Specializzazioni mediche, nel 2026 cresce l’assegnazione dei contratti: borse esaurite in 31 scuole

Aumentano dall’84 al 90% i posti complessivamente assegnati e sono cinque in più le specialità che raggiungono il 100%. Restano però forti difficoltà per microbiologia, farmacologia e patologia clinica

esame specializzandi

Nel 2026 aumenta l’attrattività complessiva delle scuole di specializzazione medica, anche se continua a emergere una forte distanza tra discipline che esauriscono tutti i posti disponibili e altre nelle quali una quota consistente dei contratti rimane senza assegnazione.

I dati, forniti dall’Associazione Liberi Specializzandi,  mostrano un miglioramento piuttosto netto rispetto al 2025. A fronte di 14.631 posti banditi, nel 2026 ne sono stati assegnati 13.104, pari al 90%. L’anno precedente erano stati assegnati 12.238 posti sui 14.483 disponibili, l’84%. In termini assoluti significa 866 assegnazioni in più, nonostante i posti messi a disposizione siano aumentati soltanto di 148.

Crescono le specialità che raggiungono il 100%

Un altro elemento significativo riguarda il numero delle discipline che riescono ad assegnare tutti i posti disponibili. Nel 2026 sono 31 le specialità che raggiungono il 100% di assegnazione, contro 26 nel 2025.

Accanto alle discipline che già l’anno precedente facevano registrare il tutto esaurito, nel 2026 arrivano al 100% anche Audiologia e foniatria, che passa dall’88 al 100%, e Igiene e medicina preventiva, che compie un salto dall’83 al 100%.

Raggiungono la piena assegnazione anche Oncologia medica, dal 98 al 100%, Scienza dell’alimentazione, dal 95 al 100%, e Urologia, dal 96 al 100%.

Rimangono stabilmente al 100%, tra le altre, Pediatria, Psichiatria, Radiodiagnostica, Neurologia, Neurochirurgia, Oftalmologia, Ortopedia e traumatologia, Ginecologia e ostetricia, Dermatologia, Chirurgia vascolare, Medicina del lavoro e diverse specialità dell’area medica.

Le specialità meno scelte: Microbiologia scende ancora

Il miglioramento generale non cancella però le difficoltà di alcune scuole. La situazione più critica nel 2026 riguarda Microbiologia e virologia: vengono assegnati appena 19 dei 111 posti disponibili, il 17%. È inoltre una delle poche discipline a peggiorare rispetto al 2025, quando erano stati assegnati 22 posti su 108, pari al 20%.

Segue Farmacologia e tossicologia clinica, con 39 assegnazioni su 116 posti, pari al 34%. In questo caso, tuttavia, il dato è in recupero rispetto al 2025, quando la percentuale si fermava al 22%, con appena 25 posti assegnati su 114.

Rimane bassa anche Patologia clinica e biochimica clinica, che passa però dal 24% del 2025 al 36% del 2026, da 66 a 96 assegnazioni. Statistica sanitaria e Biometria sale invece dal 36 al 45%.

Sono quindi soprattutto alcune specialità dei servizi e dell’area laboratoristica a continuare a mostrare percentuali di assegnazione molto lontane dalla media nazionale del 90%.

Medicina d’emergenza-urgenza recupera dieci punti, ma un posto su tre resta libero

Uno dei dati più rilevanti riguarda Medicina d’emergenza-urgenza, tradizionalmente tra le discipline con maggiori difficoltà nel coprire i posti.

Nel 2025 erano stati assegnati 537 contratti sui 954 banditi, il 56%. Nel 2026 si sale a 649 assegnazioni su 985 posti, pari al 66%. Si tratta quindi di un incremento di dieci punti percentuali e di 112 assegnazioni in più, nonostante siano aumentati anche i posti disponibili. Resta tuttavia scoperto circa un terzo dell’offerta: 336 posti non risultano assegnati.

Anestesia sale dal 81 al 90%

Migliora sensibilmente anche Anestesia, Rianimazione, Terapia intensiva e del dolore. Nel 2025 erano stati assegnati 1.166 dei 1.438 posti disponibili, pari all’81%. Nel 2026 le assegnazioni diventano 1.297 su 1.449, il 90%.

L’aumento è quindi di nove punti percentuali, con 131 assegnazioni in più. Rimangono comunque 152 posti non coperti, mentre nel 2025 erano stati 272.

Chirurgia generale e toracica migliorano, ma restano sotto la media

Anche le due discipline chirurgiche indicate mostrano un recupero.

Chirurgia generale mantiene invariata l’offerta, con 646 posti sia nel 2025 sia nel 2026, ma le assegnazioni passano da 415 a 487. La percentuale cresce quindi dal 64 al 75%, un aumento di 11 punti che lascia comunque 159 posti senza assegnazione.

Per Chirurgia toracica i posti banditi diminuiscono da 87 a 81, mentre quelli assegnati aumentano da 49 a 53. Il tasso di assegnazione passa così dal 56 al 65%. Anche in questo caso il miglioramento è evidente, ma la disciplina resta nettamente al di sotto della media complessiva.

Medicina nucleare: dal 45 all’83%, uno dei cambiamenti più marcati

Tra le variazioni più forti tra i due anni spicca Medicina nucleare. Nel 2025 erano stati assegnati soltanto 36 degli 80 posti banditi, il 45%. Nel 2026 diventano 69 su 83, l’83%.

Cure primarie, dal 36 al 56%

Un recupero importante riguarda anche Medicina di comunità e delle cure primarie. Nel 2025 erano stati assegnati appena 48 posti sui 134 disponibili, il 36%. Nel 2026 i posti banditi scendono leggermente a 130, mentre quelli assegnati salgono a 73, raggiungendo il 56%.

L’incremento è dunque di 20 punti percentuali, anche se quasi la metà dei posti continua a non trovare assegnatari.

Nella stessa area è significativo anche il dato di Medicina e cure palliative, che passa da 64 assegnazioni su 155, il 41%, a 100 su 165, pari al 61%: altri 20 punti percentuali di crescita.

Il 2026 segna un recupero diffuso, ma le differenze restano profonde

Il confronto tra i due anni mostra dunque un miglioramento diffuso, ma non uniforme. Crescono in maniera significativa anche Radioterapia, dal 35 al 58% (+23 punti), Igiene e medicina preventiva, dall’83 al 100% (+17), Patologia clinica e biochimica clinica, dal 24 al 36% (+12), e Farmacologia e tossicologia clinica, dal 22 al 34% (+12).  Nefrologia sale dal 61 al 72%.

Il quadro del 2026 presenta quindi due tendenze contemporanee: cresce nettamente la capacità complessiva di assegnare i contratti e aumenta il numero delle specialità che fanno il pieno, ma rimane un gruppo di discipline con una capacità di attrazione molto più bassa. La distanza tra le discipline più richieste e quelle che faticano a trovare specializzandi resta dunque uno degli elementi più evidenti dei dati 2026.

Dal prossimo anno aumentano anche i compensi degli specializzandi

A incidere sulle scelte future potrebbe essere anche il nuovo trattamento economico previsto per gli specializzandi. Dal prossimo anno accademico la parte fissa della retribuzione aumenterà del 5% per tutte le specializzazioni, mentre per venti tipologie individuate come meritevoli di un incentivo ulteriore la parte variabile crescerà del 50%.

Tra le discipline interessate figurano, fra le altre, Medicina d’emergenza-urgenza, Chirurgia generale, Medicina interna, Nefrologia, Radioterapia, Igiene e medicina preventiva e Anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore.

 

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Pubblicato il 30 Settembre 2026
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