“VA che Presidenti!”: alla Fiera di Varese il racconto di oltre 30 anni di politica a Villa Recalcati
Da Ferrario a Magrini, passando per Reguzzoni, Galli, Vincenzi e Antonelli: i sei numeri uno di Villa Recalcati a confronto tra aneddoti, battaglie su Malpensa e il nodo della Delrio
C’era una volta una Provincia che comprava i collegi per soffiare il Rettorato dell’Università dell’Insubria a Como, inaugurava le opere prima della scadenza dei cantieri e inventava dal nulla le piste ciclabili attorno ai laghi tra lo scetticismo dei sindaci e le inaugurazioni con i personaggi della tv. Poi è arrivata la legge Delrio, la scure sui bilanci e il taglio al personale.
Tutto questo – venticinque anni di storia istituzionale, politica e umana della provincia di Varese – si è concentrato attorno allo stesso tavolo in un palco esterno proprio all’entrata della Fiera di Varese alla Schiranna. L’occasione è “VA che Presidenti!“, serata promossa per l’avvicinamento al Centenario della Provincia di Varese (1927-2027), che ha messo di fronte sei presidenti della Provincia, protagonisti di stagioni diverse: Massimo Ferrario, Marco Reguzzoni, Dario Galli, Gunnar Vincenzi, Emanuele Antonelli e l’attuale presidente Marco Magrini.
Tra nostalgia, battute caustiche e colpi di orgoglio, la serata ha fatto emergere il ritratto di un’amministrazione che per decenni ha funzionato da vero motore del territorio.
Il blitz per l’Università e la scommessa Malpensa
Se oggi la mappa del territorio è quella che conosciamo, molto lo si deve a decisioni prese tra i corridoi di Villa Recalcati quando la Provincia aveva peso finanziario e visione strategica.
A dirlo, rispolverando uno degli aneddoti più emblematici è stato Marco Reguzzoni, presidente dal 2002 al 2008, tornando agli anni della giunta di Massimo Ferrario (dal 1993 al 2002): «Se oggi abbiamo l’Università a Varese, nonostante il Comune di Varese, lo dobbiamo alla Provincia. Con la copertura politica di Ferrario e il lavoro del ragioniere capo Carlo Lucchina, a cui dobbiamo un doveroso ricordo, la Provincia mise 17 miliardi di lire sull’unghia e comprò il collegio Sant’Ambrogio, strappando a Como il rettorato e la sede dell’ateneo».
Stesso discorso per Malpensa. «Nel 1993, quando Massimo Ferrario diventava presidente, Malpensa era solo un’idea. Oggi è la prima azienda del Varesotto con 28 mila dipendenti diretti e un indotto quattro volte superiore», ha ricordato Reguzzoni. Un’intuizione difesa nel tempo: «Sulla 336 facemmo battaglie durissime. Ma il Piano d’Area ha garantito collegamenti e futuro. Per Malpensa vale ancora la pena combattere».
A proposito di Malpensa, sul versante politico non sono mancate le battute, come quella – tranchant – di Massimo Ferrario alla domanda sull’intitolazione dell’aeroporto a Silvio Berlusconi: «Su Berlusconi non dico niente, avrei preferito un’altra persona».
L’invenzione della ciclabile, e la “resistenza” di Cazzago Brabbia
Uno dei passaggi più simpatici e identitari ha riguardato la nascita della pista ciclopedonale del Lago di Varese, oggi dorsale del turismo locale.
«L’idea nacque nel 1994 o 1995 dal mio assessore ai lavori pubblici, l’architetto Crugnola, che aveva intercettato una proposta nata in Consiglio comunale a Varese», ha raccontato Massimo Ferrario. «All’inizio ero scettico, ma dissi di provare. Realizzammo il primo tratto dalla Schiranna e per l’inaugurazione chiamammo Antonella Elia. Quando vidi quanta gente c’era, capii che l’unico a non aver afferrato la portata delle ciclabili ero io».
Un’opera poi completata nelle amministrazioni successive, non senza ostacoli locali svelati col sorriso: «Uno dei più contrari a far passare la pista sul proprio territorio fu il Comune di Cazzago Brabbia con Giancarlo Giorgetti. VBIsogna farli, ogni tanto, i nomi e i cognomi…».
Una paternità condivisa e ampliata negli anni da Reguzzoni e poi da Dario Galli («arrivammo a essere la seconda provincia d’Italia per chilometri di piste dopo Bolzano»), fino al rilancio turistico con gli spot in Olanda e la valorizzazione del campo di canottaggio della Schiranna: «Il più bello del mondo, dove mentre voghi hai il Monte Rosa di fronte» ha sottolineato Galli.

Il macigno della legge Delrio
Il clima rilassato non ha ammorbidito il giudizio sulla riforma del 2014, che ha trasformato l’Ente in un’amministrazione di secondo livello tagliandone risorse e personale.
Se Gunnar Vincenzi ha ricordato il dramma dei tagli in prima persona («quando sono entrato i dipendenti erano 480, quando me ne sono andato poco più di 300, ma la riforma ha comunque avuto il merito di avvicinarci ai sindaci»), Dario Galli ha affondato il colpo sulla gestione finanziaria nazionale: «Passare da bilanci da 130 milioni a tagli lineari continui è stato un assurdo. Noi lombardi rigorosi e calvinisti abbiamo sempre risparmiato fino all’ultimo centesimo, mentre altrove si spendeva il triplo».
A rompere il velo della diplomazia ci ha pensato Emanuele Antonelli con una contro-provocazione: «Secondo me Delrio è un grande: ha voluto vedere se i parlamentari gliela votavano la legge… e gliel’hanno votata! La verità è che in questi anni abbiamo parlato tanto di continuità tra i nostri operati, ma non è vero: la continuità c’è stata solo tra i presidenti dello stesso colore politico».
A tirare le somme della serata – finita poi con una bella torta commemorativa e una bicchierata – è toccato all’attuale Presidente, Marco Magrini, lanciando la volata verso il Centenario: «L’obiettivo della Delrio era far sparire le Province, ma gli è andata male. In Lombardia, grazie alla Regione che ha mantenuto competenze su scuole e strade, l’Ente ha retto. Oggi siamo a tutti gli effetti la casa dei Comuni, ed è da qui che continuiamo a lavorare per il territorio».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
battistapoma su Cervo intrappolato a Castano Primo nel Canale Villoresi salvato dai vigili del fuoco
principe.rosso su Esplode il bancomat della Bper a Gallarate, quattro persone in azione
principe.rosso su Alfieri osservatore alle elezioni in Bosnia: «Qui si decide anche una parte del futuro dell’Europa»
ccerfoglia su Scuola Medea di Giubiano, al via i lavori di riqualificazione da 1,4 milioni di euro
principe.rosso su Temperature fino a quattro gradi sopra la media: a Varese settembre chiude con valori fuori norma
lenny54 su Temperature fino a quattro gradi sopra la media: a Varese settembre chiude con valori fuori norma









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.