L’ago della bilancia e il ministro della difesa: Duke e Ikangi sono pronti per Varese

L'americano e l'ex udinese sono appena diventati papà: "Una grande emozione, sia di buon auspicio". L'ala italiana: "In difesa posso migliorare ancora". L'ex Brooklyn: Ora la mia NBA è a Varese"

david duke iris ikangi basket

Sono stati scelti agli antipodi – l’uno mesi fa, l’altro a fine luglio – ma sono accomunati dalla cosa più bella, essere diventati papà da poche settimane. E per questo sono, in qualche modo, legati anche se si sono appena conosciuti. Iris Ikangi e David Duke fanno parte di quella “seconda unità” della Openjobmetis che nelle intenzioni di tecnici, dirigenti e tifosi dovrà garantire la stessa intensità e qualità dei “primi cinque” per permettere a Varese di fare più strada possibile in stagione.

Ikangi e Duke sono stati presentati dal gm Zach Sogolow negli spazi di “Casa Agricola” a Bodio Lomnago, insieme al patron del garden center Giacomo Brusa: un marchio che da quasi dieci anni è vicino a Pallacanestro Varese «e quest’anno abbiamo le stesse ambizioni», ha sottolineato Brusa. «Due giocatori – ha detto Sogolow – che mettono in campo non solo il corpo ma anche il cuore e per i nostri princìpi questo è molto importante».

IKANGI, GALEOTTA FU QUELLA PARTITA

Nello scorso campionato Iris Ikangi si svelò al pubblico di Varese nel modo… peggiore: bloccando per quasi tutta la partita Ike Iroegbu, una soluzione tattica che permise a Udine di espugnare Masnago. «Di un giocatore guardiamo tanti aspetti e su di lui avevamo già preso informazioni – confida Sogolow – quindi non è stata una singola partita a farci pensare a lui. Però, quella sera, ci fu la conferma di quanto Iris sia un ottimo giocatore».

Il diretto interessato spiega: «Può darsi che quell’incontro sia servito: in generale credo di essere un buon difensore ma voglio ancora migliorare. Mi sto inserendo nel sistema di coach Kastritis e accetto volentieri la sfida. Io sono ambizioso come è ambizioso il club e insieme vogliamo toglierci soddisfazioni e raggiungere risultati importanti».

Per conoscere meglio Varese, Ikangi ha avuto un informatore d’eccezione, Andrea Calzavara, play di Cavaria che lo scorso anno ha giocato con lui nella Old Wild West. «Abbiamo un bellissimo rapporto e ho chiesto a lui consigli a livello di società e di città. Sono molto contento per Andrea perché è diventato capitano di Udine nonostante sia molto giovane, se lo merita. Quella in Friuli per me è stata una tappa importante della carriera: abbiamo vinto la A2, non abbiamo sfigurato in LBA e sono contento della possibilità che mi ha dato».

Intanto Iris si prepara a un campionato tutto da scoprire: «Il livello della Serie A si è alzato: non dovremo sottovalutare nessuno ma ci sarà da divertirsi. Dovremo sempre tenere alte le antenne perché penso che anche l’ultima in classifica possa battere la prima. Milano resta favorita, Bologna è poco dietro ma poi ci sono diverse altre squadre di livello: oggi è difficile dare una prospettiva all’andamento del campionato».

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Duke e Ikangi insieme a Zach Sogolow (a sinistra) e Giacomo Brusa (a destra)

DUKE, VARESE COME SE FOSSE LA NBA

Arrivato per ultimo – ottavo acquisto dell’estate biancorossa – David Duke Jr. da Providence, nel Rhode Island, stoppa con gentilezza l’ipotesi che Varese sia una tappa di un cammino teso a ritornare in quella NBA vissuta a Brooklyn e San Antonio. «Il mio obiettivo è pensare sempre a quello che sto vivendo, quindi in questo momento sono concentrato su Varese e non sul futuro, che sia in Europa o in NBA. Sono contento di essere qui, voglio vincere il più possibile e poi vedremo: se sarà possibile tornerò a Varese per rivincere, altrimenti penserò a cosa fare».

Il 26enne guarda, comunque, con favore alla futura creazione di NBA Europe: Il fatto che stia nascendo questa Lega è una cosa interessante; al momento non conosco quale sia la situazione reale a livello organizzativo ma penso sia una cosa che può fare bene al mondo del basket». Ma, a proposito di storia, l’esterno dimostra di avere “fatto i compiti”: «Sono stato l’ultimo giocatore a unirmi alla squadra ma ho potuto informarmi sulla storia della Pallacanestro Varese, e mi ha emozionato. Ora non vedo l’ora di cominciare a giocare con i compagni».

Duke non è digiuno di Europa visto che ha già trascorso un periodo in Spagna, al Manresa: «Ho trovato un basket un po’ diverso da quello a cui ero abituato soprattutto riguardo le spaziature. In generale bisogna essere rapidi a prendere decisioni, altrimenti lo spazio viene occupato. La fisicità fa parte del mio gioco ma il livello è diverso, però al Manresa ho iniziato a imparare quello che serve a livello tattico sia in partita sia in allenamento. Devo ancora capire qual è il livello della Lega italiana ma in allenamento c’è tanta fisicità ed è una cosa che mi piace». Infine David accoglie con favore il ruolo di “ago della bilancia”: «Abbiamo tanti talenti in squadra, ogni giocatore ha i suoi e li possiamo mettere in campo. Avere una squadra bilanciata è la cosa migliore e sono felice di fare parte di un gruppo così ricco di talento e di esperienza».

NEL NOME DEI PADRI

Come detto in avvio, sia Duke sia Ikangi sono diventati papà per la prima volta nelle ultime settimane. Una situazione di grande emozione e di grandi prospettive per entrambi. «Si dice che dopo la nascita di una bambina arrivi una stagione speciale – prevede Iris – e mi auguro sia davvero così. Intanto sono felice che mia figlia sia potuta nascere in una città come Varese».

La situazione dei Duke è diversa perché sia la mamma sia la piccola sono per il momento negli USA. «Diventare papà è la cosa più bella del mondo – spiega David – io mi ero preparato ma ovviamente è tutto più grande di ogni aspettativa. Una enorme emozione: non vedo l’ora che mia moglie e mia figlia possano raggiungere Varese».

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Damiano Franzetti
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Pubblicato il 03 Settembre 2026
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