Mancato finanziamento del terzo lotto del Del Ponte, il direttore della Sette Laghi: “In questo momento non è la priorità”

Il DG Moreno spiega perché l'integrazione di fondi non è stata inserita nella variazione di bilancio approvata a fine luglio dal consiglio regionale. Si è preferito puntare sulla climatizzazione dei presidi periferici

Ospedale Del Ponte

Il completamento del terzo lotto dell’ospedale del Del Ponte di Varese dovrà attendere. Nella variazione di bilancio discussa a fine luglio dal consiglio regionale non è comparsa l’integrazione di fondi che l’assessore al Welfare Guido Bertolaso aveva annunciato per portare a termine l’opera.

A spiegare le ragioni di questa scelta è il direttore generale dell’ASST Sette Laghi, Mauro Moreno, che ricostruisce le priorità dell’azienda ospedaliera tra cui l’urgenza di climatizzare i presidi di Luino, Cittiglio e Angera dopo un’estate di caldo record e i cantieri ancora aperti a Tradate. Rivela che l’azienda ha chiesto di non finanziare subito in terzo lotto: meglio attendere un nuovo progetto, più aderente alle reali necessità, piuttosto che rischiare di ritrovarsi, come è avvenuto, con fondi stanziati ma insufficienti a coprire i costi lievitati nel tempo.

Direttore perchè non avete chiesto di adeguare il finanziamento per realizzare il terzo lotto?

«Questa è stata un’estate climaticamente pesante. È emersa l’urgenza di climatizzare i nostri presidi di Luino, Cittiglio e Angera. Abbiamo quindi presentato un progetto in Regione molto corposo e costoso e stiamo attendendo la risposta. Siamo nell’ordine di oltre 30 milioni di euro. Abbiamo dato priorità a questo intervento urgente».

Su Cittiglio, i fondi annunciati e stanziati nel 2020 ( 2,3 milioni di euro) che fine hanno fatto?

«Sono stati utilizzati per una prima fase tecnica. Ma se vogliamo portare gli impianti in tutto l’ospedale, l’investimento necessario è molto più corposo».

Perché emerge solo ora, dopo questi anni in cui si sono fatte ben tre progettazioni, che il finanziamento ottenuto era insufficiente?

«L’intervento previsto inizialmente è stato poi rivisto in base alle nuove necessità, alla luce anche dell’andamento climatico. In questi anni sono stati fatti alcuni lavori, ma servono ulteriori fondi per completare l’opera. D’altra parte, il tempo che trascorre tra il progetto iniziale, che prevede un certo finanziamento, e la sua realizzazione comporta che i costi lievitino e le disponibilità economiche vadano riviste».

Sì, ma parliamo di 2 milioni di euro iniziali contro la cospicua richiesta attuale: oltre 30 milioni di euro

«Il progetto iniziale prevedeva un intervento minimo. Se vogliamo canalizzare tutte le aree, l’opera diventa più complessa e costosa»

Succederà anche per la camera iperbarica che i fondi non basteranno? O per il blocco operatorio di Tradate? O il pronto soccorso di Tradate?

«Sulla camera iperbarica di Cittiglio so che i lavori stanno procedendo. È incaricata ARIA e sarà la stazione appaltante che si interfaccerà direttamente con Regione in caso di variazioni di spesa. Sul pronto soccorso del Galmarini stanno per ripartire i lavori, dopo il lungo stop dovuto al contenzioso aperto, mentre i lavori nel blocco operatorio del Galmarini stanno procedendo».

Quindi il terzo lotto del Del Ponte deve attendere la fine di ogni altra emergenza? In un’azienda così grande è possibile che ci sia sempre qualche altra priorità

«No. I fondi collegati al terzo lotto, che sono 13,6 milioni di euro (l’annuncio nel 2020 era stato di 17 milioni) sono già stati in parte impiegati per la realizzazione dei nuovi spazi destinati a ospitare le attività di ginecologia che lasceranno l’Ottagono oltre alla PMA. Due interventi in dirittura d’arrivo. Poi abbiamo chiesto e ottenuto di utilizzare quel finanziamento per rifare la facciata del Padiglione Michelangelo, un ripristino della copertura ( tolta nel 2022)  che non potevamo più rinviare. Con la parte residua, inizieremo i lavori preparatori del terzo lotto: l’abbattimento dell’Ottagono, che richiederà almeno due anni, e i piani interrati del nuovo edificio. Nel frattempo definiremo un nuovo progetto per il completamento del Del Ponte, in base alle necessità che emergeranno. Alla luce di questa situazione, come azienda abbiamo chiesto a Regione di non aumentare i fondi per il terzo lotto e di rimandare lo stanziamento alla presentazione del nuovo progetto. Dato che per la realizzazione di queste opere preparatorie saranno necessari almeno 3 anni, preferiamo un atteggiamento pragmatico  rinviando la progettazione e la richiesta di fondi».

Quindi è stata la sua direzione a chiedere all’assessore Bertolaso di non procedere con la variazione di bilancio per il terzo lotto?

«Sì. Una richiesta di buon senso. L’azienda deve affrontare ora altre priorità e altre emergenze. Il completamento dell’ospedale del Del Ponte può attendere tempi migliori e, soprattutto, una progettazione più rispondente alle necessità».

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Alessandra Toni
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Pubblicato il 09 Settembre 2026
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