Torna “Latitudini”: Periferico e Spazio Yak presentano insieme le nuove stagioni teatrali tra Valcuvia e Varese
Conferenza stampa congiunta per due cartelloni: la diciassettesima stagione di Teatro Periferico a Cassano Valcuvia e nei comuni vicini, e i dodici spettacoli di Spazio Yak a Varese. In comune la voglia di fare rete e di portare il teatro dentro la comunità
Due stagioni teatrali presentate in un’unica conferenza stampa, a segnare una collaborazione che il presidente della Provincia, Marco Magrini, ha definito «Il frutto di un lavoro di rete» nato dal territorio. Da un lato Teatro Periferico, che con Latitudini. Welcome, benvenuti spettatori! arriva alla diciassettesima edizione; dall’altro Spazio Yak, che a Varese propone dodici appuntamenti curati da Karakorum Impresa Sociale.
Una stagione sociale per il Teatro Periferico
«Lo scopo è sempre quello di diffondere la cultura teatrale e offrire al pubblico occasioni di ascolto, di riflessione e di confronto», ha spiegato la direttrice artistica di Latitudini Paola Manfredi. Il cuore della stagione invernale, da ottobre a marzo a Cassano Valcuvia, è una formula sperimentata lo scorso anno: tre spettacoli alle 19, seguiti da una cena condivisa con il pubblico e da un incontro con un esperto del tema, che, ha precisato Manfredi, «non è un teatrante».
La cena è cucinata dal Grotto del Sorriso, realtà di ristorazione con cui il teatro collabora da anni e dove lavorano ragazzi con disabilità. A preparare le domande per artisti ed esperti, e i dati da presentare prima dello spettacolo, è invece lo young board di Periferico: «Una quindicina di giovani, allievi ed ex allievi, che ha anche scelto uno degli spettacoli».
Ad aprire invece sarà Arianna Scommegna con un testo tratto da Il buio oltre la siepe: «Il cui tema è il razzismo: non l’immigrazione, ma proprio il razzismo», ha sottolineato Manfredi. Nel programma anche Greta Tommesani, che parte da una storia di pomodori e di lavoro nero per parlare di sfruttamento e autosfruttamento, anche tra gli artisti. Il terzo appuntamento è quello scelto dai giovani: protagonista ScenaMadre, compagnia di giovanissimi attori, che con ironia racconta le relazioni tossiche in famiglia. In questo caso si cenerà prima, perché lo spettacolo viene dopo e l’approfondimento è previsto alle 21.30.

Tra le serate di solo spettacolo è stato presentato Atto Cronico, giovane compagnia milanese, che porta il disturbo ossessivo compulsivo su un campo da tennis «mentale»; Claudio Cremonesi, clown e giocoliere, con uno spettacolo pensato anche per i ragazzi che non parlano italiano, e in scena con lui un mediatore culturale egiziano; Ilaria Gelmi, con un lavoro di denuncia sui desaparecidos argentini e sull’impunità di chi, oggi, vive in Italia; Rita Pelusio e Rossana Mola con Lo sciopero delle piscinine, dedicato alle sartine milanesi che nel 1902 scesero in piazza per i loro diritti. «Uno spettacolo che esorta in qualche modo a scendere ancora in piazza», ha spiegato Dario Villa nel presentarlo.
La stagione ha un’anima sociale che Manfredi ha rivendicato: come il laboratorio con i minori stranieri non accompagnati ospitati dalla comunità Mappamondo della cooperativa San Martino, che avrà una restituzione in primavera dopo Aladin dello scorso anno.
A Cristina Dedé è stato dato il compito di raccontare il Grotto del Sorriso: «La cooperativa è nata nel 2015, il locale di Cassano Valcuvia è stato aperto nel 2016 e in dieci anni ha visto passare una quarantina di ragazzi con disabilità, alcuni poi assunti, altri avviati a un lavoro in contesti meno protetti». E, spiegando il nome: «Sono molto sorridenti» ha detto.
Tra le proposte fuori dal teatro c’è Comunitour, passeggiate nelle frazioni delle terre alte a rischio spopolamento: dopo Lozzo toccherà a Sarigo (25 ottobre) e Vararo (8 novembre). «Il nostro scopo non è fare rappresentazioni folcloristiche per i turisti – ha detto Manfredi – ma far incontrare le persone del luogo, che hanno cose da raccontare e da trasmettere». Le testimonianze vengono registrate e trasformate in podcast. Da marzo a luglio la stagione si sposta nei comuni del circuito diffuso, e sarà presentata in una conferenza stampa apposita a gennaio.
