Studenti alle prese con l’intelligenza artificiale: da Varese a Dublino tra università, Google e robotica

Cinque giornate di immersione nel mondo della tecnologia, dell'etica e delle istituzioni per i ragazzi del territorio varesino: dai laboratori ai giganti del tech, il racconto dell'esperienza internazionale CodEng a Dublino

CodEng dublino 2026

Alla fine di agosto CodEng, realtà di formazione STEM con sede a Varese, ha organizzato il suo 14° STEM Camp internazionale, questa volta a Dublino, nell’ambito delle iniziative legate al semestre irlandese e alla Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione Europea. L’iniziativa si inserisce anche nel forte legame tra il territorio varesino e l’Irlanda attraverso il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea di Ispra. Il programma ha coinvolto un gruppo di adolescenti in cinque giornate dedicate a intelligenza artificiale, coding, automazione, università e istituzioni europee, con visite a importanti realtà tecnologiche, universitarie e istituzionali di Dublino, oltre ad attività quotidiane pratiche sull’AI.

La prima importante tappa è stata Google Ireland

Per gli studenti è stata l’occasione di parlare direttamente con software engineer coinvolti nello sviluppo di tecnologie legate a Gemini e di porre domande che normalmente vengono discusse anche durante le lezioni CodEng.

Una delle più interessanti è stata: “L’intelligenza artificiale ci sta rendendo meno intelligenti?”

Si è parlato anche di come sta cambiando il lavoro del programmatore. Se l’AI può ormai generare grandi quantità di codice, quale sarà il ruolo del software engineer? Uno dei concetti emersi più chiaramente è stato quello della code review: saper leggere, controllare, testare e capire il codice diventa forse ancora più importante del semplice scriverlo.

«Mi ha colpito molto quello che ci hanno spiegato gli ingegneri a Google, veramente interessante», ha raccontato Dennis Bertagnolo, 17 anni, studente di Informatica all’IIS Ponti di Gallarate.

Anche Roberto Arioli, 13 anni, della scuola Enrico Fermi di Comerio, è rimasto particolarmente colpito dalla visita, definendo gli uffici di Google “i più belli del mondo”.

Al Trinity College Dublin il tema centrale è stato ancora una volta l’intelligenza artificiale, ma vista dalla prospettiva della ricerca accademica.

I ragazzi hanno partecipato a un workshop con diversi professori di Computer Science, affrontando in particolare il tema dell’uso responsabile ed etico dell’AI. Non solo quindi cosa può fare l’intelligenza artificiale, ma cosa dovrebbe fare, quali decisioni possiamo delegare alle macchine e quali responsabilità devono invece rimanere nelle mani delle persone.

Una parte importante dello STEM Camp è stata dedicata anche all’Europa

All’Europa Experience, presso l’ufficio del Parlamento Europeo a Dublino, i ragazzi hanno approfondito l’EU AI Act proprio in un momento particolarmente significativo per l’applicazione delle nuove regole europee sull’intelligenza artificiale.

Tra i temi affrontati, la trasparenza dei sistemi AI, la necessità di sapere quando si sta interagendo con un sistema di intelligenza artificiale e la crescente attenzione europea verso contenuti generati o manipolati artificialmente.

Ma la parte che ha coinvolto maggiormente gli studenti è stata il role play del Parlamento Europeo.

Divisi in gruppi e assumendo il ruolo di europarlamentari, i ragazzi hanno dovuto discutere una proposta legislativa, confrontarsi con posizioni diverse, negoziare e arrivare infine a un voto.

Dennis ha sottolineato in particolare quanto il gioco di ruolo abbia reso più concreto il funzionamento delle istituzioni europee e l’esperienza di immedesimarsi nel lavoro di un parlamentare.

Completamente diversa, ma altrettanto impressionante, è stata la visita al centro di distribuzione Musgrave, uno dei grandi protagonisti della distribuzione alimentare irlandese. Il magazzino, grande all’incirca come quattro campi da calcio, ha permesso ai ragazzi di vedere cosa significa automazione nel mondo reale.

All’interno, oltre cento sistemi robotizzati e automatizzati contribuiscono a spostare continuamente i prodotti tra migliaia di posizioni di stoccaggio. Tra le tecnologie presenti ci sono sistemi shuttle che si muovono autonomamente all’interno delle scaffalature e soluzioni Toyota per la movimentazione delle merci.

Il centro gestisce volumi enormi, arrivando a movimentare circa un milione di colli alla settimana destinati a supermercati, negozi e attività di ristorazione in tutta l’Irlanda. Per i ragazzi è stata un’opportunità per vedere come software, sensori, robotica, logistica e analisi dei dati possano lavorare insieme all’interno di un enorme sistema reale.

Edoardo Fenio, 13 anni, della scuola parentale Makula, ha raccontato quanto gli sia piaciuto vedere il magazzino realmente in funzione, osservando dal vivo i sistemi automatizzati e i robot muoversi all’interno dell’enorme struttura.

