Il Centro Beccaria rafforza la sua equipe di specialisti: in squadra l’infettivologo Francesco Dinatale
Lo specialista si aggiunge all'équipe multidisciplinare del centro varesino. Dalle meningiti alle malattie trasmesse da zecche e zanzare, dai vaccini alle infezioni sessualmente trasmissibili: un ruolo che si è rivelato sempre più centrale dopo l'esperienza del Covid
Il Centro Beccaria di Varese amplia la propria équipe multispecialistica con l’ingresso del dottor Francesco Dinatale, infettivologo. Una figura di riferimento per quelle condizioni cliniche che non trovano una spiegazione negli altri ambiti della medicina, e che per questo richiedono un percorso diagnostico mirato.
Perché è importante avere un infettivologo in squadra
«La mia è una specializzazione che ha avuto un momento di grande visibilità con il Covid – racconta Dinatale – ma archiviata l’emergenza, l’infettivologo resta il medico a cui rivolgersi quando gli altri specialisti escludono la propria competenza».
Non si tratta però solo di un’ultima spiaggia diagnostica: l’infettivologo interviene quando esami del sangue, tamponi o analisi delle feci rilevano la presenza di un agente patogeno che richiede un trattamento specifico, antibiotico, antivirale o antiparassitario: «Ma soprattutto – sottolinea lo specialista – il nostro ruolo è centrale nella prevenzione: molte malattie infettive si possono evitare con comportamenti adeguati, mentre altre trovano nel vaccino il principale strumento di difesa».
Non solo contagio: il caso della meningite
Un esempio utile a capire la differenza tra infezione e malattia è quello della meningite da meningococco. «Si può essere portatori del batterio senza sviluppare la malattia – spiega Dinatale – magari presentando solo una faringite. Eppure si può trasmettere il germe a chi ci sta vicino, che potrebbe invece sviluppare una sepsi o la meningite vera e propria». Un motivo in più, secondo lo specialista, per non sottovalutare mai i sintomi apparentemente banali.
Le regole di base per una convivenza rispettosa
Interrogato sulle buone pratiche di prevenzione primaria, il dottor Dinatale insiste soprattutto sull’igiene personale e sul rispetto verso gli altri: lavarsi spesso le mani, soprattutto prima del consumo di cibi, tossire nella piega del gomito, utilizzare fazzoletti monouso e, quando serve, la mascherina, senza timore del giudizio altrui.
«Se una persona si sente poco sicura e vuole indossare la mascherina, la indossi – afferma – È uno strumento e va usato come tale: monouso significa che si utilizza una volta sola, poi si smaltisce e ci si lava le mani». Alla base di tutto, ribadisce il medico, resta il principio del rischio consapevole: non bisogna cadere nella patofobia, ma nemmeno sottovalutare comportamenti che espongono inutilmente al contagio.
Le malattie trasmesse da zecche e zanzare
Tra i casi più frequenti nella stagione calda, l’infettivologo cita le patologie legate alle punture di zecca, come la borreliosi, che si presenta con sintomi poco specifici: febbre persistente ma non elevata, cefalea, stanchezza marcata e, in alcuni casi, un caratteristico eritema a forma di coccarda nel punto della puntura. La prevenzione passa da comportamenti semplici: indossare pantaloni e maniche lunghe nei boschi e controllarsi accuratamente al rientro.
Attenzione anche alle malattie trasmesse dalle zanzare, come West Nile, Dengue e Chikungunya, favorite dal cambiamento climatico e dalla maggiore diffusione dei vettori: «Il rischio di casi autoctoni esiste perché il vettore, la zanzara tigre, è già presente sul nostro territorio; come difesa consideriamo anche da noi l’uso dei repellenti», avverte lo specialista.
Le malattie esantematiche e l’importanza dei vaccini
Sul fronte delle malattie dell’infanzia, come morbillo, parotite, rosolia e varicella, l’infettivologo ricorda che, chi le ha contratte da bambino, acquisisce un’immunità permanente, mentre chi non è stato vaccinato resta esposto, in particolare in caso di viaggi in aree a rischio epidemiologico elevato: « Il vaccino – sottolinea – è uno strumento per gestire consapevolmente questo rischio, così come per il fuoco di Sant’Antonio (herpes zoster). E’ raccomandato dai 65 anni, anche e soprattutto, per chi ha già sviluppato questa forma erpetica nel passato o che ha contratto la varicella da bambino. È un vaccino sicuro prodotto con sofisticate tecniche di ingegneria genetica che non contiene il virus. Protegge dalla malattia, ma se questa dovesse comunque manifestarsi, come negli immunodepressi, si assisterà ad un decorso in forma molto più lieve, ridurrà dolore, disagio e costo sociale».
Le infezioni sessualmente trasmissibili e la vaccinazione anti-HPV
Un capitolo a sé sono le malattie sessualmente trasmesse, che, secondo lo specialista, non vanno associate al solo rapporto genitale: anche quelli orali possono trasmettere infezioni come la gonorrea o l’HPV. Proprio l’infezione da Papilloma Virus è responsabile del tumore della cervice uterina, ma anche di tumori genitali maschili. Può essere prevenuta con la vaccinazione offerta gratuitamente da Regione Lombardia a uomini e donne fino ai 30 anni e sempre per specifiche categorie di rischio. «I risultati ci sono: in alcune nazioni il carcinoma del collo dell’utero è praticamente sparito», sottolinea Dinatale, che invita anche i più giovani a un uso consapevole del preservativo, come protezione per un ampio ventaglio di infezioni sessualmente trasmesse
Le malattie “esotiche” e la globalizzazione
Infine, lo specialista affronta il tema delle malattie infettive più rare ma temute, come Ebola: «Il mondo globalizzato porta con sé anche questi rischi, perché una persona può contrarre un’infezione in un Paese lontano e, con un viaggio in aereo, trovarsi in poche ore dall’altra parte del mondo».
Un rischio da monitorare con attenzione, ma senza allarmismi: «Le malattie infettive sono endemiche in certe aree geografiche; siamo noi, con i nostri spostamenti, a trasportarle altrove. Ma qui intervengono efficacemente gli organismi posti a tutela della salute pubblica il cui ruolo principale è quello di individuare il rischio e indicare quei provvedimenti necessari affinché la malattia non arrivi e soprattutto non si diffonda».
In vista dell’inverno: il vaccino antinfluenzale
Per affrontare la stagione fredda, il medico raccomanda il vaccino antinfluenzale per tutti e in particolare per persone a rischio di complicanze – over 65, cardiopatici e portatori di malattie croniche –, disponibile in Lombardia dal 1° ottobre. A questo si affiancano le buone pratiche di sempre: lavarsi le mani spesso, arieggiare gli ambienti, evitare luoghi sovraffollati ed evitare comportamenti che possano favorire la diffusione dei virus stagionali.
Per prenotare una visita dallo specialista è possibile:
• telefonare al centralino 0332.1880700 dalle ore 08.00 alle ore
19.00 dal lunedì al venerdì, il sabato e la domenica dalle 08.00 alle 12.00
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