Binda Cycling Festival, due mesi per raccontare la cultura del ciclismo tra storia, libri e immagini
I responsabili della APS Tre Valli Varesine raccontano programma e finalità del festival giunto alla terza edizione. Libri, incontri e mostre fotografiche che impreziosiscono il territorio della provincia di Varese
Il grande ciclismo torna a essere protagonista in provincia di Varese, ma non soltanto attraverso le corse. Accanto alla Tre Valli Varesine e agli appuntamenti agonistici dell’autunno arriva infatti la terza edizione del Binda Cycling Festival, una rassegna nata per raccontare il mondo della bicicletta attraverso la storia, i suoi campioni, le fotografie, i libri e i cimeli.
Un festival diffuso sul territorio, con appuntamenti che accompagneranno appassionati e curiosi per diversi mesi e che quest’anno allarga ulteriormente il proprio raggio d’azione. L’iniziativa è promossa dall’APS Tre Valli Varesine, in collaborazione con istituzioni e realtà culturali del territorio, con l’obiettivo di fare rete e avvicinare sempre più persone alla cultura ciclistica. Per questo, a “La Materia del Giorno”, sono intervenuti i vertici dell’associazione: il presidente Michele Castelletti, il suo vice Luca Carraro (storico e collezionista) insieme al giornalista e scrittore Paolo Costa, intervistati per VareseNews da Damiano Franzetti.
Il calendario si apre sabato 5 settembre a Orino, al Centro Padre Pino Moia, con una delle otto serate dedicate alla storia del ciclismo curate da Luca Carraro Un viaggio che parte dagli albori della bicicletta e attraversa oltre un secolo di protagonisti e vicende sportive. La serata di apertura sarà dedicata agli anni Ottanta, Novanta e ai primi anni Duemila, con nomi come Bernard Hinault, Laurent Fignon, Greg LeMond e Gianni Bugno. Il percorso si concluderà sempre a Orino nei prossimi mesi, arrivando fino al ciclismo contemporaneo.
«È estremamente importante raccontare e parlare di ciclismo perché spesso si interseca con la storia della nostra bella Italia o comunque del mondo intero», ha spiegato Carraro durante la trasmissione. Una lettura dello sport che va oltre il risultato: la fatica del ciclista diventa anche una metafora della fatica quotidiana e la storia della bicicletta si intreccia con quella del Paese.
Il secondo appuntamento sarà sabato 12 settembre a Villa Panza, grazie alla collaborazione con il FAI. Protagonisti saranno alcuni ex professionisti inseriti nell’albo d’oro della Tre Valli Varesine, in una conferenza moderata dal giornalista Francesco Pierantozzi. L’incontro inizierà alle 17 e, al termine, i partecipanti potranno visitare gratuitamente la villa e la collezione fino alle 20.30. «È uno degli elementi caratterizzanti del festival – spiega Castelletti – utilizzare il ciclismo anche come strumento per far conoscere e valorizzare il patrimonio culturale del territorio». 
Sabato 19 settembre sarà invece Gavirate a diventare il fulcro del festival. La giornata inizierà al mattino con una pedalata ecologica e proseguirà per tutta la giornata in via Garibaldi, dove sarà allestito uno stand con gadget e sarà possibile fotografarsi accanto al trofeo della Tre Valli Varesine 2024 (autografato da Tadej Pogacar) non assegnato a causa della sospensione per il maltempo. Alle 17, in Comune, è prevista la presentazione del libro di Beppe Conti intitolato “Jacques Anquetil, il sultano”. A dialogare con il giornalista e storico del ciclismo sarà Paolo Costa, che nelle sue biografie ha raccontato alcuni grandi protagonisti del ciclismo, da Bartali a Binda, passando per Panizza e Contini.
Il 26 settembre alle 11, a Villa Mirabello a Varese, sarà poi inaugurata la mostra fotografica realizzata in collaborazione con il Comune di Varese. In esposizione ci saranno le immagini scattate durante la scorsa Tre Valli Varesine dai fotografi della Società Ciclistica Binda: Sara Cavallini, Flaviano Ossola e Mattia Ozbot. Le fotografie potranno inoltre trasformarsi in un gesto di solidarietà: i pannelli potranno essere acquistati attraverso una donazione destinata all’associazione “Pane di Sant’Antonio”, che gestisce la mensa dei poveri della Brunella.
La mostra si sposterà poi a Caldana, nel mese di ottobre, nell’ambito delle feste dell’Ottobre Caldanese. Qui alle fotografie si aggiungerà un’altra esposizione curata da Luca Carraro e dedicata ai 75 anni dei Mondiali di ciclismo del 1951 a Varese, con giornali, documenti e cimeli che permetteranno di ripercorrere quella storica settimana iridata.
Il festival guarda però anche al futuro e soprattutto alle nuove generazioni. Una delle novità di questa edizione è infatti la collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale, con una serie di iniziative pensate per avvicinare il mondo della scuola a quello della bicicletta. Le scuole primarie saranno coinvolte direttamente nel giorno della Tre Valli Varesine (martedì 6 ottobre), con attività nei luoghi di partenza e di arrivo della corsa, a Busto Arsizio e Varese. Per gli istituti secondari a indirizzo artistico è stato invece pensato un concorso che porterà gli studenti a realizzare opere d’arte direttamente durante la giornata della gara. I lavori saranno poi valutati dal Circolo degli Artisti di Varese ed esposti in occasione di altri appuntamenti del festival.
Nel corso della puntata è stato anche fatto il punto sul mondo del ciclismo d’epoca, affidato a Carraro: «L’interesse è straordinario per il ciclismo storico», ha raccontato Carraro, sottolineando come il fenomeno non riguardi soltanto l’Italia. Anche stranieri, giapponesi e americani partecipano agli eventi dedicati al ciclismo come “L’Eroica” e cercano oggetti e biciclette capaci di collegarli direttamente alla storia dei grandi campioni». Il Binda Cycling Festival nasce dunque proprio in questo spazio: quello in cui la bicicletta smette di essere soltanto uno strumento per correre e diventa storia, memoria, cultura e racconto.
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