Meno chili, più anni insieme: come aiutare il tuo animale a perdere peso
Chiedi sempre consiglio al tuo medico veterinario prima di iniziare un programma di perdita di peso e, quando necessario, affidati a un medico veterinario nutrizionista o a un medico veterinario esperto in comportamento
Quante volte ci capita di sorridere di fronte a un gattone in sovrappeso? Per non parlare dei video virali di cagnoloni più larghi che lunghi che non riescono a salire le scale. Per un motivo ancora non del tutto chiaro, un pet in sovrappeso è spesso sinonimo di ilarità e goliardia.
Ma cosa si nasconde davvero dietro quella silhouette paffuta?
Premessa importante: l’obesità è una patologia, come molte altre, e sovrappeso e obesità rappresentano un problema molto diffuso tra cani e gatti1. Non si tratta quindi di una semplice questione estetica, ma di una condizione che merita attenzione perché può influire sulla salute e sulla qualità di vita dei nostri animali.
Settembre, con il ritorno alla routine dopo l’estate, può essere un buon momento per fermarsi, osservare il proprio cane o gatto e chiedersi: il suo peso è davvero quello giusto?
Ma come faccio a capire se il mio animale è sovrappeso?
Non sempre è così semplice come sembra. Siamo talmente abituati a vedere cani e gatti dalle forme morbide che a volte diventa difficile riconoscere quale sia realmente una condizione corporea ideale.
In medicina veterinaria utilizziamo il Body Condition Score (BCS) 2, un sistema che permette di valutare la quantità di grasso corporeo osservando e palpando alcuni punti specifici dell’animale. Non basta quindi salire sulla bilancia: peso, conformazione fisica, massa muscolare, razza ed età devono essere valutati insieme.
Il medico veterinario può aiutarti a capire quale sia il peso ideale del tuo animale e se sia davvero necessario iniziare un percorso di dimagrimento.
Le cause del sovrappeso e dell’obesità
Sono molteplici i fattori, ambientali e non, che possono predisporre il nostro amico con la coda ad aumentare di peso.
Come nel gioco del tiro alla fune, la condizione di normopeso risente principalmente di due forze. Da una parte abbiamo l’introito calorico, ossia le chilocalorie assunte giornalmente; dall’altra il consumo di energia. Un eccesso del primo e/o un ridotto dispendio energetico sono alla base dell’aumento di peso nei nostri animali.
Esistono però anche altri fattori che possono contribuire allo sviluppo di sovrappeso e obesità. Dopo la sterilizzazione o la castrazione dell’animale, ad esempio, il fabbisogno energetico può modificarsi; inoltre alcune razze canine, come Labrador Retriever e Beagle, risultano maggiormente predisposte3.
Anche alcune patologie possono favorire l’aumento di peso. Nell’ipotiroidismo canino, ad esempio, il rallentamento del metabolismo può determinare aumento di peso e una minore propensione all’attività fisica4.
La domanda, quindi, sorge spontanea: se conosciamo così bene molti dei fattori coinvolti, perché sovrappeso e obesità continuano a rappresentare una delle grandi sfide della medicina veterinaria?
Sempre più spesso tendiamo a relazionarci con i nostri cani e gatti attraverso il cibo, dimenticandoci delle tante altre risorse capaci di assecondare le esigenze etologiche dell’animale.
L’attività ludica, ad esempio, viene facilmente messa al secondo posto quando dobbiamo scegliere un rinforzo da offrire al nostro pet.
Ma ci siamo mai chiesti se il nostro animale vuole veramente quel pezzo di pizza avanzato da tavola o quel premietto che siamo abituati a offrirgli ogni mattina?
Per noi il cibo è spesso anche un modo per dimostrare affetto. Una coccola, qualche minuto di gioco, una passeggiata o un’attività fatta insieme, però, possono diventare altrettanto gratificanti.
Quindi cosa possiamo fare?
Basta togliere dalla dieta tutti i cosiddetti extra che siamo abituati a offrire ai nostri animali e ridurre il quantitativo di pappa giornaliera?
