Casciago, grande partecipazione all’ex chiesa di San Giovanni per l’inaugurazione della mostra curata da Riccardo Blumer
Successo per l'ottavo appuntamento del progetto culturale promosso dall'architetto nel suggestivo spazio sconsacrato. Esposte le opere di Giorgia Poletti, Fosca Piccinelli e Andrea Crespi
Inaugurazione partecipata e grande affluenza di visitatori, curiosi e appassionati d’arte nella giornata di domenica 6 settembre all’ex chiesa di San Giovanni a Casciago. Negli spazi dello storico edificio sconsacrato ha preso il via la nuova esposizione curata dall’architetto Riccardo Blumer (insieme alla figlia Chiara), che vede in dialogo le ricerche e i linguaggi espressivi di tre artisti del territorio: le incisioni di Giorgia Poletti e le fotografie di Fosca Piccinelli (entrambe di Morosolo e Casciago) insieme alle sculture in legno tornito di Andrea Crespi, artista originario di Busto Arsizio.
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Il percorso espositivo mette in relazione diretta tre discipline e materiali differenti, trovando un punto d’incontro unico nella suggestiva architettura della chiesa. Giorgia Poletti esplora il valore del segno come linguaggio e traccia del tempo: attraverso il disegno e l’incisione, l’artista intreccia memoria ed esperienza personale tra le direttrici concettuali di “memoria e segno”, frutto di un processo lento dove la ripetizione del gesto e la materia diventano parte integrante dell’immagine.
Accanto alle sue incisioni si colloca la ricerca fotografica di Fosca Piccinelli, mossa dalle parole chiave “coraggio e rinuncia”. Tra i suoi lavori spicca Felo de sé, un’accurata mappatura fotografica dei ponti italiani legati al tema del suicidio, dove l’architettura del ponte emerge nella sua doppia natura ambivalente: struttura nata per unire e varcare il vuoto, ma anche luogo simbolo di separazione e fragilità della condizione umana.
A completare il trio è il lavoro di Andrea Crespi, incentrato sulla tornitura del legno intesa come materia viva, tra “metamorfosi e tensioni”. Utilizzando esclusivamente legno locale di recupero, Crespi trasforma le venature, le spaccature, le deformazioni e le imperfezioni naturali del materiale in elementi centrali dell’opera, raccontando il processo di continua evoluzione della materia e della sua sperimentazione artigianale e artistica.
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