“All’Insubria non sei mai un numero”, Francesco Tarantino racconta cosa vuol dire studiare Giurisprudenza a Varese
Studente e rappresentante, Francesco ripercorre il suo percorso, sottolineando le opportunità del territorio varesino e riflettendo sugli sviluppi che il trasferimento del corso in centro città potrebbe portare
Un percorso fatto di cambiamenti, capacità di adattamento ma anche tanta accoglienza. Arrivato nell’estate del 2022 insieme alla famiglia, Francesco Tarantino ha trasformato il Varesotto nella sua nuova casa.
Figlio di un maresciallo dei Carabinieri impegnato alla base Nato di Solbiate Olona, Francesco ha alle spalle una storia ricca di trasferimenti: nato a Prato, ha frequentato la Scuola Europea a Bruxelles prima di traferirsi a Lecce e, infine, approdare in provincia.
Francesco è uno studente di Giurisprudenza all’Università degli Studi dell’Insubria a Varese. VareseNews lo ha intervistato per conoscere la sua esperienza all’interno dell’ateneo, in vista dell’inaugurazione della nuova sede del corso all’interno degli edifici della Camera di Commercio in piazza Monte Grappa. Il programma dell’inaugurazione
L’arrivo a Varese, «Accolto come un figlio»
Appena arrivato in provincia di Varese, Francesco ha scelto di immergersi appieno nella nuova realtà per ambientarsi il prima possibile e costruire nuovi legami. Fondamentali si sono rivelati la sua passione per le arti marziali (in particolare il grappling), il lavoro in una location per eventi a Castellanza e soprattutto la vita in università, dove ricopre il ruolo di rappresentante studentesco.
«Varese mi ha accolto come un figlio e alla fine sento di essere riuscito a renderla anche un po’ mia», racconta lo studente descrivendo la provincia come un luogo dinamico ricco di opportunità. «Ci troviamo a metà strada tra Milano e la Svizzera. Siamo circondati da possibilità sia a livello lavorativo, che di studio ma anche in termini di prestigio».
La decisione di iscriversi a Giurisprudenza all’Università dell’Insubria nasce da una passione maturata in famiglia, grazie all’esempio del padre e della zia, avvocato. Se in un primo momento l’obiettivo era quello di affiancare gli studi ai concorsi per l’Arma dei Carabinieri, con il passare del tempo l’interesse per il diritto ha preso il sopravvento, convincendo Tarantino a dedicarsi interamente alla carriera accademica.
Giurisprudenza in centro, «Un’opportunità per gli studenti e la città»
Francesco frequenta Giurisprudenza mentre è in atto un cambiamento importante nell’organizzazione dell’ateneo: il trasferimento del corso dal Campus di Bizzozzero al centro di Varese in piazza Monte Grappa. Uno spostamento che – secondo Tarantino – rappresenta un passo avanti sia dal punto di vista simbolico che pratico, avvicinando i futuri giuristi al tessuto professionale della città.
«Spostare giurisprudenza in un contesto così prestigioso nel cuore della città è una grande opportunità», evidenzia lo studente. «Il livello di qualità del corso di Giurisprudenza dell’Insubria è molto alto e portare i suoi studenti nel centro cittadino dove si trovano agli studi professionali del territorio è stupendo. Noi rappresentanti insieme all’ateneo ci stiamo impegnando per rendere il trasferimento il più semplice possibile per gli iscritti».
La dimensione umana dell’Insubria e lo sguardo al futuro
Riflettendo in modo più ampio sulla propria esperienza universitaria, secondo Tarantino a fare la differenza è la dimensione umana dell’ateneo varesino. A differenza delle università più grandi, secondo lo studente l’Insubria si distingue per la capacità di mettere la persona al centro, offrendo un contatto diretto con i docenti e un supporto costante.
«Quando è stato il momento di scegliere l’università – afferma Tarantino –, non volevo sentirmi un numero. L’Insubria ti vede come una persona. Mi sono ritrovato con i docenti anche solo per una chiacchiera e qualora qualcuno avesse avuto bisogno, sono sempre stati disponibili a dare una mano».
Forte della conoscenza di quattro lingue e di uno sguardo aperto verso il mondo, Francesco guarda ai prossimi passi con determinazione. Le opzioni per il suo futuro restano ampie: dai concorsi nella Polizia di Stato alle carriere diplomatiche o europee, fino alla libera professione.
«Non mi precludo niente, so quello che voglio, so quanto impegno ci metto e lavoro sia a breve che a lungo termine», conclude Francesco. «Come studenti di Giurisprudenza, abbiamo un ventaglio di opportunità così tanto ampio, che un ragazzo può dare il meglio di sé in un ambiente che lo fa stare bene e che gli permette di esprimere al meglio il suo potenziale».
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