Assolutamente no.
Di certo bisogna valutare quanti e quali premi vengono somministrati durante la giornata: lo snack, il bocconcino dalla tavola, il premio durante la passeggiata… perché anche loro contribuiscono all’introito calorico giornaliero.
Qualsiasi cambiamento, però, deve essere graduale e ragionato.
Per quanto riguarda i pasti principali, infatti, non dobbiamo limitarci semplicemente a ridurne le quantità. Se da una parte meno alimento significa meno chilocalorie, dall’altra una riduzione eccessiva e non controllata può significare anche un apporto inadeguato di nutrienti essenziali3.
Sarà il medico veterinario a valutare il percorso più adatto a quello specifico paziente e, se necessario, il medico veterinario nutrizionista potrà formulare o consigliare una strategia alimentare specifica, tenendo conto anche delle esigenze del pet parent.
In un programma nutrizionale destinato alla perdita di peso non conta infatti soltanto il numero delle calorie: devono essere valutati anche l’apporto di proteine, fibre, grassi e la capacità dell’alimento di favorire il senso di sazietà. Nel gatto, anche l’utilizzo di alimenti a maggiore contenuto di acqua può, in alcuni casi, rappresentare una strategia utile per favorire il senso di sazietà3.
Basta modificare la ciotola?
E come possiamo far bruciare più calorie al nostro animale?
Tranquilli, non dobbiamo iscrivere il nostro fedele amico a un corso di aerobica. Credetemi: spesso bastano veramente piccole accortezze per ottenere grandi risultati.
Per quanto riguarda la specie canina, se la salute del pet lo permette, molto spesso possiamo iniziare aumentando gradualmente durata, frequenza e difficoltà delle passeggiate.
Facciamoci aiutare anche dalla tecnologia e teniamoci a portata di mano un orologio o un’applicazione che registri i dati del nostro percorso: numero dei passi, durata della camminata e dislivello sono tutte informazioni che possiamo monitorare e, gradualmente, migliorare.
Naturalmente non esiste una quantità di movimento adatta a tutti. Età, razza, peso, condizioni ortopediche, cardiache o respiratorie devono sempre essere tenute in considerazione.
E per quanto riguarda il gatto?
Nel gatto l’ottimizzazione ambientale è fondamentale anche nella gestione del peso.
Possiamo, ad esempio, sfruttare lo spazio tridimensionale e verticale della casa, quando le condizioni fisiche del micio lo consentono, oppure evitare di concentrare tutte le sue risorse in pochi centimetri.
E poi giochiamo.
Palline forate nelle quali inserire parte dell’alimento, giochi di ricerca, piccoli quantitativi di cibo nascosti nell’ambiente domestico: possiamo stimolare il movimento e contemporaneamente sfruttare il loro “super potere”, alias il loro olfatto e, più in generale, il naturale comportamento predatorio5.
In entrambe le specie l’attività ludica può diventare un grande alleato.
Attenzione però a non improvvisare, soprattutto quando si tratta di impostare un vero percorso di dimagrimento. Nel gatto, in particolare, è importante evitare restrizioni alimentari drastiche o perdite di peso troppo rapide, che possono aumentare il rischio di lipidosi epatica6.
Chiedi sempre consiglio al tuo medico veterinario prima di iniziare un programma di perdita di peso e, quando necessario, affidati a un medico veterinario nutrizionista o a un medico veterinario esperto in comportamento.
Ma perché devo fargli perdere peso?
Come anticipato all’inizio di questo articolo, sovrappeso e obesità non rappresentano soltanto una questione estetica.
Il tessuto adiposo non è semplicemente un deposito inerte di energia: quando è presente in eccesso è associato anche a uno stato infiammatorio cronico7.
Problemi articolari e di mobilità, alterazioni metaboliche, diabete — in particolare nella specie felina —, disturbi respiratori e altre patologie possono essere associati all’eccesso di peso7.
E c’è un altro aspetto che forse percepiamo ancora più facilmente: la qualità della vita.
