Giornata nazionale del dializzato, ANED: “Oltre 15mila italiani potrebbero uscire dalla dialisi grazie al trapianto”
L’indagine dell’associazione fotografa un’assistenza generalmente ben organizzata nei centri dialisi, ma segnala carenze nel supporto multidisciplinare e nella conoscenza delle opportunità di trapianto
Oltre 15mila italiani oggi in dialisi potrebbero potenzialmente uscirne attraverso un trapianto di rene. È uno dei dati che emergono dall’indagine condotta da ANED APS – Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto, diffusa in occasione della 35ª Giornata Nazionale del Dializzato, in programma domenica 4 ottobre.
La rilevazione, effettuata negli ultimi mesi nei reparti di nefrologia, nei centri dialisi pubblici e tra gli iscritti dell’associazione, ha raccolto oltre 900 risposte e restituisce un quadro fatto di elementi positivi ma anche di criticità ancora aperte.
Secondo il 77,9% dei partecipanti, i centri dialisi risultano ben organizzati sia per disponibilità dei posti sia per i servizi offerti ai pazienti. Oltre due terzi riferisce inoltre di essere collegato alla macchina per la terapia entro dieci minuti dall’arrivo in struttura, nonostante ogni infermiere debba mediamente seguire contemporaneamente quattro o cinque persone.
Più debole, invece, la presenza delle figure professionali di supporto: nel 46,5% delle strutture non sarebbero presenti né psicologo, né nutrizionista, né fisioterapista.
«L’assenza di queste figure dimostra che dobbiamo ancora lavorare molto sull’integrazione interdisciplinare» osserva il presidente di ANED Giuseppe Vanacore, che richiama anche l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce per rallentare la progressione della malattia renale e, quando possibile, ritardare o evitare l’ingresso in dialisi.
Il nodo dei trapianti
Uno dei dati centrali dell’indagine riguarda proprio il trapianto: poco meno di un terzo dei pazienti dializzati sarebbe stato valutato idoneo, pari a oltre 15mila persone su circa 50mila attualmente in trattamento.
A fronte di questi numeri, ANED richiama la necessità di aumentare la disponibilità di organi. «Nel 2025 sono stati effettuati 2.347 trapianti di rene» spiega il segretario generale Paolo Nenci, ricordando che circa seimila persone risultano in attesa. Per il 2026, aggiunge, il dato di ottobre mostrerebbe circa un centinaio di trapianti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un segnale positivo ma ancora insufficiente.
L’associazione annuncia anche l’intenzione di chiedere un confronto alla SIAARTI, la società scientifica degli anestesisti e rianimatori, per approfondire i passaggi nei quali si perdono potenziali donatori. Secondo le stime citate da ANED, le opposizioni dei familiari determinerebbero ogni anno la perdita di circa 1.100 possibilità di trapianto.
Informazioni ancora insufficienti
Un’altra criticità riguarda l’accesso alle informazioni. Tre dializzati su dieci, secondo la survey, non sanno di potersi iscrivere alle liste d’attesa per il trapianto in due Regioni diverse, ampliando così le possibilità di ricevere un organo compatibile.
Per ANED è quindi necessario intervenire contemporaneamente su più fronti: prevenzione, presa in carico, informazione, supporto multidisciplinare e rapidità nell’inserimento in lista dei pazienti idonei.
«Negli anni è stato fatto molto – conclude Vanacore – ma la strada è ancora lunga».
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