Mamma e figlia insieme in cattedra: la storia di Sofia e Paola Vittoria, prof al Dalla Chiesa di Sesto Calende

Sofia Sciarini, 26 anni, ha vinto il concorso PNRR3 ed è entrata di ruolo come docente di inglese proprio all'I.I.S. Dalla Chiesa di Sesto Calende, dove da trent'anni insegna lettere sua madre Paola Vittoria Adorisio

Generico 07 Sep 2026

Il primo settembre, al primo Collegio Docenti dell’anno all’I.I.S. Dalla Chiesa di Sesto Calende, accanto alla storica docente di lettere Paola Vittoria Adorisio si è seduta, per la prima volta, sua figlia. Sofia Sciarini, 26 anni, neo vincitrice del concorso PNRR3, ed è stata assegnata come docente di inglese proprio nell’istituto dove la mamma insegna da trent’anni. Un incontro di banchi e di destini che Sofia stessa fatica ancora a raccontare senza un pizzico di stupore. Ringraziamo Alberto Sciarini, marito di Paola Vittoria e papà di Sofia per averci segnalato la storia, facendo una sorpresa a moglie e figlia.

Una passione nata sui banchi, tra le lingue straniere e il gioco delle maestre

Sofia ha frequentato il liceo linguistico, dove è nata la sua passione per le lingue straniere. Verso il quarto e il quinto anno ha iniziato a dare ripetizioni di spagnolo, inglese e tedesco, e lì ha scoperto qualcosa in più di una semplice attitudine: «Vedevo questo ragazzino stare bene con me, soprattutto capire. E io preparavo le lezioni e mi accorgevo: caspita, però mi piace progettare, trovare le attività, capire come spiegare gli argomenti». Un amore per l’insegnamento che, racconta, ha respirato fin da bambina guardando la madre: «Mi ricordo che da piccola con mia sorella mettevamo i peluche tutti in fila, giocavamo a fare le maestre, prendevo i tacchi della mamma».

Il “pallino” dell’aviazione: cinque anni tra Ryanair e Neos

Prima di diventare insegnante, però, Sofia ha vissuto un’altra vita. Appena diplomata, lo stesso pomeriggio dell’esame, ha scritto il curriculum e inviato le prime candidature: «Pochi giorni dopo mi è arrivato un invito da Ryanair». Passato il colloquio, mentre aspettava di iniziare la formazione, ha provato anche la selezione di Neos, con base a Malpensa, a pochi minuti da casa: «Sono stata presa, e io contentissima: non dovevo neanche spostarmi». È iniziato così un percorso durato cinque anni, da settembre 2019 alle dimissioni di settembre 2024: «Ho viaggiato per il mondo, ho avuto contatti con tantissime persone di nazionalità diverse, sia colleghi che passeggeri. È un’esperienza che porto ancora tra i banchi di scuola: i ragazzi restano sempre a bocca aperta quando la racconto, perché voglio far vedere loro che c’è un riscontro reale in quello che si studia. Io studiavo inglese non per la verifica di grammatica, ma per sfruttarlo fuori, per avere a che fare con il mondo intero». Alcuni suoi ex studenti, racconta con orgoglio, hanno poi tentato a loro volta la strada dell’aviazione, e qualcuno ce l’ha fatta.

La scelta di tornare: «Voglio avere continuità con i miei ragazzi»

Parallelamente al lavoro in volo, Sofia si è iscritta all’università, portando avanti gli studi per cinque anni fino alla laurea, conseguita a maggio 2024. Da lì la svolta: l’iscrizione nelle graduatorie della provincia di Novara e, a settembre, la prima nomina annuale come docente di inglese: «A quel punto ho detto: ok, basta, faccio quello che ho sempre voluto fare. Mi sono tolta lo sfizio di provare un’altra strada nel mondo dell’aviazione, ho girato il mondo, ho usato le mie lingue. Adesso inizia la carriera che ho sempre voluto». Dopo un anno di supplenze nel Novarese, Sofia ha iniziato a studiare per il concorso PNRR3 a partire dal luglio dello scorso anno, chiudendosi in casa per prepararsi: «Non tanto per avere il contratto a tempo indeterminato, ma perché voglio avere continuità con i ragazzi. Mi pesava entrare in classe, conoscere gli studenti, affezionarmi, e poi doverti staccare in un ambiente completamente diverso. Per me quel distacco emotivo era abbastanza tosto. Volevo vincere il concorso, entrare di ruolo, prendermi i miei ragazzi in prima e seconda e portarli fino alla fine».

Il ritrovamento inatteso: la nomina a Sesto Calende

Vinto il concorso, l’assegnazione l’ha riportata proprio a Sesto Calende, dove la madre Paola Vittoria Adorisio insegna lettere da sempre, entrata di ruolo 30 anni fa. Le due non condividono le stesse classi — la madre insegna all’indirizzo tecnologico, Sofia ha una cattedra mista tra liceo delle scienze umane e relazioni internazionali — ma si sono ritrovate fianco a fianco al Collegio Docenti e alle prime riunioni dell’anno. «È stato strano il primo giorno, entrare così insieme, è stato abbastanza d’impatto» racconta Sofia, che ricorda con un sorriso il paradosso di una vita che si ribalta: «Lei mi portava a scuola in macchina, adesso invece andiamo la lavoro insieme. Ci stiamo ancora organizzando: dobbiamo capire se passo io da lei o lei prende me». Per la madre, dice Sofia, la notizia è stata motivo di orgoglio, oltre che di un pizzico di spiazzamento iniziale: «Lei è contenta, è orgogliosa».

Una storia di famiglia, tra i banchi

Da un lato trent’anni di cattedra, dall’altro appena due, ma la stessa scuola, lo stesso corridoio, la stessa emozione condivisa di iniziare — e ricominciare — un anno scolastico insieme. Una storia che a Sesto Calende, tra insegnanti e studenti, difficilmente passerà inosservata.

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Tommaso Guidotti
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Pubblicato il 07 Settembre 2026
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