Violenze sessuali di Venegono, assolti per non aver commesso il fatto i due imputati
La procura aveva chiesto 8 anni e un mese per Fusi Mantegazza e 9 anni e 2 mesi per Hamza Elayar
Assolti per non aver commesso il fatto. C’è la sentenza per il processo a carico di Anthony Gregory Fusi Mantegazza e Hamza Elayar, 21 e 27 anni, accusati di essere i responsabili dello stupro sul treno Varese – Milano la sera del 3 dicembre 2021 ai danni di due giovani donne, aggredite a bordo del convoglio e nella sala d’aspetto della stazione di Venegono Inferiore. Per i giudici del tribunale di Varese non sono stati loro.
La sentenza, il cui dispositivo è stato letto attorno alle 14.30 di martedì 7 marzo, è stata accolta dal pianto dei due imputati che sono stati rimessi in libertà dopo l’assoluzione.
«Ora la figura di questi due ragazzi deve essere riabilitata, sono contenta della decisione pronunciata oggi perché fin dall’inizio entrambi si sono detti innocenti e non credevano che due persone che non hanno commesso un fatto potessero rimanere in carcere per così tanto tempo», ha spiegato l’avvocato Monica Andreetti che assieme al collega Fabio Bascialla difendeva i due imputati che torneranno liberi già da questa sera.
È stato un processo ampiamente indiziario che ha certamente ricostruito nel dettaglio quanto avvenuto la sera del 3 dicembre quando due ragazze si sono trovate al pronto soccorso dell’ospedale di Varese vittime di violenza sessuale, avvenuta in un caso a bordo di un treno e nell’altro in sala d’aspetto. Le indagini portarono all’arresto dei due sospettati trovati a casa del più giovane dove vivevano anche altri ragazzi, forse anche i soggetti ritenuti i veri responsabili delle violenze. Il riconoscimento incompleto in aula da parte delle vittime, alcune incongruenze legate ai tabulati telefonici e alle posizioni gps dei cellulari hanno aperto la falla probatoria che non ha consentito di sostenere la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio.
Resta ora da capire come interpretare gli elementi emersi nel corso del processo e legati alla figura dei due responsabili delle violenze, che si trovano ancora a piede libero.
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