Le Olimpiadi dietro il filo spinato: a Materia lo sport che sfidò la guerra
Martedì 8 settembre alle 21 Mario Tedeschini Lalli ed Enzo Laforgia raccontano come l’ideale olimpico riuscì a sopravvivere alla guerra, dalla Roma liberata alla Svizzera fino ai campi di prigionia nazisti
Ci furono Olimpiadi che non entrarono negli almanacchi ufficiali, ma che continuarono a vivere mentre l’Europa era travolta dalla guerra. Gare organizzate in condizioni estreme, competizioni improvvisate e momenti di sport capaci di trasformarsi in strumenti di dignità, resistenza e speranza.
È la storia raccontata nel libro “Le Olimpiadi della guerra da Roma ai lager tedeschi”, al centro dell’incontro in programma martedì 8 settembre alle 21 a Materia, con Mario Tedeschini Lalli ed Enzo Laforgia.
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Il volume ricostruisce una pagina poco conosciuta della storia dello sport, seguendo il filo dell’ideale olimpico attraverso luoghi e situazioni molto diverse: dalla Roma liberata alla Svizzera, fino ai campi di prigionia nazisti.
In un continente segnato dalla violenza e dalla privazione della libertà, lo sport riuscì a sopravvivere assumendo un significato che andava ben oltre la competizione. Gareggiare, ritrovarsi attorno a regole comuni e continuare a praticare sport poteva diventare un modo per conservare la propria identità, ricreare una comunità e opporre alla brutalità della guerra un gesto di normalità e umanità.
L’incontro è organizzato in collaborazione con Anpi, sezione di Varese.
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Per chi desidera vivere l’esperienza fin dall’inizio, sarà inoltre possibile partecipare al pre-evento “A cena con l’evento”, il format di Materia riservato ai soci di Anche Io APS. Un momento informale – dalle 19.30 – per incontrare i protagonisti della serata prima dell’inizio dell’incontro, condividere una cena e scambiare idee e racconti in un clima conviviale, anticipando i temi che saranno al centro dell’appuntamento pubblico. PRENOTA QUI IL TUO POSTO ALLA CENA
Materia spazio libero si trova in via confalonieri 5 sant’Alessandro Castronno.
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