Tempo Libero

“L’aviatore”: a Jerago con Orago il teatro che fa volare la fantasia

Per Terra e Laghi Festival un nuovo appuntamento dedicato a grandi e piccoli. Sabato 26 settembre alle ore 15.30 al Parco Onetto andrà in scena la compagnia Collettivo Clochart di Mori

26 Settembre 2026

Continua il cammino del festival Terra e Laghi, con un nuovo appuntamento dedicato a grandi e piccoli. Il 26 settembre alle ore 15.30, a Jerago con Orago, presso il Parco Onetto – area feste, andrà in scena la compagnia Collettivo Clochart di Mori con lo spettacolo per bambini “L’Aviatore”, un’avventura divertente e ricca di fantasia pensata per il giovane pubblico.

Regia e drammaturgia: Michele Comite Oggetti di Scena: Francesca Genetti Musiche: Daniela Savoldi/Rossana Caldini Costumi: Sartoria Clochart

L’AVIATORE è una reinterpretazione moderna del celebre libro “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry che ci trasporta in un viaggio straordinario attraverso l’universo, dove ogni pianeta visitato è rappresentato da una scatola nera contenente un oggetto simbolico del protagonista che vi abita.

Le scatole nere, veri e propri scrigni di segreti, si aprono sul palcoscenico rivelando un mondo di significati profondi e universali nel quale ogni personaggio, attraverso il proprio simbolo e le proprie azioni, offre una riflessione critica e profonda sui valori e le debolezze della nostra società.

L’AVIATORE non è solo uno spettacolo, ma un viaggio che invita il pubblico a guardare oltre l’apparenza e a riscoprire l’essenza dell’umanità:

Il Re: La scatola nera del Re contiene una corona, simbolo del potere assoluto e della sua incapacità di ascoltare gli altri.

Il Vanitoso: La sua scatola nera racchiude uno specchio, riflettendo l’ossessione per la propria immagine e la vanità superficiale.

L’Ubriacone: La sua scatola si cela una bottiglia, segno della fuga dalla realtà e dell’autodistruzione.

Il Lampionaio: La sua scatola nasconde una lampadina, simbolo del lavoratore instancabile e dell’uomo capace solo di criticare senza agire.

L’Uomo d’Affari: Nella sua scatola nera si trova del denaro, rappresentando l’avidità e la schiavitù del denaro.

Il Geografo: Una pila occupa la sua scatola, simboleggiando l’arroganza intellettuale, la convinzione e di sapere più di chiunque altro.

Infine, non possiamo dimenticare la figura della Volpe, la cui saggezza e dolcezza rappresentano l’essenza della riflessione e dell’amore. La Volpe ci ricorda che le cose più importanti sono invisibili agli occhi e che il vero valore risiede nelle relazioni e nei legami che creiamo. La sua “lezione” di vita, ci spinge a vedere oltre la superficialità, ad apprezzare l’unicità di ogni individuo e a coltivare l’amore e l’amicizia.

Un sentito ringraziamento va a tutta l’Amministrazione comunale di Jerago con Orago e, in particolare, al suo Sindaco Emilio Aliverti e all’Assessore alla Cultura Maria Giovanna Buzzetti, per aver scelto uno spettacolo divertente e con una forte valenza educativa, rivolto a tutta la cittadinanza.”

Celebriamo 20 anni di storia

Terra e Laghi il Festival teatrale itinerante che attraversa l’area insubrica, celebra quest’ anno due decenni di attività con “Geografie del possibile “, il tema della ventesima edizione che si svolgerà da maggio a novembre.

Vent’anni di teatro diffuso sul territorio, 44 comuni coinvolti, 85 spettacoli distribuiti nell’arco di sette mesi tra maggio e novembre, e un pubblico che nel corso delle edizioni ha sfiorato le 300mila presenze.

«Celebriamo vent’anni di storia, di incontri, condivisioni e forti emozioni. Celebriamo l’arte, il teatro e il territorio che la ospita, un territorio che è al margine, che è confine, che è spesso dormitorio, che è dimenticato – ha spiegato Silvia Priori, direttrice artistica del festival – Terra e Laghi ha trasformato la geografia in una drammaturgia in cui i confini non sono barriere ma possibilità, in cui le distanze diventano incontro. Nei confini si impara a guardare oltre. Nelle periferie si custodisce il bisogno più urgente di comunità. Nei luoghi dimenticati si accende la scintilla del possibile».

Da dieci comuni a una rete internazionale

Il festival, che coinvolge comuni della Lombardia, del Piemonte, del Canton Ticino e della Macroregione alpina, si distingue per la capacità di tessere una rete capillare tra amministrazioni locali, istituzioni e associazioni culturali, portando spettacoli anche nei borghi più piccoli del territorio. Nato come progetto tra dieci comuni dell’Insubria, è oggi un network internazionale che coinvolge oltre cento enti pubblici e privati.

L’ orgoglio di regione Lombardia

«Siete riusciti in questi vent’anni a creare una rete importante che ha coinvolto comuni, reti istituzionali e associazioni non solo in Lombardia ma anche in Svizzera e in altri territori europei – ha detto Francesca Caruso, definendo il Festival – uno dei festival più estesi e significativi dell’area alpina. Un motivo di orgoglio e valorizzazione della nostra terra che ha raggiunto un numero importante di spettatori, quasi 300mila».

La cultura non è un lusso

“La cultura non è un lusso, né un ornamento, ma una necessità – sostiene Silvia Priori – che andrebbe insegnata nelle scuole alla pari della matematica.”

Fondamentale per il festival il sostegno delle istituzioni: Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Regio Insubrica, Fondazione Cariplo, Fondazione Comunitaria del Varesotto, oltre ai 39 Comuni dell’Insubria e ai 5 Comuni della Macroregione Alpina. Un riconoscimento particolare va a Teatro Blu, che dal 2021 è una delle poche compagnie lombarde riconosciute dal Ministero come Impresa di produzione teatrale nel campo della ricerca e dell’innovazione.

2 Settembre 2026

Tutti gli eventi

di settembre  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.