Gemonio

Gemonio riscopre Paul Scharff, l’illustratore che diede forma agli animali fantastici di Borges

Il Museo Civico Floriano Bodini dedica una mostra all’illustratore, grafico e umorista olandese vissuto in Valcuvia, mettendo in dialogo le sue litografie ispirate a Borges e Leonardo da Vinci

13 Settembre 2026 - 18 Ottobre 2026

Animali fantastici, creature nate dalla letteratura e un immaginario nel quale ironia e tecnica si incontrano. Il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio dedica una mostra a Paul Scharff, illustratore, grafico e umorista olandese che ha vissuto a lungo in Valcuvia e lavorato per alcune delle più importanti case editrici italiane. “Il mondo dell’essere immaginato. Paul Scharff”, a cura di Lara Treppiede e Francesco Riva e realizzata in collaborazione con la Biblioteca di Gemonio, sarà inaugurata domenica 13 settembre alle 17. L’esposizione resterà aperta fino al 18 ottobre.

Gli animali fantastici di Borges e Leonardo

Il cuore della mostra è rappresentato dalle litografie che Scharff dedicò al Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges. Le opere sono messe in dialogo con un altro ciclo realizzato con la stessa tecnica e ispirato al Bestiario di Leonardo da Vinci.

È proprio intorno al concetto di “essere” che si sviluppa il percorso espositivo: da una parte l’essere vivente, l’animale e la bestia, dall’altra un’esistenza immaginaria popolata da creature fantastiche. Un universo nel quale la fantasia di Scharff incontra la sua abilità di disegnatore e litografo e una profonda cultura letteraria. La mostra permette però di conoscere anche altri aspetti della sua vasta produzione. Accanto alle litografie trovano spazio vignette umoristiche, loghi, manifesti, copertine di libri e illustrazioni per bambini, testimonianza di una carriera che portò Scharff a collaborare con case editrici come Mondadori, Fabbri, De Agostini e Il Saggiatore.

Paul Scharff nel suo studio

Una sezione dell’esposizione è affidata alle fotografie del lavenese Angelo Gargaglione, legato a Scharff da una lunga amicizia. Gli scatti raccontano una dimensione più privata dell’artista: la lettura, il gioco degli scacchi, una delle sue grandi passioni, e soprattutto il lavoro all’interno dello studio. Proprio il lavoro manuale diventa uno degli elementi centrali del percorso. Una proiezione video curata da Francesco Riva mostra infatti Scharff mentre illustra passo dopo passo la tecnica della stampa litografica, dagli strumenti alle diverse fasi di un procedimento rimasto sostanzialmente invariato nei secoli. Un tema particolarmente legato alla storia del Museo Bodini, che dal 2016 promuove le Giornate delle Arti Artigiane, dedicate alla dimensione materiale della produzione artistica, agli strumenti, ai laboratori e alle capacità manuali che stanno dietro alla realizzazione di un’opera.

Da Amsterdam alla Valcuvia

Nato ad Amsterdam nel 1928, ultimo di dodici figli, Scharff mostrò fin da bambino una grande passione per il disegno. Dopo gli studi artistici e un periodo trascorso in Indonesia durante il servizio militare, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bandung, lavorò nella pubblicità prima ad Amsterdam e poi a Bruxelles. Arrivò in Italia nel 1957 e scelse di stabilirvisi definitivamente. A Milano lavorò inizialmente nella pubblicità e, dal 1959 al 1966, come grafico e illustratore per Mondadori. Nel 1967 si trasferì a Varese, proseguendo l’attività come freelance per numerose case editrici.

Alla grafica editoriale affiancò nel tempo vignette, poster e loghi. Tra questi anche quello dell’Università dell’Insubria di Varese e Como. Una parte importante della sua produzione fu inoltre dedicata agli scacchi, protagonisti di disegni, vignette e di un libro per ragazzi tradotto in diverse lingue.

Negli anni Scharff si dedicò sempre più intensamente alla litografia, lavorando con un torchio di fine Ottocento salvato dalla rottamazione. Proprio nell’ultima parte della sua vita diede forma alle creature fantastiche descritte da Borges. Paul Scharff morì a Brenta nell’agosto del 2015.

L’inaugurazione con il concerto di Ermanno Librasi

All’apertura della mostra si aggiungerà un incontro tra arti visive e musica. Dopo l’inaugurazione delle 17, alle 18 è in programma “Come graffi sulla pietra”, concerto di Ermanno Librasi, clarinettista di formazione classica, polistrumentista e studioso dei linguaggi del jazz. Il concerto fa parte di MusiCuvia, il festival che dal 2021 porta la musica nei luoghi della Valcuvia e del territorio varesino. L’inaugurazione di domenica 13 settembre è a ingresso libero. La mostra sarà visitabile al Museo Civico Floriano Bodini, in via Marsala 11 a Gemonio, dal 13 settembre al 18 ottobre 2026, il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18; dal lunedì al venerdì su appuntamento al numero 339 7596939.

10 Settembre 2026
Redazione VareseNews
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