Siccità sul Lago Maggiore: dal Lago di Lugano sarà rilasciata più acqua per il Verbano
Italia e Svizzera hanno raggiunto un'intesa straordinaria che prevede l'aumento dei rilasci dal Lago di Lugano. La misura, richiesta dal Ministero dell'Ambiente, arriva in una fase di particolare sofferenza per il Verbano, che registra livelli tra i più bassi degli ultimi anni
Un intervento d’emergenza per sostenere il Lago Maggiore e le aree agricole che dipendono dalle sue acque. È quanto deciso durante la riunione dell’Organismo Bilaterale italo-elvetico di Consultazione sulla regolazione dei livelli del Lago Maggiore e sulla gestione delle risorse idriche del bacino, convocata d’urgenza dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
L’accordo prevede che l’erogazione a Ponte Tresa dal Lago di Lugano venga aumentata dagli attuali 3 a 8 metri cubi al secondo. Poiché i due bacini sono collegati, gran parte dell’incremento della portata confluirà naturalmente nel Lago Maggiore, contribuendo a mitigare la situazione di criticità idrica e a sostenere il comparto risicolo di valle.
La decisione è maturata sulla base delle analisi fornite dall’Autorità di Bacino del Distretto del Po. Alla riunione hanno partecipato, per la parte italiana, i rappresentanti del MASE e delle Regioni Lombardia e Piemonte, che hanno accolto favorevolmente la proposta avanzata dalla delegazione elvetica. Secondo quanto comunicato dal Ministero, la misura dovrebbe diventare operativa già nella giornata di oggi, e, probabilmente, come riportato da Ticino Online, da sarà applicata per i prossimi dieci giorni e attentamente monitorata.
L’intervento arriva in un momento particolarmente delicato per il Verbano. La persistente assenza di precipitazioni significative e le temperature elevate hanno infatti ridotto sensibilmente le disponibilità idriche del lago. Come ricordato anche dal Corriere della Sera, nella giornata di domenica il livello delle acque era attestato a poco più di 192 metri sul livello del mare, contro i circa 195 metri che caratterizzano le condizioni di piena. Si tratta di valori inferiori a quelli registrati durante le estati siccitose del 2003 e del 2024.
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