Manfredi ha ricordato i numeri: in diciassette anni Teatro Periferico ha ospitato 245 compagnie e realizzato 33 produzioni proprie, perché, ha spiegato, «è importante far circolare le idee». E ha aggiunto: «Lo scopo, per tutti noi che lavoriamo nella cultura, è permettere alle persone di entrare nei panni degli altri. Non vuol dire sposare il punto di vista altrui, ma almeno ascoltarlo».
Un successo straordinario e inaspettato per un “comune di poco più di 600 anime”, come ha sottolineato il presidente della Provincia. Proprio Magrini ha ricordato che «se diciassette anni fa il sindaco di Cassano non avesse visto questa prospettiva, probabilmente il teatro oggi non ci sarebbe», e ha rivendicato il valore dei temi trattati, dal disagio giovanile all’immigrazione, dalla dipendenza affettiva alle malattie mentali: «Quel processo culturale che ci chiede anche l’assessore regionale lo stiamo realizzando. Parlare di questi argomenti è un nostro dovere morale».
IL PROGRAMMA DI TEATRO PERIFERICO
I tanti linguaggi dell Spazio Yak, per parlare a tutti
Per Spazio Yak ha parlato Maddalena Vanolo, che ha illustrato una stagione «Costruita su linguaggi diversi per raggiungere più pubblici possibile, eredità di Segreti, il progetto dello scorso anno sull’accessibilità teatrale».
Si parte il 25 ottobre con Galassia Annika di Kronoteatro, con Stefano Panzeri, sul tema della malattia raccontato attraverso il dialogo tra fratello e sorella. Il 7 novembre apre il teatro contemporaneo con Eco di fondo e Dedalo e Icaro, sul “dopo di noi” e sul rapporto tra un padre e un figlio con autismo. Il 22 novembre tocca ai più piccoli con Tuono, il mio vicino gigante. Mentre il 28 è previsto Antropolaroid di Tindaro Granata, premio Ubu, artista di grandissimo livello che Yak ha conosciuto lavorando con gli adolescenti di un campus estivo. Il 2026 si chiude invece con lo spettacolo di Natale “Il regalo impossibile” una produzione Karakorum, gratuito per tutti.
Il 2027 si apre con NO di Annalisa Limardi, performance di teatro e danza sul diritto di affermare i propri confini, seguita da Molto dolore per nulla di Luisa Borini, che usa il linguaggio della stand up comedy. Il 7 febbraio è la volta di Bella, bellissima! di ArteVOX Teatro, il 13 di AHMEN di Cromo Collettivo Artistico sulla burocrazia dell’immigrazione.
Poi spazio al circo moderno con Gretel di Quattrox4 Circo e, a marzo, La parola alle donne di Teatro Periferico, tratto dal romanzo di Miriam Toews da cui è stato tratto anche il film premiato con l’Oscar per la sceneggiatura. Il 24 aprile, in piazza Monte Grappa, chiude la rassegna varesina Pugni e biciclette Redux, esperienza in cuffia sulla resistenza a Varese che è ormai uno dei punti forti della produzione di Karakorum.
La vicesindaco di Varese, Ivana Perusin, ha portato il saluto dell’amministrazione che sostiene la stagione di Spazio Yak, che è uno spazio comunale. Perusin ha definito «molto interessanti» i programmi di Teatro Periferico e le attività di Karakorum, realtà «ormai ben radicata» sul territorio. A colpirla è stata soprattutto la scelta di lavorare insieme: «Fare rete è molto significativo, perché spesso si fa fatica a collaborare. Qui invece la collaborazione è proficua: le forze raddoppiano e gli spettatori degli uni vanno anche dagli altri».
Un laboratorio che trasforma uno spazio culturale in uno spazio sociale
Accanto alla stagione teatrale dello Spazio Yak c’è Make Room. Make Yak, il progetto finanziato da Fondazione Comunitaria del Varesotto con la cooperativa Lotta contro l’Emarginazione.
Maria Chiara Vita ne ha spiegato l’ispirazione: capire «come uno spazio culturale può fare spazio anche a un impatto sociale sul territorio, sul quartiere che abitiamo», e diventare un luogo che le persone sentano «come casa».
Il laboratorio gratuito di Community Art parte il 2 novembre con incontri il lunedì sera, aperti da una cena condivisa, «perché mangiare insieme è il modo migliore per creare relazioni». Le candidature restano aperte fino al 21 ottobre circa e non servono competenze: «Ci interessa capire chi sono le persone e perché vogliono fare questo percorso».
Tra dicembre e giugno il gruppo organizzerà quattro eventi pubblici gratuiti e contribuirà alle residenze artistiche, il cui bando sarà lanciato a breve, sui temi dell’abitare e della salute mentale delle nuove generazioni.
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