Speak English Like a Native: il nuovo corso di Varese Corsi per migliorare la pronuncia
Il corso proposto da Varese Corsi è stato ideato dal Prof. Steve Dapper. Abbiamo chiesto al docente come nasce il metodo Vocal Fitness e come può rendere la pronuncia più naturale
Conoscere la grammatica e possedere un buon vocabolario non significa necessariamente riuscire a parlare inglese in modo naturale e comprensibile. Per molti italiani, infatti, la pronuncia rappresenta ancora uno degli ostacoli principali nella comunicazione. È proprio su questo aspetto che si concentra Speak English Like a Native, il corso proposto da Varese Corsi e ideato dal Prof. Steve Dapper — non un semplice docente di lingue, ma un professionista che ha portato la sua metodologia sui set e nei consigli di amministrazione prima ancora che in aula. Coach di pronuncia per attori pluripremiati italiani e internazionali — tra cui Miriam Leone e Jennifer Miranda (La Casa di Carta) – Dapper ha lavorato anche con artisti come Mario Biondi ed Eros Ramazzotti.
Il suo metodo è stato scelto da multinazionali come Dell, Electrolux, Accenture, Boston Consulting Group, Rusconi SpA e Mediaset per la formazione linguistica dei propri team. Un percorso che passa anche dalla musica — formatosi in voice performance e audio engineering al Berklee College of Music di Boston — e dall’accademia, dove Dapper è oggi docente di Fonetica Articolatoria all’Università eCampus e ricercatore presso il Laboratorio di Fonetica Sperimentale dell’Università di Torino.
Il suo metodo, Vocal Fitness, nasce da questo incrocio più unico che raro tra spettacolo, industria e ricerca fonetica: è oggi riconosciuto da MUR e MIM, adottato da realtà come Education First e DIESSE. Il corso prevede 12 lezioni online, a partire da giovedì 1° ottobre, dalle 19.00 alle 20.00, ed è rivolto a chi possiede un livello di inglese compreso tra A2 e C2. È davvero possibile cambiare il proprio modo di parlare inglese, anche dopo anni di studio? E perché il tradizionale “listen and repeat” non è sempre sufficiente? Ne abbiamo parlato con Steve Dapper, per capire come nasce il metodo Vocal Fitness e come può rendere la pronuncia più naturale.
Steve, da dove nasce la sua esperienza nell’insegnamento della pronuncia inglese?
«Nasce da un percorso un po’ insolito, a cavallo tra musica e linguistica. Da bambino ho studiato violino al Conservatorio di Milano, poi negli Stati Uniti ho approfondito voice performance e audio engineering al Berklee College of Music di Boston. Sono discipline che ti allenano a “sentire” il suono in un modo molto diverso da come lo insegna una scuola tradizionale: un musicista impara a percepire micro-differenze che a un orecchio non allenato sfuggono completamente. Oggi insegno Fonetica Articolatoria all’Università eCampus e faccio ricerca al Laboratorio di Fonetica Sperimentale dell’Università di Torino. Vocal Fitness nasce esattamente all’incrocio tra questi due mondi: la sensibilità dell’orecchio musicale e il rigore della fonetica accademica.
Molti italiani studiano inglese per anni, ma quando parlano fanno fatica a farsi capire. Perché succede e quanto conta la pronuncia? Perché grammatica e vocabolario sono conoscenza, mentre la pronuncia è un gesto motorio — è come sapere leggere la musica senza aver mai allenato le mani a suonare uno strumento. A scuola alleniamo occhi e memoria, quasi mai la bocca. L’italiano e l’inglese usano posizioni della lingua, del labbro e del flusso d’aria molto diverse tra loro: se non alleni fisicamente quei muscoli, puoi conoscere ogni regola grammaticale e restare comunque poco comprensibile. Ed è un problema serio, perché è la prima cosa che l’interlocutore percepisce: una pronuncia poco chiara mette in dubbio la competenza reale, anche quando quella competenza c’è».
Come è nata l’idea di trasformare la pronuncia in una vera e propria “ginnastica” con il metodo Vocal Fitness?
«Dall’osservazione che il “listen and repeat” da solo non basta: puoi ascoltare un suono migliaia di volte, ma se i muscoli della bocca non sono allenati a produrlo, continui a riprodurre quello che conosci già, cioè i suoni dell’italiano. Vocal Fitness lavora su principio opposto: non “ascolta e ripeti”, ma “articola e ripeti”. Sono esercizi mirati su bocca, lingua, respiro e ritmo, con un condizionamento vero e proprio degli organi fonatori – un po’ come un allenamento fisico, fatto di ripetizione e consapevolezza corporea, applicato alla lingua inglese. È davvero possibile modificare il proprio accento, anche dopo anni di studio dell’inglese? Sì, ed è forse il pregiudizio più diffuso da sfatare: che l’accento sia “fissato” per sempre dopo l’infanzia. Non è così, perché stiamo parlando di un’abilità motoria, e le abilità motorie si rieducano a qualsiasi età con l’allenamento giusto — lo sa bene chiunque abbia mai corretto una postura sbagliata in palestra o cambiato tecnica in uno sport. Serve consapevolezza di cosa la bocca sta facendo, non talento innato. Con esercizi mirati e costanti, anche chi studia inglese da vent’anni può sentire una differenza reale nel giro di poche settimane».
A chi consiglierebbe il corso Speak English Like a Native e quali risultati può aspettarsi chi lo frequenta?
«Il corso è pensato per chi ha già basi di inglese — dal livello A2 al C2 — e vuole finalmente sentirsi sicuro quando parla, non solo quando scrive. Va bene per chi deve usare l’inglese al lavoro, per chi prepara una certificazione, e per chi semplicemente si è stancato di sentirsi “poco naturale”. In 12 lezioni online, dal 1° ottobre, un’ora a settimana, lavoriamo sui meccanismi fisici della pronuncia con esercizi pratici, non con altra teoria. Chi lo frequenta esce con strumenti concreti che può usare da subito, ogni volta che apre bocca in inglese — non solo con qualche regola in più da ricordare».
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