A Varese “Il Viandante” sarà intitolato a Driss Moussafir, vittima innocente della strage di via Palestro
Sabato 12 settembre la cerimonia nel bene confiscato di via Tonale che accoglie persone senza dimora e in condizioni di fragilità. Allo svelamento della targa parteciperà anche don Luigi Ciotti
Il bene confiscato di via Tonale, centro diurno “Il Viandante”, di Varese sarà intitolato a Driss Moussafir, vittima innocente della strage mafiosa di via Palestro del 27 luglio 1993.
Un bene confiscato alla criminalità organizzata, già luogo di accoglienza e inclusione, diventa luogo di memoria. È questo il significato della cerimonia in programma sabato 12 settembre alle ore 17.30, in via Tonale 31 a Varese.
La cerimonia è promossa da Fondazione Progetto Arca ETS, Associazione Camminiamo Insieme ODV e dal Coordinamento provinciale di Libera di Varese.
Oltre ai rappresentanti delle associazioni promotrici saranno presenti il Viceprefetto vicario Michele Giacobino, il Sindaco di Varese Davide Galimberti, l’assessore Roberto Molinari e don Luigi Ciotti, che terrà una breve orazione in occasione dello svelamento della targa. Al termine è previsto un momento conviviale con gli utenti, i volontari e tutti i partecipanti.
Libera è promotrice della Legge 109/1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati e da sempre celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno, ogni 21 marzo, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Con l’apposizione di questa targa le due vocazioni dell’Associazione Libera si uniscono.
Driss Moussafir, cittadino marocchino senza fissa dimora, quella notte si trovava nei pressi del Padiglione d’Arte Contemporanea di via Palestro e dormiva su una panchina. Morì nell’esplosione dell’autobomba mafiosa che provocò anche la morte di tre vigili del fuoco e di un agente della Polizia Locale. La sua storia rappresenta una delle tante vite innocenti travolte dalla violenza mafiosa. Sembrerebbe quasi una comparsa di questa storia, la cui presenza sulla scena ha il carattere dell’assoluta casualità. Ma i morti di mafia non sono mai morti per caso, per errore, per un incidente del destino. I morti di mafia sono morti e basta, uccisi da una violenza cieca che però non colpisce mai a caso. Colpisce e uccide deliberatamente, per scelta, per strategia. E Driss è stato ucciso proprio da questa strategia.
L’intitolazione assume un valore particolarmente significativo perché lega la memoria di una persona che viveva senza una casa a un luogo che oggi offre accoglienza proprio a chi si trova in condizioni di grave marginalità. Il nome di Driss Moussafir accompagnerà così uno spazio nel quale ogni giorno si cerca di restituire alle persone non soltanto un aiuto concreto, ma anche ascolto, dignità e la possibilità di ripartire.
Il progetto “Il Viandante”, promosso dall’Associazione Camminiamo Insieme ODV, è un servizio di accoglienza a bassa soglia nato dieci anni fa e, da circa un anno, ospitato nella nuova sede di Casa Arca Varese, bene confiscato alle mafie. Il trasferimento ha consentito di consolidare e potenziare le attività dell’associazione.
Il centro è un luogo dove le persone senza dimora e quelle che attraversano situazioni di particolare fragilità possono trovare ascolto, orientamento e servizi concreti: segreteria sociale, orientamento al lavoro, ambulatorio medico, consulenza degli Avvocati di Strada, docce, lavanderia, deposito bagagli e custodia dei documenti, oltre alla distribuzione di prodotti per l’igiene personale.
Nel 2025 il centro ha registrato una media giornaliera di 35-40 persone, con 132 utenti registrati e circa 18.000 presenze complessive nell’anno. Accanto alle persone senza dimora, sono aumentati gli accessi di persone che, pur avendo un’abitazione, vivono condizioni di estrema fragilità economica, sociale o psichiatrica.
Nella città di Varese “Il Viandante” ha costruito una rete stabile con istituzioni, servizi pubblici e realtà del Terzo Settore. L’obiettivo non è soltanto rispondere ai bisogni immediati, ma accompagnare le persone verso una maggiore autonomia: negli ultimi dieci anni, secondo la relazione dell’associazione, 29 persone sono riuscite a tornare a un lavoro regolare, potendo così mantenere una casa e sostenere un affitto.
Oggi la sede di via Tonale rappresenta quindi un doppio segno di restituzione alla comunità: un bene sottratto alla criminalità organizzata, restituito alla collettività attraverso un servizio rivolto alle persone più fragili, oggi diventa anche luogo in cui la memoria di una vittima innocente delle mafie è patrimonio condiviso.
La cerimonia si terrà sabato 12 settembre alle ore 17.30 presso il centro diurno “Il Viandante”, via Tonale 31, Varese.
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