A Milano il funerale di Don Angelo Casati il prete «viandante assetato» delle Scritture
Nella chiesa di Santa Maria della Passione i funerali del sacerdote ambrosiano, scomparso il 31 agosto. Aveva iniziato il ministero pastorale come vicario parrocchiale a Busto Arsizio
Nella chiesa di Santa Maria della Passione, a Milano, si sono svolti i funerali di don Angelo Casati, il sacerdote ambrosiano morto lunedì 31 agosto. La celebrazione è stata presieduta da monsignor Giuseppe Vegezzi, vescovo ausiliare e vicario episcopale per la città di Milano.
All’inizio della liturgia è stato letto il messaggio dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che ha ricordato don Casati come un sacerdote capace di accostarsi alle Scritture con umiltà, curiosità e profonda partecipazione. Una ricerca personale, diventata nel tempo una testimonianza condivisa con migliaia di persone. «Con la sua parola – ha raccontato l’Arcivescovo – ha raggiunto molti e ha condiviso le inquietudini e le illuminazioni che hanno portato alla luce l’opera di Dio nell’intimo di ciascuno».
Nel messaggio, Delpini ha sottolineato anche l’eredità lasciata dal sacerdote: «A noi lascia parole che parlano ancora e la testimonianza che incoraggia il nostro cammino».
Una vita tra seminario, parrocchie e scrittura
Nato a Milano nel 1931, don Angelo Casati era stato ordinato sacerdote nel 1954. Dopo aver insegnato nei Seminari diocesani, aveva iniziato il ministero pastorale come vicario parrocchiale a Busto Arsizio, incarico svolto dal 1967 al 1973.
Successivamente era stato parroco a Lecco, dal 1973 al 1986. Per oltre vent’anni, dal 1986 al 2008, aveva guidato la parrocchia di San Giovanni in Laterano, a Milano. Terminato il servizio come parroco, era diventato prete residente nella parrocchia di San Francesco di Paola, sempre nel capoluogo lombardo.
Accanto all’attività pastorale, don Casati aveva coltivato per tutta la vita la passione per la Bibbia, la riflessione e la poesia. Era conosciuto come autore di commenti alle Scritture e di raccolte poetiche, nelle quali cercava di restituire la profondità delle domande umane e della fede.
Già negli anni Novanta aveva aperto il blog «Sulla soglia», seguito da numerosi lettori. In quello spazio pubblicava riflessioni, meditazioni e testi capaci di intrecciare la quotidianità con la ricerca spirituale.
Nel giorno dei funerali, la Chiesa di Milano ha così ricordato non soltanto il sacerdote e il pastore, ma anche l’autore e il testimone che ha saputo trasformare la propria ricerca in parole condivise. Parole che, come ha sottolineato monsignor Delpini, «parlano ancora» e continuano a incoraggiare il cammino di chi le incontra.
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