Vendita della rete gas, Gazzada Schianno ci ripensa: consiglio convocato per la revoca
Il consigliere Francesco Bosco (Obiettivo Comune): "Senza il nostro intervento si sarebbe rischiato un danno per la collettività"
Il Comune di Gazzada Schianno fa dietrofront sulla vendita della rete di distribuzione del gas metano.
Il consiglio comunale è stato convocato per lunedì 3 agosto 2026, alle 20.45 per revocare “in autotutela la delibera n. 3/2026 sull’alienazione degli asset in sede di gara d’ambito Atem Varese 2-Centro”.
La richiesta di convocazione del consiglio è stata firmata da tutti i consiglieri di opposizione: Francesco Bosco (nella foto) e Mauro Tenconi di Obiettivo Comune, Paolo Trevisan e Caterina Macchi di Visione Futura.
A ricostruire la vicenda è lo stesso Bosco, che spiega i termini della delibera contestata, presentata il 25 febbraio 2026: “Veniva presentata la proposta di alienazione della rete gas di proprietà comunale, che comprende circa 31 km di rete di distribuzione del gas, circa 2.600 allacci, o Punti di Riconsegna, oltre ad alcune cabine di distribuzione”. E aggiunge: “In sostanza, la proposta prevedeva di rinunciare all’attuale possibilità di concedere in affitto al nuovo gestore gli impianti e la rete comunale, oggi fonte di un canone di circa 75.000 euro all’anno, per procedere invece a una vendita stimata in circa 76.000 euro”.
Il consigliere ricostruisce anche il percorso che ha portato alla revoca: “Nonostante le nostre motivate rimostranze, il primo cittadino ha portato avanti la Delibera, sostenendola con giustificazioni che si sono poi rivelate infondate, e la maggioranza l’ha approvata all’unanimità”. Da qui l’iniziativa della minoranza: “A seguito di un nostro ulteriore approfondimento, abbiamo quindi inviato una richiesta ufficiale di verifica e riesame della Delibera, chiedendo di valutare l’eventuale esercizio del potere di autotutela, con l’obiettivo di evitare un danno ai cittadini e un possibile danno erariale“.
Bosco spiega infine come si è arrivati alla decisione dell’amministrazione: “Dopo i pareri del Segretario Generale e del Revisore dei Conti, da noi invitati a esprimersi nel merito, l’Amministrazione ha finalmente deciso di riconsiderare la propria posizione e di tornare sui propri passi”.
“Meglio tardi che mai”, conclude Bosco, che non risparmia una critica alla maggioranza: “In passato ho parlato di occasioni perse da parte della giunta. A distanza di tempo devo correggere quella valutazione: non si trattava semplicemente di un’occasione persa, ma dell’ennesima scelta sbagliata, assunta senza il necessario approfondimento e senza un’adeguata ponderazione delle conseguenze”.
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