Correre, giocare, saltare, fare una passeggiata più lunga o semplicemente muoversi con agilità sono attività che possono diventare progressivamente più difficili quando i chili di troppo iniziano a farsi sentire.
Nuovi approcci in un’ottica One Health
Nel corso degli ultimi anni il legame tra pet e proprietario si è sempre più consolidato. Oggi assistiamo a una condivisione di abitudini tra specie così lontane dal punto di vista tassonomico, ma così vicine dal punto di vista delle emozioni.
Ed è proprio questo legame che può diventare una risorsa.
In medicina umana è stato osservato come il supporto sociale possa favorire l’adesione ai programmi di perdita di peso e il mantenimento dei risultati nel tempo8,9.
E se il nostro compagno di percorso avesse quattro zampe?
Lo studio PPET – People and Pets Exercising Together ha valutato proprio la possibilità di affrontare insieme, persone e cani, un percorso basato su alimentazione controllata e maggiore attività fisica. I ricercatori hanno osservato come il cane possa rappresentare una fonte di motivazione e supporto nell’attività fisica del proprietario 10.
Un altro studio condotto in Canada ha evidenziato come i proprietari di cani coinvolti nella ricerca camminassero mediamente 300 minuti alla settimana, contro i 168 minuti registrati nelle persone che non possedevano un cane11.
Insomma, forse non è necessario pensare alla perdita di peso soltanto come a una dieta.
Può diventare un progetto da fare insieme.
Una passeggiata un po’ più lunga, qualche minuto di gioco in più, meno premi distribuiti automaticamente e più attenzione alla ciotola: tanti piccoli cambiamenti che, sommati, possono fare una grande differenza.
Perché prenderci cura del loro peso significa, prima di tutto, prenderci cura della loro salute e del tempo che potremo trascorrere insieme.
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Fonti e approfondimenti
- Montoya M., Péron F., Hookey T., Morrison J., German A.J., Gaillard V., Flanagan J. Overweight and obese body condition in ~4.9 million dogs and ~1.3 million cats seen at primary practices across the USA: prevalences by life stage from early growth to senior. Preventive Veterinary Medicine. 2025;235:106398. DOI: 10.1016/j.prevetmed.2024.106398.
- Freeman L.M., Becvarova I., Cave N., MacKay C., Nguyen P., Rama B., Takashima G., Tiffin R., Tsjimoto H., van Beukelen P. WSAVA Nutritional Assessment Guidelines. Journal of Small Animal Practice. 2011;52(7):385–396. DOI: 10.1111/j.1748-5827.2011.01079.x.
- Cline M.G., Burns K.M., Coe J.B., Downing R., Durzi T., Murphy M., Parker V. 2021 AAHA Nutrition and Weight Management Guidelines for Dogs and Cats. Journal of the American Animal Hospital Association. 2021;57(4):153–178. DOI: 10.5326/JAAHA-MS-7232.
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- Center S.A. Feline Hepatic Lipidosis. Merck Veterinary Manual. Full review: August 2023; aggiornato: June 2025.
- Brooks D., Churchill J., Fein K., Linder D., Michel K.E., Tudor K., Ward E., Witzel A. 2014 AAHA Weight Management Guidelines for Dogs and Cats. Journal of the American Animal Hospital Association. 2014;50(1):1–11. DOI: 10.5326/JAAHA-MS-6331.
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- Kushner R.F., Blatner D.J., Jewell D.E., Rudloff K. The PPET Study: People and Pets Exercising Together. Obesity. 2006;14(10):1762–1770. DOI: 10.1038/oby.2006.203.
- Brown S.G., Rhodes R.E. Relationships among dog ownership and leisure-time walking in Western Canadian adults. American Journal of Preventive Medicine. 2006;30(2):131–136. DOI: 10.1016/j.amepre.2005.10.007.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione del medico veterinario. Prima di modificare in modo significativo alimentazione, attività fisica o routine di un animale, soprattutto in presenza di patologie o sovrappeso importante, è consigliabile confrontarsi con il proprio medico veterinario.
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