Tumore al pancreas, Gianpaolo Balzano nuovo presidente AISP: più qualità e centri integrati in tutta Italia
Docente all'Università dell'Insubria e responsabile della Chirurgia del Pancreas all'Ospedale di Circolo di Varese, Balzano propone un modello basato sulla rete delle Pancreas Unit già attiva in Lombardia
Gianpaolo Balzano è il nuovo presidente dell’Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas (AISP). L’elezione è avvenuta a Bergamo durante il 50° Congresso nazionale dell’associazione. Balzano, docente all’Università dell’Insubria e responsabile della Chirurgia del Pancreas all’Ospedale di Circolo di Varese, guiderà l’organizzazione per il triennio 2026-2029 succedendo a Silvia Carrara.
L’obiettivo principale del nuovo mandato è trasformare la gestione delle patologie pancreatiche, promuovendo un modello integrato di cura a livello nazionale. In Italia si registrano ogni anno circa 14.000 diagnosi di tumore al pancreas. La patologia presenta una sopravvivenza a 5 anni poco superiore al 10% e quasi la metà dei pazienti riceve la diagnosi quando la malattia è già in stadio avanzato. In questo scenario, la riuscita degli interventi chirurgici varia notevolmente in base all’esperienza della struttura sanitaria.
Nei centri ad alta specializzazione la mortalità operatoria scende sotto il 5%, mentre in altre realtà supera il 20%. «Non è più accettabile che la probabilità di superare un intervento dipenda in misura così rilevante dall’ospedale in cui si viene operati» ha sottolineato Gianpaolo Balzano. «La chirurgia pancreatica deve essere concentrata in centri che dispongano non soltanto di volumi adeguati, ma anche di competenze multidisciplinari, organizzazione e risultati documentati».
Il modello di riferimento proposto dall’AISP si ispira all’esperienza già avviata in Lombardia, basata sulla rete delle Pancreas Unit organizzata secondo il sistema Hub & Spoke. Questo approccio consente di svolgere nei centri del territorio (Spoke) le cure meno complesse, riservando agli ospedali di eccellenza (Hub) le procedure ad altissima specializzazione. In Lombardia, il primo anno di applicazione della rete ha portato a una riduzione della mortalità operatoria media dall’8,8% al 5,5%.
L’intento è ora estendere questa organizzazione su scala nazionale attraverso un confronto diretto con le istituzioni. «Un documento per l’implementazione delle Pancreas Unit è già stato approvato dal Ministero della Salute; resta ora da completare il percorso istituzionale con le Regioni per favorirne l’applicazione sul territorio nazionale» ha spiegato il neo-presidente. Oltre alla riorganizzazione strutturale delle cure, la nuova presidenza lavorerà per garantire ai pazienti un’informazione trasparente e accessibile. Il programma include iniziative dedicate alla prevenzione, ai fattori di rischio, alla genetica e alla condivisione dei dati sui trial clinici e sulla qualità dei servizi sanitari in Italia.
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