Frontalieri, la Cgil guarda al Piemonte: “La Regio Insubrica aiuti a chiudere la partita sulla tassa della salute”
Dopo l’assemblea annuale dell’organismo transfrontaliero, il rappresentante della Cgil richiama l’attenzione sull’incertezza che dura da oltre due anni e chiede di ricomporre le relazioni sui temi di confine
La tassa sulla salute dei frontalieri resta uno dei principali nodi aperti nei rapporti tra Italia e Svizzera. E il passaggio della presidenza della Regio Insubrica al Piemonte potrebbe offrire l’occasione per provare a sbloccare una situazione ferma ormai da oltre due anni. È quanto sottolinea il sindacalista della Cgil per i frontalieri Giuseppe Augurusa al termine dell’assemblea annuale della Regio Insubrica, organismo che riunisce istituzioni e realtà economiche e sociali dei territori di confine.
Al centro del commento del sindacalista c’è soprattutto il contributo sanitario previsto a carico di una parte dei vecchi frontalieri, definito una «tassa sulla salute».
La tassa sulla salute ancora senza decreti attuativi
«Penso alla tassa sulla salute, che solo il legislatore si ostina a chiamare contributo, che da due anni e mezzo è in vigore ma di cui, come noto, non ci sono i decreti attuativi – spiega il sindacalista della Cgil – Una situazione di incertezza sulla quale, evidenzia, esistono posizioni differenti anche tra le Regioni e le istituzioni interessate. Per il sindacato è arrivato però il momento di superare questa condizione, che dura da due anni e mezzo, e di chiuderla».
Il tema non riguarda soltanto il prelievo previsto per i frontalieri, ma si intreccia con i rapporti istituzionali tra Italia e Svizzera e con la questione dei ristorni destinati ai Comuni di confine.
Il nodo dei ristorni ai Comuni
Il sindacalista giudica positivamente l’accordo che ha portato da 89 a 108 milioni di euro i ristorni previsti per il 2026, ma richiama l’attenzione su quanto potrebbe accadere l’anno successivo.
«È utile ricordare che i ristorni del 2027 sono stati cautelativamente bloccati dal Ticino nella misura del 50% sulla Lombardia, mentre sono stati dati per intero al Piemonte» osserva il rappresentante della Cgil.
Secondo il sindacato, la decisione ticinese è collegata proprio alla contestazione dell’introduzione italiana della tassa sulla salute, considerata dalla controparte svizzera incompatibile con gli accordi tra i due Paesi. Il risultato, sottolinea la Cgil, è che gli enti locali possono avere maggiori certezze per il 2026, mentre resta aperto il quadro relativo al 2027.
La presidenza del Piemonte come occasione per riaprire il confronto
È in questo scenario che assume particolare importanza il passaggio al Piemonte della presidenza annuale della Regio Insubrica. Secondo il sindacalista, la Regione Piemonte ha sulla tassa sanitaria una posizione molto vicina a quella sostenuta dalle organizzazioni sindacali: «È il momento giusto almeno per due fattori. La presidenza annuale della Regio Insubrica è passata al Piemonte, che sul tema della tassa sulla salute ha un’opinione molto simile alla nostra. Inoltre il tavolo interministeriale è stato riattivato dopo un anno e mezzo dalla sua istituzione».
Il tavolo si è riunito nelle scorse settimane e un nuovo incontro è previsto all’inizio di novembre. Per la Cgil l’obiettivo dovrebbe essere quello di inserire in questa cornice i diversi dossier ancora irrisolti sul lavoro frontaliero.
“La Regio può aiutare a ricomporre le relazioni”
Alla Regio Insubrica il sindacato riconosce soprattutto la possibilità di esercitare una funzione di raccordo e pressione istituzionale nei confronti dei decisori italiani e svizzeri. Un luogo nel quale siedono insieme i diversi protagonisti delle relazioni transfrontaliere e che, proprio per questo, potrebbe contribuire a superare la fase di tensione.
«La Regio può svolgere nell’insieme quella funzione di indirizzo alla politica e al legislatore che ci aiuti a ricomporre, almeno sul piano delle relazioni e sulle questioni che riguardano le frontiere, il quadro complessivo» conclude il sindacalista.
L’auspicio della Cgil è quindi che la presidenza piemontese possa utilizzare il ruolo della Regio Insubrica per favorire il confronto tra territori e governi e contribuire a trovare una soluzione ai dossier ancora aperti, a partire proprio dalla tassa sulla salute.
«Non abbiamo l’ambizione della felicità – conclude il rappresentante sindacale -, auspichiamo molto più modestamente un periodo sereno».
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