sulle responsabilità e sui rischi legati alla gestione e alla manutenzione dell’infrastruttura, che al momento della predisposizione dell’atto si ritenevano interamente a carico del Comune.

Secondo la ricostruzione dell’amministrazione, tuttavia, già dal 27 marzo si sarebbe aperto un confronto interno alla maggioranza sulla convenienza dell’operazione. Un approfondimento promosso, in particolare, dal capogruppo Guglielmo Bossi e proseguito attraverso «frequenti riunioni e confronti».

Le verifiche avrebbero portato a due conclusioni. La prima riguarda la convenienza economica del mantenimento della rete nelle mani del Comune, indicata dallo studio professionale incaricato e ritenuta compatibile con il successivo riscontro del revisore dei conti. La seconda interessa le responsabilità sulla sicurezza, sulla gestione e sulla manutenzione ordinaria e straordinaria: in base a una nota del segretario comunale del 22 luglio, questi obblighi rimarrebbero in capo al gestore anche qualora il Comune conservasse la proprietà dell’infrastruttura.

L’amministrazione rivendica quindi la scelta di tornare sulla decisione assunta a febbraio: «Per noi amministrare significa assumersi delle responsabilità, anche rivalutando scelte precedenti, consapevoli dei nostri doveri di tutela dell’interesse pubblico e dei cittadini».

La nota offre così una diversa lettura del percorso che ha portato alla revoca rispetto a quella presentata dall’opposizione nel precedente articolo di VareseNews: non una decisione maturata soltanto dopo l’intervento delle minoranze, ma il risultato di una rivalutazione che, secondo la maggioranza, era già cominciata all’interno dell’amministrazione nel mese di marzo.

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Pubblicato il 01 Agosto 2026
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