Quarta serata sul Pgt di Varese: scintille in consiglio comunale tra Galimberti e la Lega sulla moschea

Bocciati gli emendamenti Angei sul PGT, approvata a larga maggioranza invece la riforma della commissione paesaggio. Prossima seduta: domenica mattina

Generico 31 Aug 2026

Quarta serata di consiglio comunale sul PGT a Varese, dedicata ancora una volta all’esame degli emendamenti, in particolare quelli del consigliere Angei, che da solo ne ha presentati 44. L’esame, dal 30esmo fino al 50esimo, ha riguardato una vasta serie di argomenti, alcuni dei quali di un certo interesse, come quelli dedicati alla riqualificazione strategica di Piazza della Repubblica o a quelli che affrontano la questione “moschea”.

“Chiudiamo via Spinelli e spostiamo il mercato”: bocciato

L’emendamento 42 chiedeva una riscrittura vincolante della scheda d’ambito per imporre “la totale pedonalizzazione di via Spinelli tramite arretramento della rampa del parcheggio sotterraneo per connettere la piazza alla Caserma Garibaldi; la delocalizzazione definitiva del mercato temporaneo su ruote fuori dal centro per realizzare sulla piazza un mercato coperto fisso di pregio (“Mercato delle Tipicità e delle Eccellenze Locali”) e il definitivo mantenimento e rinnovo strutturale del Teatro Apollonio nel suo sedime attuale, escludendo l’uso di “alberature mobili”.

Una variazione non di poco conto, che stranamente non ha suscitato alcun dibattito. Dopo questo, il numero 43 (respinto come tutti gli altri) si domandava il perchè dell’ampliamento del solo cimitero di Velate, ma soprattutto il perchè di un ampliamento in un tessuto già pieno di cimiteri.

Star della serata è stato però l’emendamento 44, quello che si oppone alla realizzazione della “moschea” in via Giusti.

La bagarre sulla moschea arriva a mezzanotte

L’emendamento di Angei proponeva lo stralcio del progetto n. 88 (Moschea Omar Al Faruk in via G. Giusti n. 14) “a causa dell’inidoneità della viabilità locale e della totale assenza di parcheggi pubblici sufficienti ad assorbire in sicurezza il carico di adunanza”.

In realtà, ha sostenuto l’assessore Andrea Civati nel dare parere negativo, quella “moschea” è il centro religioso di via Giusti, aperto già da molti anni, anche nell’epoca delle amministrazioni leghiste, e la sua menzione nel  Pgt fotografa solamente la situazione dei luoghi di culto in città.

La discussione, che fino ad allora era stata “innocua” anche se caratterizzata da lungaggini tattiche, polemiche, discussioni procedurali, riunioni capigruppo per valutare la situazione e i tempi restanti e persino una votazione per decidere se far rispondere Angei “per motivi personali” (votazione che ha visto peraltro la bocciatura) si è però rapidamente scaldata quando il sindaco Davide Galimberti ha voluto “fare un intervento politico” sull’argomento, entrando a gamba tesa sulla discussione e scatenando un pandemonio: «Il primo a porre l’accento sulla questione moschea è stato il movimento del generale Vannacci. Quindi io mi domando: il consigliere Angei chi rappresenta? Porta avanti le istanze di una realtà che non è qui rappresentata? Se il gruppo della Lega sta portando iniziative di Futuro Nazionale, il problema è per l’intero centro destra, specie l’ala più moderata».

Una frase che ha provogato urla e proteste dai banchi della Lega, non solo da Angei, che comunque ha accusato il sindaco di denigrarlo senza motivo: «È da tre giorni che arrivo in consiglio con la cravatta verde e l’Alberto da Giussano sul bavero della giacca: penso sia chiaro chi rappresento».

Tra una mozione procedurale e una protesta, nel dibattito ci sono state anche proposte serie, come quella di Franco Formato (Lombardia ideale) che ha chiesto una relazione documentale specifica sul locale di via Giusti, proposta appoggiata anche dal consigliere di Fratelli d’Italia Eugenio De Amici, per prendere una decisone in base ad una analisi più approfondita: il risultato è stato la bocciatura ovvia (dal punto di vista matematico) dell’emendamento, con una piccola variazione però rispetto alle votazioni precedenti: i sette consiglieri di minoranza non hanno, per una volta, votato compattamente a favore, ma due di loro – De Amici e Formato – si sono astenuti.

Analoga bagarre è avvenuta con l’emendamento seguente, che voleva eliminare la parola “moschee” dall’elenco dei servizi di rango comunale, «per garantire che ogni nuovo luogo di culto sia assoggettato a rigide valutazioni sito-specifiche di impatto urbanistico e viabilistico».

L’emendamento ha  provocato altre questioni, un altro intervento “politico” di Galimberti, altre proteste su di un elemento dove, come ha commentato la consigliera Yildiz, “non c’è nessun motivo urbanistico per togliere questo vocabolo”, culminato nella domanda di Manuela Lozza: «Ma davvero la Lega vuole, in un articolo dove si parla di “chiese, centri culturali, moschee, via sacra, piazzali, grotte, cappelle, edicole” , eliminare solo la parola moschee?».

Fuori dal Salone Estense, intanto, musica techno “a palla” proveniva dai vicini Giardini Livellanza, il chiosco di Skizzo ai Giardini Estensi dove era in corso un evento con dj set, che ha richiamato centinaia di giovani: la rappresentazione plastica della baraonda che stava avvenendo anche in consiglio, forse solo più divertente.

Consiglio (quasi) unanime sulla trasparenza della commissione paesaggio

A mezzanotte e mezza si è concluso l’esame degli emendamenti di Angei, e l’assemblea è passata agli altri: il primo esaminato è stato di Luca Paris (5 Stelle) che ha in realtà accorpato l’esame di due emendamenti insieme al suo ordine del giorno, perchè afferenti allo stesso tema: quello della commissione paesaggio

L’ordine del giorno presentato dal consigliere Luca Paris, che riassume anche gli emendamenti 49 e 50, chiede di ripristinare il diritto di cittadini e associazioni di proporre la tutela di edifici storici non ancora mappati e parallelamente sollecita una riforma della Commissione Paesaggio per evitare conflitti d’interesse e contenziosi, stabilendo che i suoi membri non possano esercitare la libera professione sul territorio comunale durante il mandato, né assumere incarichi.

Un punto che ha sviluppato un dibattito – avallato dal parere favorevole dell’assessore Civati – ma decisamente più ragionato e misurato: sull’efficenza e l’opportunità di escludere una certa parte dei professsionisti, oppure su come si garantisce la trasparenza dei lavori della commissione. Critiche costruttive e anche consigli utili, che sono diventate proposta di cambiamento di regolamento dopo il risultato della votazione: 21 favorevoli, 3 astenuti e nessuno contrario.

Il finale (che non c’è)

Il consiglio comunale è proseguito fino all’una di notte, anche in forza di due riunioni capigruppo “lampo” che facevano il punto della situazione e decidevano per quanto proseguire, ma non è stato sufficiente ad arrivare a conclusione.

L’ultima delle riunioni si è tenuta proprio all’una e ha decretato la fine della seduta, e il rinvio, per la lettura degli ultimi 15 emendamenti e dell’ultimo ordine del giorno, a domenica mattina, 6 settembre, alle ore 9.

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Pubblicato il 05 Settembre 2026
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