A Casciago la vendemmia diventa una festa: famiglia e amici tra i filari della tenuta Cassiciacum
Il clima ha anticipato la raccolta rispetto agli anni passati, ma la qualità dei grappoli promette bene. Una produzione contenuta e che porta con sé anche la leggenda del soggiorno di sant’Agostino
A Casciago la vendemmia è un lavoro da fare con cura, grappolo dopo grappolo, ma anche una piccola festa di paese. Nella tenuta Cassiciacum della famiglia Ballerio la raccolta ha riunito anche quest’anno parenti, amici e cittadini, con la partecipazione del sindaco Mirko Reto. Una giornata tra i filari leggermente anticipata rispetto al passato per effetto dell’andamento climatico, con uve che promettono però una qualità particolarmente elevata.
La vendemmia è rigorosamente manuale. Si passa tra i filari, si scelgono i grappoli e li si deposita nelle cassette, in una giornata nella quale il lavoro finisce inevitabilmente per mescolarsi alla convivialità. Per la famiglia Ballerio è uno dei momenti più importanti dell’anno e la vigna diventa un luogo di incontro.
Una vendemmia anticipata dal clima
Già nelle settimane precedenti Rinaldo Ballerio aveva previsto un anticipo della raccolta rispetto alle annate passate. Il caldo e l’andamento della stagione hanno infatti accelerato la maturazione, pur senza compromettere le caratteristiche delle uve.
«Sicuramente anticiperemo ma i grappoli sono splendidi – aveva commentato – C’è stata una grandinata a inizio stagione che ha diradato un po’ i frutti, ma poi la crescita è andata benissimo. La vite è una pianta che sa resistere bene anche al caldo e alla scarsità d’acqua di questo periodo. Certo, se piovesse un po’ sarebbe meglio, ma mi aspetto un raccolto di qualità notevole».
La previsione era quindi quella di una produzione non necessariamente abbondante, ma caratterizzata da un livello qualitativo molto alto. Un principio che, del resto, è alla base del lavoro portato avanti nella tenuta.
Merlot e Nebbiolo nei 64 filari di Casciago
A Casciago si coltiva Merlot e Nebbiolo ( il Merlot “Sant’Agostino” e il Nebbiolo “Sant’Eusebio”) su 64 filari, favoriti anche dal particolare microclima della zona. Le piante sono allevate a Guyot con un capo a frutto di non più di 12 gemme: una potatura corta pensata proprio per limitare la quantità di grappoli e concentrare la qualità delle uve.
La raccolta viene effettuata a mano e in cassette, con un’attenzione che accompagna tutto il percorso dalla vigna alla bottiglia. Produzioni che hanno una dimensione volutamente contenuta e che portano nel nome anche un pezzo della storia, o meglio della leggenda, di Casciago.
Cassiciacum e il legame con sant’Agostino
Il nome della tenuta rimanda infatti all’antica “Cassiciaco”, località nella quale, secondo una tradizione che attraversa i secoli, sant’Agostino avrebbe soggiornato insieme alla madre Monica, ospite nella tenuta di campagna dell’amico Verecondo.
Non esistono prove storiche definitive che permettano di identificare con certezza la Cassiciaco agostiniana con l’attuale Casciago. L’ipotesi, tuttavia, è stata ripresa nel tempo da diverse fonti, da Manzoni in poi, e continua ancora oggi a essere oggetto di studi e approfondimenti.
Anche per questo, nella tenuta dei Ballerio, la vendemmia racconta qualcosa che va oltre il vino. C’è la cura per una produzione legata al territorio, ma c’è soprattutto un rito che ogni anno torna a riunire persone diverse tra i filari.
Forbici e cassette scandiscono il lavoro, mentre parenti, amici e cittadini condividono una giornata che segna la conclusione di un anno trascorso ad aspettare e curare l’uva. È questo il carattere della vendemmia di Casciago: pochi filari, una produzione ricercata e una festa che coinvolge un’intera comunità.
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