In Agesp Busto si apre la crisi ai vertici: due consiglieri si dimettono e il Pd attacca la maggioranza

Il passo indietro di Francesca Tallarida, espressione di Forza Italia, e Andrea Tomasini, FdI, non è stato ancora spiegato esplicitamente, ma segnala le tensioni dentro al centrodestra bustocco

Busto Arsizio - sede Agesp

Scossone ai vertici di Agesp Spa, la partecipata del Comune di Busto Arsizio: le dimissioni di Francesca Tallarida, espressione di Forza Italia, e Andrea Tomasini, indicato da Fratelli d’Italia, provocano la decadenza del consiglio di amministrazione e aprono una delicata partita sulla futura governance della società. Al centro della crisi c’è il presidente Alessandro Della Marra, espressione della Lega, che resta in carica con il consiglio in regime di prorogatio in attesa delle decisioni sul nuovo vertice.

Le dimissioni dei due componenti del CdA assumono inevitabilmente anche un significato politico: Tallarida e Tomasini sono infatti espressione di due delle forze che, insieme alla Lega, compongono la maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale. Con la loro uscita Della Marra rimane politicamente sostenuto dalla Lega, che ha ribadito pubblicamente la propria fiducia nel presidente.

Le ragioni che hanno portato alle dimissioni non sono state ancora rese note: alla base della rottura ci sarebbero rapporti diventati tesi all’interno del consiglio di amministrazione, ma su questo punto mancano al momento spiegazioni ufficiali dei diretti interessati.

La Lega cittadina, dopo aver incontrato Della Marra, ha confermato la fiducia nel presidente e annunciato un confronto all’interno della maggioranza per decidere gli sviluppi futuri. La crisi del CdA apre infatti la strada a un nuovo assetto ai vertici di Agesp nelle prossime settimane.

Sul caso interviene ora anche il Partito Democratico di Busto Arsizio, che chiede all’amministrazione comunale di fare chiarezza e porta la questione direttamente sul terreno politico.

«Si tratta di un fatto politico grave, che non può essere minimizzato né derubricato a semplice dinamica interna alla società», afferma il segretario cittadino del Pd e consigliere comunale Paolo Pedotti. Secondo il segretario dem, quanto accaduto mette in evidenza una contraddizione tra la portata della crisi societaria e le rassicurazioni arrivate dall’amministrazione: «Da un lato, la decadenza del CdA azzera di fatto l’amministrazione politica della società partecipata; dall’altro, il sindaco afferma di non avere preoccupazioni e non fornisce alcuna spiegazione sulle motivazioni che hanno portato due consiglieri di maggioranza a lasciare il proprio incarico».

Per i democratici, dunque, le dimissioni non possono essere considerate un passaggio ordinario nella vita della partecipata, ma rappresentano un segnale sia politico sia gestionale sul quale la maggioranza è chiamata a fornire spiegazioni. Il Pd chiede in particolare di conoscere le ragioni delle dimissioni e le eventuali criticità emerse all’interno del CdA, ma anche quale indirizzo l’amministrazione intenda dare alla futura governance della società, garantendo nel frattempo continuità e qualità dei servizi.

«Agesp è un bene della città e merita trasparenza», sottolinea la segreteria cittadina del partito, che chiede all’amministrazione di riferire in Consiglio comunale in modo completo e tempestivo.

La vicenda è quindi destinata a spostarsi dal consiglio di amministrazione di Agesp al confronto tra le forze politiche di Busto Arsizio. Oltre alla scelta del nuovo vertice della partecipata, resta infatti da chiarire quale sia stata la causa della rottura tra i rappresentanti di Forza Italia e Fratelli d’Italia e il presidente indicato dalla Lega e quali conseguenze possa avere il caso sugli equilibri della maggioranza cittadina.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

Pubblicato il 15 Settembre 2026
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