«Il Dragon Boat mi ha ridato il sorriso dopo la recidiva del tumore al seno»: la storia di Romina Lopez

La paddler ha sconfitto due volte il tumore al seno e la pagaia è stata terapia fisica ma anche psicologica. Dopo la partecipazione al Festival mondiale in Francia punta a creare la squadra Pink del CUS Insubria in vista di Singapore 2030

associazione caos

La storia di Romina Lopez comincia in Argentina nel 2019, quando le viene diagnosticato un tumore al seno e si sottopone a una quadrantectomia. È dopo quell’intervento che scopre il Dragon Boat, e nel 2020 inizia a praticarlo come terapia, per il recupero del corpo ma soprattutto dello stato d’animo.

Uno sport pensato per chi ha vissuto la malattia

«Il Dragon Boat –  spiega Romina – offre benefici su più livelli. C’è la condivisione: tante donne insieme sulla stessa barca. C’è il movimento ciclico e continuo del braccio, che favorisce la prevenzione del linfedema e permette di recuperare forza nella schiena e nel braccio».

Ma è sull’aspetto psicologico che Lopez insiste di più: «C’è una rete di contenimento molto importante che porta avanti le donne. Noi parliamo della malattia come una cosa leggera, non pesante. Sappiamo che purtroppo tante donne affrontano questo, però siamo tutte sulla stessa barca, guardando lo stesso orizzonte».

Dall’Argentina, Romina Lopez arriva in Italia passando prima da Salerno, dove trova già una squadra Dragon Boat Pink, il cui equipaggio è composto da sole donne operate al seno. Quando si trasferisce a Varese, inizia subito a collaborare come volontaria con l’associazione CAOS e a interessarsi sulle attività di Dragon Boat trovando ospitalità al CUS Insubria alla Schiranna.  

La recidiva e la mastectomia

Nel luglio 2025, durante i controlli di prevenzione presso l’ospedale del Circolo di Varese,  scopre che la malattia è tornata. Si affida alla professionalità della Breast Unit, in particolare della professoressa Francesca Rovera, e si sottopone a una mastectomia preventiva, secondo il protocollo indicato. La recidiva è un fulmine a ciel sereno: al di là del percorso clinico da affrontare, c’era una scadenza che Romina si era fissata sul calendario: il Festival Dragon Boat Pink BCPC, riservato alle donne operate al seno, dal 24 al 30 agosto 2026 ad Aix-les-Bains, in Francia.

Per la donna, madre di tre figli, quella scadenza sul lago di Bourget diventa uno stimolo potente. Affronta l’operazione, il post operatorio e poi torna in barca, con il braccio dolorante ( “si pagaia anche utilizzando il braccio sano”). È solcando le acque, remando al ritmo dettato del tamburino, che Romina trova il suo nucleo di Dragon Pink: « Siamo 4 o 5 donne, tutte operate al seno. Tra di noi si è creata un’alchimia unica. Siamo unite dalla stessa esperienza e ci aiutiamo a sopportare e superare i momenti difficili. Insieme ritroviamo il sorriso perchè è proprio la condivisione di quel pezzo di vita che ci unisce e ci aiuta a guardare avanti».

Nell’agosto scorso, Romina Lopez arriva ad Aix-les-Bains  e partecipa all’evento internazionale con l’equipaggio delle sue amiche argentine. Alla domanda su cosa le abbia permesso di arrivarci in un anno così duro, risponde parlando di volontà più che di forza fisica: «Tu mi vedi, non sono magra, non sono forte, sono una donna normale. Però la voglia trasforma tutto quello di cui hai bisogno: trasforma in resistenza, in forza, in energia. La cosa più importante che tutte le donne devono sapere è avere solo la voglia di iniziare a fare questo sport. Il resto arriva dopo».

Romina si allena con il CUS Insubria, alla Schiranna, in collaborazione con la Canottieri di Varese, insieme a una squadra mista che l’ha accolta insieme ad altre 4-5 donne Pink. Per avvicinarsi a questo sport, dice, non servono particolari caratteristiche fisiche, si pratica dai 18 ai 100 anni: « Al festival c’era anche una signora di 83 anni, impegnata come tamburina, il ruolo di chi siede davanti alla squadra e scandisce il ritmo delle pagaiate. Non c’è limite fisico che impedisca a scendere in acqua. È solo questione di volerci provare. Chi fosse interessato ad avvicinarsi può rivolgersi alla squadra del CUS Insubria alla Schiranna, il cui coordinatore per il Dragon Boat è Mauro Mazzoccato».

L’esperienza in Francia e l’obiettivo Singapore

Al Festival Dragon Boat Pink BCPC, riservato alle donne operate al seno, c’erano 4.500 donne da oltre 25 Paesi del mondo, riunite per “festeggiare la vita pagaiando”. Lopez ha gareggiato con la sua squadra originaria, l’argentina Rosas del Plata, unita per l’occasione a una squadra australiana. «Parliamo lingue diverse, non ci conoscevamo, ed era la prima volta. Ma non era importante: l’importante era pagaiare insieme, al ritmo del tamburino». All’evento erano presenti anche sei squadre italiane, con cui Lopez si ritrova poi nelle manifestazioni sul territorio nazionale: a rappresentarla, la maglietta con la scritta “Non mollo”, lo stesso spirito dell’associazione CAOS.

Il prossimo appuntamento mondiale, che si tiene ogni quattro anni, sarà a Singapore: «L’obiettivo è portare anche una barca di Varese. Abbiamo quattro anni per prepararci e organizzare tutto. Ma ci arriveremo: con l’associazione Caos, con il Cus Insubria, con l’Asst Sette Laghi, con l’Università dell’Insubria».

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Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it

Sono una redattrice anziana, protagonista della grande crescita di questa testata. La nostra forza sono i lettori a cui chiediamo un patto di alleanza per continuare a crescere insieme.

Pubblicato il 09 Settembre 2026
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