Un lungo silenzio sul sagrato: a Casbeno l’ultimo saluto a Marian Jasik
Mercoledì 12 agosto i funerali nella chiesa di San Vittore, nel rione dove il diciannovenne, morto a Trieste lo scorso 29 luglio, era cresciuto con la famiglia
Al rintocco della campana che ha annunciato l’inizio della messa, i compagni di scuola di Marian Jasik sono entrati insieme nella chiesa di San Vittore, a Casbeno, quasi tutti con addosso una maglietta nera.
Un gesto non concordato nei dettagli, ma evidentemente condiviso, che ha dato il tono a una mattinata di dolore composto. Sono le 10.30 di mercoledì 12 agosto, quasi due settimane dopo l’incidente di Trieste che ha tolto la vita al diciannovenne di Casbeno.
La bara, di abete, è semplice, decorata con fiori bianchi e gialli. Accanto, una fotografia di Marian, posizionata perché tutti in chiesa potessero vederla durante la funzione.
Una famiglia arrivata da lontano
Marian, di origine tedesca, era arrivato a Varese già ragazzo, insieme ai genitori Barbara e Jàn e ai fratelli Martin e Matteo. Casbeno era diventato il suo quartiere, la sua scuola il Liceo Ferraris, dove pochi giorni prima dell’incidente si era diplomato con il massimo dei voti nella classe 5L, indirizzo scienze applicate. Praticava canottaggio con la Canottieri Varese alla Schiranna.
Il ricordo di un amico
A prendere la parola per primo, all’inizio della funzione, è stato un amico di Marian. Un intervento breve, la voce incrinata dall’emozione, in cui ha provato a restituire chi fosse per il gruppo: sempre disponibile, pronto ad affrontare qualunque avventura, il primo a rispondere quando si trattava di dare una mano. Ha parlato dei progetti fatti insieme, dell’università, del futuro immaginato a fianco degli amici. “Non ti dico addio”, ha detto rivolto a Marian, “perché il nostro legame rimane presente”.
L’omelia di don Gabriele Gioia
A celebrare è stato don Gabriele Gioia, prevosto di Varese. Nell’omelia ha scelto un passo di Isaia — “Tu mi sei prezioso ai miei occhi, sei degno di stima e io ti amo” — ripetendolo più volte, come invito ai presenti, in particolare ai familiari e ai coetanei di Marian, a sentirlo rivolto a se stessi. Ha richiamato anche le parole di Paolo su chi dona con gioia e non per costrizione, per poi tornare al ritratto di Marian che gli era stato raccontato dagli amici: un ragazzo appassionato, con molti progetti, capace — ha sottolineato don Gioia — di non tenere per sé le proprie passioni, dalla natura allo sport all’arte, ma di condividerle sempre con chi gli stava vicino.
Il sacerdote ha chiuso l’omelia con un invito ai ragazzi presenti: portare avanti, nei propri percorsi e nelle proprie scelte future, la traccia lasciata da Marian.
La lettera del preside Zago
Al termine della funzione un docente ha letto la lettera del preside del Liceo Ferraris, Marco Zago, assente per un impegno lontano da Varese nel giorno in cui ha appreso la notizia. Nella lettera, Zago ha ricordato Marian come descritto dai docenti che lo avevano seguito, specie nell’ultimo anno: un ragazzo pacato, riflessivo, corretto, responsabile, mai in cerca di mettersi in mostra, che aveva conquistato la stima di insegnanti e compagni. Non ha potuto evitare il pensiero rivolto a Matteo Syku, l’altro studente del Ferraris scomparso lo scorso gennaio: per la scuola, ha scritto, è la seconda volta in pochi mesi che si trova a piangere uno dei propri ragazzi.
Il silenzio sul sagrato
Alla fine della funzione, quando la bara è uscita dalla chiesa, sul sagrato è calato un lungo silenzio. Nessuno ha parlato, nessuno si è mosso per lunghi minuti: compagni, professori, familiari, vicini di casa, tutti fermi, come se nessuno trovasse le parole per chiudere davvero quella mattina. Un silenzio che ha detto, forse, più di ogni discorso.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Bvroye su Nel lago di Monate avvistata la medusa d’acqua dolce: “Specie aliena ma non è periolosa”
Felice su Identificato dalla Polizia locale l'uomo che gettava rifiuti nel torrente a Carnago
MarcoKK su Nel lago di Monate avvistata la medusa d’acqua dolce: “Specie aliena ma non è periolosa”
ffabiusme78 su Gallarate piange Giovanni Mariani, per decenni alla guida della Biblioteca Civica
lenny54 su Gli audio che hanno travolto Claudio Zali e la morte di “Sabrina”: il caso che scuote il Ticino
Felice su Oltre 20mila cittadini senza medico di base nel Varesotto. E incombe l’ondata dei pensionamenti














Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.