Casellario giudiziale, a Varese arriva il certificato digitale: basta lo Spid

Da martedì 29 settembre parte la sperimentazione estesa a tutta la provincia. I certificati potranno essere richiesti e ricevuti direttamente via email, con firma digitale e Qr code. Il procuratore Gustapane: "Un passo avanti importante, soprattutto con un organico ridotto all’osso"

Generico 21 Sep 2026

Dal 29 settembre anche a Varese il certificato del casellario giudiziale entra nell’era digitale. La Procura della Repubblica avvia infatti una nuova sperimentazione che consentirà ai cittadini di richiedere direttamente online, attraverso Spid, alcuni certificati che fino a oggi richiedevano necessariamente il passaggio allo sportello del casellario.

Una novità che punta a ridurre code, spostamenti e tempi di attesa e che assume un peso particolare in una realtà dove il servizio deve fare i conti con una forte carenza di personale. La pianta organica prevede infatti 37 addetti, ma quelli effettivamente in servizio sono soltanto 20. A garantire il funzionamento quotidiano del casellario contribuiscono anche 24 volontari, individuati tra carabinieri e finanzieri in congedo, oltre al lavoro del personale stabilmente in servizio.

La sperimentazione nazionale era partita da Pescara ed è stata successivamente estesa ad altri capoluoghi. Il ministero ha individuato, per questa fase, anche le Procure di Varese, Cremona e Catanzaro. Nel caso varesino, però, il progetto avrà una caratteristica particolare: riguarderà tutta la provincia, e non soltanto il capoluogo.

Le novità sono state illustrate oltre che dal procuratore della Repubblica di Varese anche dal  dirigente amministrativo Angela Marotta e dal funzionario giudiziario Lanfranco Pellino.

Una scelta legata anche alla presenza dei lavoratori frontalieri, che rappresentano una parte significativa dell’utenza del casellario varesino. L’obiettivo è evitare che chi vive nei comuni più lontani debba percorrere decine di chilometri per ottenere un documento.

«Il ministero sta cercando di informatizzare il più possibile la giustizia», spiega il procuratore della Repubblica Antonio Gustapane. La Procura di Varese, grazie anche alla collaborazione della dirigenza amministrativa, si è mossa da tempo su questo fronte e, sottolinea il procuratore, è prima in Lombardia per numero di accordi sottoscritti con le pubbliche amministrazioni e sul podio a livello nazionale.

Questo ha già permesso a comuni, università, comando provinciale dei carabinieri e Guardia di finanza, questura e altre amministrazioni di ottenere direttamente i certificati necessari, senza dover passare dallo sportello. Un vantaggio particolarmente evidente per la questura, alle prese quotidianamente anche con le pratiche legate al rilascio dei passaporti.

Ora la digitalizzazione arriva direttamente al cittadino. L’accesso avverrà inizialmente attraverso Spid: una volta effettuata l’identificazione digitale, l’utente potrà selezionare il certificato richiesto, verificare l’eventuale diritto all’esenzione o alla riduzione e conoscere immediatamente l’importo da pagare. Il pagamento avverrà attraverso PagoPA.

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Il certificato sarà quindi inviato all’indirizzo email associato allo Spid, oppure alla Pec, e sarà firmato digitalmente direttamente da Roma, con un Qr code che ne consente la verifica. L’identificazione attraverso Spid riduce inoltre il rischio di errori nella compilazione dei dati anagrafici, uno dei problemi che più frequentemente costringono gli utenti a ripetere la procedura.

In questa prima fase saranno disponibili, tra gli altri, il certificato del casellario giudiziale a uso dell’interessato, particolarmente importante anche per i frontalieri, quello richiesto dal datore di lavoro e il certificato antipedofilia, necessario per chi lavora a contatto diretto e regolare con minori, ad esempio nelle associazioni sportive e artistiche. Previsti anche il casellario europeo e il certificato delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, utilizzato anche nell’ambito della partecipazione a bandi.

Resta inoltre la possibilità di utilizzare la nuova procedura online per prenotare il certificato e ritirarlo allo sportello, soluzione particolarmente utile per i documenti che richiedono la “postilla“. In questo caso il certificato verrà stampato e predisposto direttamente per la firma, evitando all’utente ulteriori passaggi tra gli uffici della Procura.

Un’altra possibilità è rappresentata dal modulo multilingue, che consente ai cittadini italiani di produrre il certificato in una delle lingue previste per i Paesi dell’Unione europea. A settembre, riferisce il personale del casellario, ne sono già stati rilasciati 33.

Non tutti i certificati, tuttavia, potranno essere inviati via email. Alcune tipologie, come i carichi pendenti, continueranno a richiedere il ritiro allo sportello.

La digitalizzazione cambierà anche il lavoro quotidiano degli addetti. I certificati dovranno infatti essere stampati al momento della richiesta o del ritiro, perché una certificazione stampata giorni prima potrebbe non essere aggiornata: nel frattempo, infatti, potrebbe intervenire un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Per questo motivo la Procura ha deciso di ampliare l’orario di apertura al pubblico. Dal martedì al venerdì lo sportello sarà aperto dalle 8.30 alle 12, anziché dalle 10 alle 12.

Sul sito della Procura saranno inoltre disponibili videopillole esplicative autorizzate dal Dipartimento dell’innovazione tecnologica, pensate per accompagnare gli utenti passo dopo passo nella nuova procedura.

«È un passo in più verso la semplificazione e la digitalizzazione dei servizi della giustizia – sottolinea Gustapane – e soprattutto un passo avanti verso i cittadini». Il procuratore evidenzia anche il valore della sperimentazione per una struttura che deve quotidianamente fare i conti con una dotazione di personale molto inferiore a quella prevista.

Per Varese si tratta dunque di una doppia novità: un servizio più digitale per gli utenti e un tentativo di alleggerire il carico di lavoro di un ufficio che oggi funziona grazie alla professionalità degli addetti e al contributo decisivo dei volontari. La sperimentazione, se darà i risultati attesi, dovrebbe essere estesa dal prossimo anno a livello nazionale.

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Andrea Camurani
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Pubblicato il 23 Settembre 2026
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