All’University College Dublin il gruppo ha visitato il Cyber Resilience Centre, dove i ragazzi hanno partecipato a un’attività interattiva dedicata all’ethical hacking e al modo in cui si possono individuare i punti deboli di un sistema digitale per renderlo più sicuro.

L’incontro ha offerto anche l’occasione per parlare del ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella sicurezza dei sistemi informatici e, più in generale, di come le nuove tecnologie stiano cambiando il modo in cui vengono progettati, utilizzati e protetti i servizi digitali.

Particolarmente apprezzato dagli studenti è stato il metodo interattivo utilizzato durante il workshop.

La terza università visitata è stata Dublin City University, dove l’attenzione si è spostata soprattutto sul futuro degli studenti. Il gruppo ha potuto conoscere più da vicino i diversi percorsi universitari nel settore dell’informatica e delle tecnologie digitali, scoprendo come stanno evolvendo Computer Science, Artificial Intelligence, Data Science e le numerose altre discipline collegate.

Uno degli obiettivi degli STEM Camp è proprio permettere ai ragazzi di vedere università e ambienti di lavoro quando sono ancora abbastanza giovani da poter utilizzare quell’esperienza nelle proprie scelte scolastiche e universitarie future.

Mia Bertoni, 16 anni, studentessa dell’ISIS Edith Stein di Gavirate, ha spiegato molto bene questo aspetto: «Questa esperienza è stata incredibile per me non solo perché ho potuto conoscere un nuovo Paese e la sua cultura accogliente, ma anche perché mi ha fatto vedere opportunità per il mio futuro che prima non avevo considerato».

Le giornate non terminavano con le visite. Ogni giorno continuavano con workshop pratici di intelligenza artificiale e coding tenuti da Derval O’Neill, fondatrice di CodEng. I ragazzi hanno sperimentato con il vibe coding, utilizzando strumenti AI per passare rapidamente da un’idea a un piccolo progetto funzionante, ma sempre cercando di capire cosa stesse facendo il codice e quali fossero i limiti degli strumenti utilizzati.

Riccardo Fenio, 13 anni, anche lui studente della scuola parentale Makula, ha sottolineato quanto abbia imparato proprio durante queste sessioni di vibe coding, sperimentando in prima persona come utilizzare l’intelligenza artificiale per trasformare un’idea in un progetto funzionante.

Durante il camp sono state seguite anche le principali notizie tecnologiche della settimana, con particolare attenzione ai casi riguardanti agenti AI capaci di comportamenti imprevisti o di trovare modi inattesi per raggiungere un obiettivo. Questo ha permesso di affrontare in modo concreto temi come sicurezza, responsabilità, controllo umano e futuro dell’intelligenza artificiale. A completare l’esperienza è stato anche l’incontro con Teen-Turn, organizzazione irlandese impegnata ad avvicinare i giovani, e in particolare le ragazze, alle discipline STEM.

E naturalmente c’è stata Dublino

«STEM Camp Ireland è stata un’esperienza davvero unica», racconta Silvia Dragomirescu Gaina, 15 anni, studentessa della Scuola Europea di Varese. «Non solo dal punto di vista educativo ma anche nelle piccole cose, come il buonumore della gente. Soprattutto mi ha colpito il contrasto tra le nuove tecnologie usate dentro il centro Musgrave e la ricca storia racchiusa dentro il centro di Dublino. Questa gita ha sicuramente sorpassato le mie aspettative ed è indubbiamente una scelta da fare».

Anche Camilla Ayra Amaya Macchi, 14 anni, studentessa del Liceo Mons. Manfredini, sottolinea l’aspetto umano del viaggio: «L’esperienza in Irlanda è stata molto divertente e interessante allo stesso modo. Ho fatto molte nuove amicizie e l’atmosfera di Dublino è imbattibile. Davvero è stata un’esperienza indimenticabile».

Per Diego Zanoletti, 17 anni, studente dell’ISIS Keynes di Gazzada Schianno, invece, il viaggio ha unito tecnologia e cultura: «Mi sono davvero divertito, imparando molte cose nuove. Ho apprezzato tantissimo la cultura irlandese e Dublino, e abbiamo visitato luoghi interessanti come grandi aziende tecnologiche e università come la UCD, che mi è piaciuta molto per una riflessione fatta lì su cosa può fare un uomo rispetto a un’IA. La cosa che mi ha colpito di più è stata la visita al Parlamento Europeo, con un gioco di ruolo davvero coinvolgente».

CodEng sta già organizzando una seconda edizione di STEM Camp Ireland, sempre con il supporto dell’Irish Committee di Ispra, dal 28 ottobre al 1° novembre. Il viaggio è rivolto agli adolescenti della provincia di Varese curiosi di tecnologia e in particolare di intelligenza artificiale, con un nuovo programma di visite, incontri e workshop pratici a Dublino. Non è richiesta alcuna esperienza precedente di programmazione. Questa volta il gruppo sarà in Irlanda anche per Halloween, che promette di rendere l’esperienza ancora più divertente, proprio nel Paese dove questa antica festa ha le sue origini.

 

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Pubblicato il 28 Settembre 2026
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