Da Varese a Milano passando per Nantes, la storia di Emanuele Mirra che all’Insubria ha scoperto l’amore per il diritto
Il percorso di studi tra l'Italia e la Francia, la passione per il diritto e l'ingresso in un grande studio legale internazionale: una strada cominciata tra i banchi di Varese
Dai banchi dell’Università dell’Insubria agli uffici di un importante studio legale internazionale a Milano. È il percorso di Emanuele Mirra, ex studente laureato in Giurisprudenza a Varese, che ha scelto questa strada animato dalla passione per le materie umanistiche, per poi innamorarsi del diritto, tanto da scegliere di trasformarlo nella propria carriera.
VareseNews lo ha intervistato per conoscere il suo punto di vista sul percorso di studi in Giurisprudenza di Varese in vista del trasferimento ufficiale del corso in centro città – Il programma dell’inaugurazione
L’esperienza internazionale, una scelta che fa crescere
Iscritto all’ateneo varesino nel 2018 e laureato nel 2023, Mirra ha scelto di specializzarsi nel percorso internazionale, conseguendo il doppio titolo all’Università di Nantes, in Francia, dove ha trascorso il terzo e il quinto anno.
Una scelta che secondo Mirra ha rivelato molti più vantaggi rispetto ai limiti. «Ho avuto la possibilità di imparare una nuova lingua. E poi studiare e lavorare all’estero accresce sia dal punto di vista personale che professionale. È un’esperienza che rifarei e che sicuramente consiglio».
Dalla passione per le materie umanistiche, alla carriera nel diritto privato
Emanuele ha deciso di iscriversi a Giurisprudenza mosso dall’interesse per la sociologia e la psicologia, insieme alla consapevolezza del ruolo centrale delle norme nella vita di tutti i giorni. «Il diritto – spiega Mirra – è presente in qualsiasi cosa. È uno dei pilastri fondamentalmente delle nostre società moderne e il motivo stesso per cui esiste la società come la concepiamo noi oggi».
Se inizialmente l’obiettivo di Emanuele era la magistratura, con il tempo la sua attenzione si è spostata verso il diritto civile e commerciale. Oggi Mirra lavora a Milano all’interno di un importante studio internazionale, dove si occupa di operazioni straordinarie, fusioni e acquisizioni societarie.
Insubria, tra punti di forza e criticità
Guardando alla propria esperienza all’Università dell’Insubria, Mirra traccia un bilancio positivo, evidenziando diversi punti di forza, a partire dalle dimensioni contenute delle classi: un elemento che ha facilitato il confronto con i docenti. «Essere in pochi – sottolinea Emanuele – abbatte le barriere, c’è meno timore di porre domande e si costruiscono rapporti più stretti. Le lezioni sono dialoghi in cui la passione per le materie dei docenti diventa contagiosa».
Non mancano tuttavia gli aspetti critici. Mirra segnala alcuni limiti strutturali delle sedi varesine, ma soprattutto riflette sui minori collegamenti con il mondo del lavoro rispetto agli atenei milanesi, ad esempio per la mancanza di giornate dedicate all’incontro tra studenti e studi legali. Un elemento che impone agli studenti maggiore autonomia nella ricerca delle prime opportunità professionali.
Per Emanuele, però, il legame con la sua università resta saldo. Infatti, Mirra sta attualmente frequentando il corso di preparazione all’esame da avvocato organizzato con la Scuola Forense di Varese proprio all’Insubria. «Insegnanti – sottolinea Mirra – pieni di entusiasmo per quello che fanno, una base accademica molto forte e il legame diretto con i professori: per gli studenti sono sicuramente strumenti fondamentali per raggiungere i propri obiettivi».
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