Ancora tensioni sui bus, interviene la polizia: gli addetti alla sicurezza proclamano lo stato di agitazione
Nuovi episodi critici sui mezzi di Autolinee Varesine. La Fisascat Cisl dei Laghi apre la vertenza per gli operatori di Vigilanza Città di Varese: «Retribuzioni attorno ai 9 euro lordi l’ora, servono maggiori tutele»
Ancora tensioni a bordo dei bus e questa volta è stato necessario chiedere l’intervento delle forze di polizia locale. L’episodio avvenuto nel primo pomeriggio di martedì 8 settembre tra Morazzone e Gazzada Schianno, è l’ultimo capitolo di una situazione che la Fisascat Cisl dei Laghi considera sempre più delicata e pericolosa per gli addetti alla sicurezza sussidiaria. (foto di repertorio)
Il sindacato di categoria ha così proclamato lo stato di agitazione del personale di V.C.V – Vigilanza Città di Varese impegnato nei servizi sui mezzi di Autolinee Varesine.
NOVE EURO LORDI L’ORA
La vertenza arriva dopo i tentativi di confronto dei mesi scorsi sulle condizioni economiche e professionali degli operatori. Secondo la Fisascat, gli addetti sono quotidianamente chiamati a fronteggiare situazioni di elevata tensione sociale, utenti aggressivi, episodi di violenza verbale e fisica, degrado e problemi di ordine pubblico che richiedono anche il coinvolgimento delle forze dell’ordine. «È inaccettabile che lavoratori chiamati a svolgere attività a tutela della sicurezza dell’utenza e del personale viaggiante, in contesti sempre più complessi e rischiosi, continuino a percepire retribuzioni che si attestano attorno ai 9 euro lordi orari, senza alcun riconoscimento aggiuntivo correlato alla specificità del servizio svolto», afferma Giuseppe D’Aquaro, segretario generale della Fisascat Cisl dei Laghi.
UNA SPECIFICA INDENNITÀ
Il sindacato chiede una specifica indennità economica per il personale impiegato nei servizi disciplinati dal D.M. 154/09, con decorrenza dall’avvio del servizio, e misure organizzative e di sicurezza adeguate alla natura dell’attività. Di fronte al mancato raggiungimento di un accordo, la Fisascat ha quindi proclamato lo stato di agitazione ai sensi della legge 146/90 e chiesto l’attivazione delle procedure di raffreddamento.
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