Fabbriche in cerca di personale: a Varese la formazione cresce in azienda con le Academy
Intesa triennale tra Provincia, Centri per l'Impiego, Confapi e Synergie punta a intercettare giovani e disoccupati per avviarli ai mestieri tecnici richiesti dal mercato: «Non mancano le persone, servono le competenze adatte»
C’è un paradosso che chi frequenta il tessuto produttivo della provincia di Varese conosce bene: trovare lavoro non è impossibile, ma trovare le persone giuste per le aziende sta diventando un’impresa titanica. Il nostro territorio vanta numeri da primo della classe, con un tasso di occupazione attorno al 70% e una disoccupazione al di sotto del 3%. Eppure, basta parlare con un qualsiasi imprenditore tra la Valle Olona e il Luinese per sentirsi ripetere ormai da anni, e ora ancora di più, lo stesso refrain: le figure specializzate non si trovano.
È proprio su questo disallineamento — una forbice strutturale che riguarda circa la metà dei profili ricercati — che si innesta l’accordo di partenariato triennale siglato a Villa Recalcati per la promozione delle Academy aziendali in provincia di Varese. Attorno allo stesso tavolo si sono seduti la Provincia di Varese (attraverso l’Area Lavoro e i Centri per l’Impiego), l’Agenzia Formativa provinciale, Confapi Varese con Apiservizi e il gruppo Synergie (con Synergie Italia e Synergie Academy).
Chi manca nei reparti e nelle officine
Le risposte emerse a margine della presentazione tracciano una mappa nitida delle carenze del nostro territorio. Le figure introvabili sono quasi tutte legate al saper fare tecnico: saldatori, meccanici, carrozzieri, montatori meccanici, operatori tessili, ma anche personale per la ristorazione come cuochi e camerieri. Mansioni che richiedono esperienza pratica e che spesso soffrono di un problema culturale e di comunicazione: il lavoro in fabbrica o in officina viene ancora percepito con vecchi stereotipi, senza considerare quanto l’innovazione tecnologica abbia cambiato i reparti produttivi varesini. «In fabbrica non ci si sporca più le mani da tempo, ma questo non è ancora noto alle persone»: è stato detto nel corso della presentazione dell’accordo, per semplificare il problema.
Partire dai bisogni delle PMI
L’idea alla base del partenariato è non limitarsi a far incrociare domanda e offerta sulla carta, ma costruire la formazione dentro o a strettissimo contatto con le imprese locali, quasi tutte piccole e medie realtà che costituiscono l’ossatura economica della provincia.
«Noi abbiamo circa 700 aziende associate e rappresentiamo il tessuto industriale prevalente nel territorio – ha sottolineato Marco Tenaglia, presidente di Confapi Varese – Questo accordo nasce da un’esperienza positiva già realizzata con Synergie, con cui abbiamo organizzato 5 academy aziendali che hanno portato a un 65% di assunzioni. Partire dalle aziende vuol dire di più che mettere semplicemente insieme domanda e offerta: l’obiettivo è arrivare a creare competenze in grado di rispettare i bisogni reali delle nostre imprese, dando risposte tempestive».
Un concetto ribadito da Roberto Di Francesco, amministratore unico di Apiservizi Varese: «Crediamo in una logica ecosistemica: lavorando assieme si raggiungono risultati migliori. Serve una mole tale di competenze che solo un modello di rete può tentare di governare la situazione attuale».
Dalla selezione al contratto
Il punto critico, secondo chi gestisce ogni giorno migliaia di contratti, non è la mancanza di persone disposte a lavorare, ma il salto di competenze richiesto dalle aziende.
«Circa metà delle persone richieste hanno competenze inadeguate alle aziende: è un problema strutturale – ha spronato Marco Valsecchi, CEO di Synergie Italia – Ma non mancano le persone o la voglia di lavorare: mancano le competenze. Quello che proponiamo è una formazione che parte dall’assessment della persona rispetto alle richieste specifiche dell’azienda. Questo assicura un buon corso con la certezza di avere un contratto: un sistema win-win. I contratti di partenariato funzionano in base a quello che succede dopo averli siglati: ci impegniamo a far sì che questo accordo funzioni, facendo i corsi dove serve, spesso all’interno delle aziende clienti. Tra 12 mesi saremo pronti a parlare dei risultati».
All’innovazione tecnologica e alla concretezza ha fatto riferimento anche Cristiano Bertelli, Training Market Manager di Synergie: «Accreditati dal 2003, la qualifica ECM ci ha permesso di investire in innovazione, anche in ottica AI. L’obiettivo è costruire una formazione utile e non solo uno strumento formale, fornendo un mezzo concreto a chi lavora». Tra gli strumenti operativi previsti dalla convenzione c’è infatti anche il canale Forma.Temp, con percorsi formativi indicativamente tra le 40 e le 250 ore e un obiettivo di placement mirato per l’inserimento lavorativo.
Il ruolo della Provincia e dei Centri per l’Impiego
L’intesa vuole anche velocizzare i tempi della burocrazia formativa, riavvicinando l’ente pubblico ai ritmi del mercato. In qualità di ente capofila, la Provincia metterà a disposizione i dati dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro e, attraverso i Centri per l’Impiego, organizzerà vere e proprie giornate di reclutamento dedicate ai candidati interessati.
«È l’ennesimo passo avanti sul tema del lavoro e della formazione, sfide che vanno affrontate con competenza e apertura al mondo produttivo della provincia – ha dichiarato Giacomo Iametti, vicepresidente della Provincia di Varese – È uno strumento che si aggiunge a molti altri e dimostra la centralità della Provincia e degli operatori. Lo scopo è fare le cose con la velocità non delle istituzioni, ma delle aziende».
Un tassello fondamentale del percorso sarà l’Agenzia Formativa della Provincia di Varese, come spiegato dall’amministratore unico Paola Coltri: «Gestiamo ogni anno più di mille ragazzi nelle nostre 5 sedi. Facciamo un lavoro molto concreto di posizionamento dei corsi e di lettura dei bisogni delle imprese. Per noi è fondamentale lavorare sulla professionalizzazione degli adulti e supportare la progettazione per migliorare il livello di competenza nelle aziende».
Non solo giovani: sguardo puntato anche sui NEET
A chi si rivolgeranno queste Academy? La risposta emersa a Villa Recalcati allarga il campo oltre la tradizionale fascia scolastica. I corsi puntano a intercettare un pubblico trasversale: dai giovani appena usciti dai percorsi scolastici, ai disoccupati e inoccupati di qualsiasi età (dai 18 ai 60 anni), fino ai lavoratori già occupati che necessitano di un aggiornamento.
Un’attenzione particolare sarà riservata ai NEET, i giovani che non studiano e non cercano occupazione, una risorsa preziosa per un territorio che ha disperato bisogno di forze fresche. Il ruolo di Confapi e delle aziende sarà quello di mappare i bisogni reali e co-progettare i corsi insieme agli enti formativi. I primi bilanci operativi, con i numeri delle assunzioni, si vedranno tra un anno all’interno della cornice triennale dell’intesa.
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