Dorotea Mele celebra Stevie Wonder: una notte di soul e funk al MIV
Alla rassegna DoReMIV un viaggio tra i grandi successi del cantautore americano, da “For Once in My Life” a “Lately”
Due ore di soul, funk, rhythm and blues. Due ore di pura energia hanno accompagnato il concerto tributo a Stevie Wonder “The Golden age 1970-1980” lunedì 14 settembre al MIV per la rassegna DoReMiv introdotta da Paolo Franchini. Dorotea Mele accompagnata dalla sua band ha portato il pubblico lungo un viaggio attraverso i più grandi successi di Stevie dal 1968 con “For Once in My Life” fino a quelli del 1985 di “In Square Circle”. Alla batteria Marco Mengoni, alla chitarra Luca Pedroni, alla tastiera Aldo Bulgheroni e la new entry al basso Elia Liotta.
Lo spettacolo si è soffermato in particolare sul suo magnus opus “Songs in the Key of Life”, che quest’anno compie 50 anni che lo stesso Wonder porterà in tour tra Europa e America. La performance è stata eseguita in maniera impeccabile e la band ha facilmente coinvolto il pubblico attento e preparato.
Grande protagonista Dorotea Mele con la sua potente voce che ha condiviso il palco con la giovane cantante Maddalena Scianna con cui ha eseguito le hit “I wish” e “Lately”. Il duo era stato finalista a The Voice Generations dove aveva portato “Crazy” dei Gnarls Barkley. Le due voci dialogano in maniera inappuntabile: quella Dorotea funziona bene soprattutto nelle ballad, avendo un timbro più caldo, a differenza di quello di Maddalena, più lucido e chiaro. La loro interpretazione di “Lately” è stata uno dei punti salienti del live, entrambe riuscendo a dare due sfumature diverse della stessa canzone.

I musicisti collaborano da anni, condividendo spesso il palco in diversi progetti musicali, la stima e l’amicizia sono emersi più volte durante la serata negli intervalli tra una canzone e l’altra con racconti di aneddoti ed esperienze personali.
Il repertorio di Steve Wonder si sa è molto vasto e difficile da scegliere, è mancato qualche brano di “Music of my mind” del 1972 e “Fullfillingness first finale” del 1974, I quali avrebbero potuto avvicinare i meno esperti a progetti meno famosi e aprire nuovi orizzonti. Una serata che conferma la grandezza di questo grande artista e l’eredità che Stevie Wonder ha lasciato fino ai giorni nostri. Una serata da ricordare ed un ottimo modo per avvicinare chi non conosce Stevie Wonder alla sua musica.
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